Il trapianto degli organi da un punto di vista esoterico

trapianto organi

Ai nostri giorni si sente spesso parlare di trapianto di organi ma, da un punto di vista strettamente esoterico e spirituale, questa scelta è giusta o sbagliata? Sia da vivi che da morti, è lecito donare una parte di noi a qualcuno? Quali conseguenze ne derivano da tale atto? E’ sicuramente un gesto altruistico e d’amore ma, dal momento che il nostro corpo fisico rappresenta l’involuco del nostro Ego, lo Spirito Immortale, privarlo di una parte di esso va ad influire su quel processo, conosciuto come Restrospezione, in cui il Sè ripercorre le proprio vita dalla vecchiaia all’infanzia.


I TRAPIANTI DI ORGANI

Domanda: Quale è il vostro pensiero circa i trapianti di organi, che sono sempre più numerosi? Secondo voi, quale effetto hanno per i donatori e per coloro che li ricevono, sul piano materiale?

Risposta: Ogni atomo del corpo denso che lo abita (Vedi note in calce), appartiene in proprio all’Ego (o Spirito immortale). La complessità di questo veicolo denso e dei suoi organi, riflette il modo nel quale l’Ego stesso ha vissuto le sue vite terrene precedenti ed è arrivato a costruire, l’archetipo del suo corpo denso durante il periodo di vita precedente alla rinascita.

Nessun Ego accetterà nel proprio corpo quello che è troppo diverso dalla propria costituzione.

L’Ego deve dominare le particelle di ogni materia estranea introdotta nel suo corpo, trattasi di nutrimento, di trasfusione sanguigna o di trapianto di organo. Se l’Ego non arriva a farlo, la sostanza estranea viene eliminata. Per questa ragione un trapianto di organo può creare il fenomeno di rigetto da parte del ricevente.

Per questa ragione occorre essere sicuri, prima di procedere al trapianto, della sua compatibilità. E’ bene anche sapere che quando l’organo trapiantato è in armonia col corpo del ricevente e che il trapianto è riuscito sul piano fisico, ciò non aiuterà il ricevente a costruire l’archetipo di un organo migliore per la sua esistenza successiva, perché tale facoltà deriva dai progressi spirituali che avrà compiuto nella presente vita.

Così, la persona la cui vita viene prolungata mediante un trapianto dovrebbe essere spronata a vivere una vita spirituale migliore. Se realizzerà la propria riforma spirituale questo nuovo organo gli procurerà il benessere di prolungare la sua vita terrena. In tal caso il trapianto costituirà un notevole beneficio per l’evoluzione dell’Ego.

Per quanto riguarda le persone che accettano di donare un organo dopo la loro morte, avviene un importante fatte: durante i tre giorni e mezzo dal decesso l’Ego intraprende la Retrospezione della vita conclusasi e tale panorama costituirà la base della sua esistenza post-mortem nei mondi spirituali. Tale panorama si svolge in senso inverso, cioè dalla vecchiaia alla prima infanzia. E’ nel modo in cui tale Retrospezione viene vissuta, al riparo di perturbazioni, che l’Ego potrà avvantaggiarsi pienamente delle lezioni di vita conclusesi. In effetti, mentre tale panorama si svolge, il cordone argenteo, che unisce i veicoli superiori al corpo denso, rimane ancora intatto. Pertanto, sebbene la persona sia considerata morta, perdura la connessione con il suo corpo denso e pertanto lo Spirito è cosciente di ogni ulteriore vicenda. Dato poi che gli organi da trapiantare devono essere prelevati immediatamente dopo la morte del donatore, si rischia di perturbare la Retrospezione.

Tuttavia le persone che accettano di diventare donatori, in genere sono motivate dall’amore e dal servizio e ciò costituisce un fattore di crescita spirituale che, nella maggior parte dei casi, potrà compensare ampiamente il pregiudizio subito a livello retrospettivo.

ESAMINIAMO ORA PARTICOLARMENTE IL CASO DEL TRAPIANTO CARDIACO

Noi sappiamo che nel ventricolo sinistro del cuore esiste un atomo particolare, chiamato, atomo-seme, le cui forze si riattivano in tutti corpi successivi che l’Ego si costruisce.

La memoria delle esperienze passate, viene incisa su questo atomo-seme, che è così necessario all’evoluzione dell’Ego quanto lo è il cuore per la sopravvivenza nel mondo fisico.

Quando avviene il trapianto cardiaco cosa avviene dei rispettivi atomi-seme sia del donatore che del ricevente?

La scienza esoterica ci insegna che, in caso di amputazione di un organo, la sua controparte eterica rimane per un certo tempo col corpo fisico. Vi sono persone che avendo subito l’amputazione di un organo, per parecchio tempo ne sentono il dolore, cioè fino a quando non si sia disintegrata la parte eterica. Analogamente, quando il cuore malato viene tolto dal corpo denso del ricevitore, l’atomo-seme rimane con la controparte eterica e (con l’aiuto degli Angeli di Giustizia e dei loro Aiutanti) viene a porsi nel nuovo cuore, cioè in quello del donatore, il quale provvede a portare con sé il proprio atomo-seme nella vita post-mortem che inizia subito.

Il ricevente non ne è sempre cosciente, ma fra il donatore e i ricevente viene a instaurarsi un rapporto, anche se in questa vita non si siano mai incontrati. E’ capitato, ad esempio, che un trapiantato cardiaco si sentisse come a casa sua nella famiglia del donatore.

A parte tutto ciò, dobbiamo ammettere che siamo ben lungi dal conoscere tutte le conseguenze spirituali di un trapianto d’organo. Alcuni nostri affiliati pensano che i trapianti di organi non sono consigliabili, in particolare quelli del cuore, tenuto conto degli effetti ulteriori (legge di causa ed effetto) che possono comportare sia per il donatore che per il ricevente. Ma, come per molte altre cose di questo nostro piano terrestre, ciò non può essere valutato essere “tutto bianco” o “tutto nero.”

A nostro avviso se il donatore è pienamente consenziente (ma è ben sempre questo caso?) e vede la cosa sotto forma di servizio, e se il ricevente approfitta di questo supplemento di vita fisica per progredire spiritualmente, l’effetto globale sarà positivo.

C’è da augurarsi, tuttavia, che l’umanità non si atteggi troppo a fare “l’apprendista stregone” sia in questo settore che in altri. (Pensiamo con terrore ai tentativi di innesto di geni umani negli animali, cioè la “trans-genesi”!)

Nella Cosmogonia dei Rosacroce (cap. XIV, pag. 254) leggiamo:

“Generalmente pensiamo alla morte come qualcosa di pauroso. Se l’uomo avesse pure mangiato “dell’albero della vita”, se avesse anche appreso il segreto di come perpetuare la vitalità del proprio corpo, egli si sarebbe trovato in una condizione de peggiore…

Se avesse mangiato di quell’albero non sarebbe mai stato capace di progredire. L’evoluzione dell’Ego dipende dalla qualità dei suoi veicoli; se le morti e le rinascite successive non dovessero consentirgli di acquisire dei nuovi corpi sempre più perfezionati, ci sarebbe il ristagno… Ogni morte comporta, a suo tempo, una nuova nascita e nuove occasioni di avanzamento spirituale.”

NOTE: la Filosofia Rosacroce esprime delle indicazioni logiche sui veicoli visibili e invisibili dell’uomo, il Pensatore, ed insegna che per agire nel Mondo Visibile occorre avere un corpo denso (visibile). Senza tale corpo saremmo dei fantasmi per gli altri esseri fisici.

Altrettanto è per gli altri Mondi o Mondi Spirituali. Per funzionarvi o per esprimere le loro qualità particolari dobbiamo innanzitutto possedere un veicolo fatto con i loro materiali. La Filosofia Rosacroce insegna che l’uomo è un essere composito e che dispone:

1) di un corpo denso che è suo strumento per l’azione: è il veicolo visibile nel quale esercita la sua attività fisica nel nostro mondo. E’ questo nostro corpo che comunemente consideriamo l’uomo completo.

2) Un corpo vitale, sorgente di “vitalità” che rende possibile l’azione; è fatto dell’etere che interpenetra ogni cosa, con la differenza che l’uomo polarizza l’etere universale in proporzioni maggiori di quanto fanno le altre forme. Questo corpo eterico è lo strumento di cui l’uomo si serve per assimilare l’energia visibile del Sole.

3) Un Corpo del Desiderio, dal quale proviene il desiderio; è la nostra natura emozionale e questo veicolo interpenetra sia il corpo vitale che quello denso. Questa veicolo sottile appare agli occhi del chiaroveggente come una nube ovoidale che si estende per circa quaranta centimetri dalla periferia del corpo denso e che ne è al centro, come il tuorlo dell’uovo.

4) Un intelletto o Mente. E’ lo specchio che riflette il mondo esteriore; che consente all’Ego di trasmettere i suoi ordini sotto forma di pensieri e di parole e di comandare in tal modo l’azione. Per l’azione dell’Ego l’intelletto è perciò un freno per i suoi impulsi ed è esso che fornisce scopo all’azione.

L’EGO è IL TRIPLICE SPIRITO che utilizza questi quattro veicoli per acquisire esperienza nella scuola di vita.

L’Ego o Triplice spirito che agisce e poi raccoglie l’esperienza tramite l’azione è il Dio Interiore nell’uomo. Vedere:

– Vangelo di Giovanni (10:34): “Non è scritto nella vostra legge: Io ho detto voi siete dii?

– Salmi 82:6

– I.a Corinzi 3:16: “Non sapete che voi siete il tempio di Dio e che lo spirito di dio abita in voi?” – II.a Corinzi 6:16: “Quale rapporto vi è fra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché voi siete il tempio dell’Iddio vivente, come Dio disse: Io abiterò nel mezzo di loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio ed essi mi saranno popolo.”

Questi riferimenti al Vecchio e Nuovo Testamento ci rammentano semplicemente ciò che è detto nella Genesi 1:26-27: “Poi Dio disse: facciamo alla nostra immagine secondo la nostra somiglianza ed abbia la signoria sopra tutta la terra e su tutti i rettili che serpeggiano sulla terra. Dio creò l’uomo a sua immagine, li creò maschio e femmina.”

FONTE


Prometheus

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