Lo Yoga: il lungo cammino che conduce all’Illuminazione

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Da diversi anni lo Yoga è divenuta una pratica comune anche per noi Occidentali. Sempre più gente si iscrive ai corsi con le finalità più disparate. Quanti di coloro che praticano lo Yoga ne conoscono davvero il senso? Purtroppo molti sedicenti guru (maestri), attirati solamente dal guadagno, travisano il vero e profondo significato di questa antica disciplina indiana.

Lo Yoga

A differenza di ciò che viene spesso ed erroneamente affermato in molte scuole o palestre, il termine Yoga (dal sanscrito juga, giogo o unione) non significa l’unione tra corpo e mente. Esso indica la via da seguire per unificare l’anima individuale, lo jiva, all’anima universale, il Brahman. Non si tratta quindi di un’unione, un legame come potrebbe esserlo quello tra due corde intrecciate. L’esempio più calzante è da vedersi nel sale che si scioglie nell’acqua divenendo un tutt’uno con essa. La famosa favola indiana della bambolina di sale che voleva conoscere il mare richiama proprio questa unione (LINK).

Lo Yoga rappresenta uno delle sei scuole di pensiero dell’induismo: le cosiddette sei Darsana. Attraverso la pratica della meditazione lo yogi (colui che pratica lo Yoga) giunge alla conoscenza diretta del Brahman, dell’Assoluto.

Il Maestro Patanjali

Il fondatore dello Yoga è considerato Patanjali, uno studioso indiano del II secolo a.C. Negli Yogasutra (lett. aforismi sullo Yoga), egli elaborò questa dottrina ispirandosi alla filosofia del Samkhya, il più antico sistema filosofico indiano, ed alle Upanishad. Lo Yoga, a differenze delle altre scuole filosofiche indiane come ad esempio l’Advaita Vedanta (LINK), predilige la pratica, l’esercizio, alla pura dottrina.

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Gli otto stadi

Lo Yoga non è solamente assumere posizioni contorte ma qualcosa di molto più complesso, profondo e spirituale. Si compone di otto stadi diretti verso la Conoscenza.

1 – yama o autocontrollo: sincerità, astinenza, compassione verso tutti gli esseri viventi e rinuncia verso ricchezze e potere;

2 – niyama o osservanza religiosa: austerità, povertà, bagni purificatori, decantazione degli inni vedici, autodisciplina, studio dei testi sacri e devozione totale al Brahman;

3 – àsana, le famose posizioni del corpo che sono però fondamentali per gli esercizi di meditazione;

4 – pranayama o controllo del respiro anche se sarebbe più corretto dire controllo del soffio vitale (prana): attraverso questa pratica si controlla il ritmo del respiro e l’ossigenazione dell’organismo attraverso le vie aeree;

5 – pratyahara o ritiro dei sensi: il distogliere la mente da ciò che ci circonda indirizzando l’attenzione ed ogni speculazione filosofica al Brahman;

6 – dharana o concentrazione mentale: focalizzando l’attenzione su se stesso, lo yogi diventa imperturbabile al mondo esterno;

7 – dhyana o meditazione: essenziale per rivolgere la mente al Brahman svuotando e liberando la mente da ogni altro pensiero. Per aiutarsi nella meditazione vengono in aiuto i Mantra, potenti formule sonore atte a liberare la mente (LINK);

8 – samadhi o totale raccoglimento attraverso cui la mente si identifica con l’Assoluto: avviene quindi la fusione Atman-Brahman. Una volta raggiunto questo stadio lo yogi è libero dall’illusione di Maya (il mondo irreale) e raggiunge l’estasi mistica pervenendo così all’Illuminazione (lo stato buddhico).

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I quattro sentieri per raggiungere l’Illuminazione

Secondo il Vedanta (lett. “la conclusione”, con riferimento ai Veda) vi sono quattro diversi sentieri per raggiungere l’Illuminazione: Jnana Yoga, Karma Yoga, Bhakti Yoga e Raja Yoga.

Jnana Yoga

Rappresenta il sentiero della Conoscenza. Lo Jnana Yoga sostiene che la Conoscenza Divina e la liberazione (Moksha) dal Samsara (il ciclo delle rinascite) vengono ottenute attraverso la consapevolezza e l’identificazione dell’anima individuale con quella universale.

“Come l’aria racchiusa nella brocca non è una trasformazione, né una parte dell’aria esterna ad essa, così il Sé individuale non è né una trasformazione né una parte del Sé universale.” (Mandukya Upanisad, III, 7)

La verità è celata all’uomo dal velo di Maya, l’illusione metafisica che lo porta a credere e vivere in un mondo illusorio ma, soprattutto, porta l’essere umano a considerarsi separato, diviso dal Tutto. Una volta dispiegato questo velo illusorio, l’uomo sarà quindi libero e comprenderà di essere unito o, meglio, di non essere mai stato separato dall’Assoluto. Lo stesso concetto viene descritto da Platone nel Mito della caverna in cui l’uomo, lontano dalla Luce, la Vera Realtà, identifica le ombre come reali.

Karma Yoga

Karma deriva dal sanscrito kry, fare qualcosa, compiere un’azione. Quindi il Karma Yoga è lo Yoga dell’azione, dell’agire. Apparantemente molto semplice e diretto, questo modo di vedere ed agire, unisce azione e meditazione: la liberazione viene cercata dunque attraverso il corretto modo di vivere la propria vita facendo del bene ed aiutando il prossimo. Il Karma Yoga segue il Dharma, la legge morale.

Bhakti Yoga

La Bhakti è la devozione profonda verso l’Assoluto, un vero e proprio atto di fede e di amore verso di Esso. Questo sentiero yogico è da vedere come amore incondizionato verso il Brahman che è puro ed autentico amore. Non si tratta ovviamente di un amore come quello tra due persone in quanto quello verso l’Assoluto deve essere un sentimento vero, autentico ed incondizionato da sviluppare gradualmente e nel corso degli anni.

Il Raja Yoga

E’ una vera e propria disciplina mentale basata sul controllo della respirazione (il pranayama) e sulle posture (le àsana). Essendo forse il più semplice tra i diversi sistemi yogici, è il più insegnato nelle palestre occidentali. La maggior parte delle persone sono state quindi portate a credere che esso rappresenti la vera ed unica filosofia yogica.

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Come praticare

Per chi si avvicina alla pratica dello Yoga è consigliabile farsi seguire da un guru preparato (di ciarlatani ne è pieno il mondo!). Ognuno di noi deve però comprendere il proprio livello fisico e mentale ed intraprendere la strada che più gli si addice. Sono tutte valide e nessuna è sbagliata, basta solo cominciare da qualche parte. Oltre a quelli appena visti vi è anche il Mantra Yoga, praticato mediante la recitazione dei Mantra, soprattutto intonando inni religiosi dedicati a Krishna. Per comprendere ancor meglio lo Yoga è consigliabile leggere gli insegnamenti contenuti nelle parole di Krishna ad Arjuna contenuti nella Bhagavad Gita: testo integrale!!!

Appunto questa antica disciplina ti è stata oggi esposta da me; perché tu sei il mio fedele e il mio amico; questo è appunto il sommo segreto. (Bhagavad Gita IV, 3)

Conclusione

Come abbiamo quindi visto, lo Yoga non è solamente una ginnastica in cui si assumono determinate posizioni bensì si tratta di una vera e propria filosofia, un modo di vivere per stare bene con noi stessi e con il mondo che ci circonda, lontano dalle preoccupazioni della vita. Per giungere all’unione Atman-Brahman ma, soprattutto per comprendere questa indivisibilità, è necessario sviluppare una concezione mentale assai diversa da quella occidentale che vede un Dio esterno a noi che ci guarda da lassù. Per una ulteriore spiegazione sul rapporto Atman-Brahman si consiglia la visione del video riguardante la leggenda indiana della scintilla divina in noi:

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