I testi sacri dell’Induismo: letteratura sacra e poemi epici

testi sacriI testi sacri dell’Induismo formano una mole imponente di materiale, svariando dai poemi epici come il Mahabharata e il Ramayana alla grande spiritualità della Bhagavad Gita, passando per i Veda e le Upanishad. Purtroppo ci è pervenuta solo una parte di tutte queste opere che possono essere sostanzialmente suddivisi in due grandi categorie:

  • testi della Rivelazione: Veda e Upanishad
  • testi della Tradizione: Mahabharata, Ramayana e Purana

I testi sacri di carattere religioso

I Veda

testi-sacri-vedaSenza ombra di dubbio tra i testi sacri dell’Induismo, il ruolo predominante è assunto dai Veda (dalla radice “vid-“, conoscenza divina), una raccolta di canti che rappresentano il sapere per eccellenza degli Arii, o Ariani, dell’India antica. I Veda costituiscono le opere più antiche e sacre tramandate dapprima oralmente e, solo in epoca successiva, redatte in forma scritta almeno 3.000 anni prima di Cristo. I Veda possono essere suddivisi in quattro gruppi:

  • Rig Veda o Veda della preghiera: una raccolta di Inni agli Dei in cui viene celebrata la vittoria di Indra, un’antica divinità preinduista, contro i Draghi culminata con la bevuta del soma, una bevanda inebriante. E’ indubbiamente il Veda più importante
  • Samaveda o Veda dei versi da cantare: una raccolta di Canti sacrificali. Sono chiamati anche Veda delle melodie
  • Yajurveda o Veda delle formule: una raccolta di Formule sacrificali in parte originale ed in parte ricavato dal Rig Veda. E’ giunto a noi in due diverse stesure: lo Yajurveda Bianco e lo Yajurveda nero
  • Atharveda o Veda della magia: una raccolta di Canti magici, un’insieme di formule magiche ed incantesimi. Tra i quattro questo è il Veda meno importante

Le Upanishad

upanishadTra i tanti testi sacri dell’Induismo, un ruolo assai importante lo hanno indubbiamente le Upanishad, le quali rappresentano la parte conclusiva dei Veda. Originariamente erano diverse migliaia di testi mentre ora ne restano un centinaio con una datazione approssimativa che colloca le più antiche tra l’VIII ed il VII secolo a.C. e le più recenti tra il V ed il IV secolo a.C anche se le più importanti risalgono al periodo compreso tra il 700 e il 300 a. C. Le Upanishad hanno un carattere filosofico-religioso. Il termine sembrerebbe derivare dal sanscrito upa-ni-shad, ovvero sedersi accanto a qualcuno. Il principale tema trattato è l’identificazione dell’Atman, l’anima individuale, con il Brahman, l’Assoluto, l’Anima Universale. Le Upanishad possono essere considerate come dei glossari ai Veda in quanto ne costituiscono le appendici filosofiche ed è da esse che si è sviluppato l’importante sistema filosofico Vedanta1)1.

I Purana

Brooklyn_Museum_-_Kalayavana_Surrounds_Mathura_Page_from_a_Dispersed_Bhagavata_Purana_SeriesUna raccolta di testi sacri dell’Induismo che costituiscono una sorta di enciclopedia il cui scopo è l’educazione religiosa delle caste inferiori e delle donne. Sono caratterizzate da un forte carattere religioso e raccontano le origini dell’umanità e della storia Hindù. La datazione è incerta in quanto sono state composte in epoche differenti. Tra i Purana più famosi vi è sicuramente il Bhagavata Purana mentre quello più antico è il Vishnu Purana.

I grandi poemi epici

Il Mahabharata

2015-12-23-1450901991-3793468-shri_krishna_arjun_free_download____1805045660A differenza dei sopracitati testi di carattere religioso, il Mahabharata (Maha = grande e Bharata = nome di una famiglia Hindù), rappresenta il più grande poema epico della storia dell’umanità, la cui lunghezza è pari a circa 8 volte l’Iliade e l’Odiessa messe inseme e 7 volte la Bibbia, costituito da 100.000 strofe. Composto tra il IV secolo a.C. e il IV secolo d.C., narra la guerra combattuta tra i due rami della stirpe regnante di Hastinapura, in cui vivevano due principi: il primogenito e legittimo erede al trono Dhritarastra e suo fratello Pandu. Dhritarastra era cieco fin dalla nascita per cui il trono passò al fratello Pandu che aveva cinque figli, chiamati Pandava (figli di Pandu): Yudistira, Bhima, Arjuna, Nacula e Sahadeva. Invece Dhritarastra, il principe cieco aveva, 100 figli tra i quali primeggiava Duryodhana. Pandu salì al trono ma abdicò per ritirarsi a vita ascetica nella foresta, per cui si doveva decidere il suo successore tra Duryodana, figlio del re detronizzato Dhritarastra, e Yudistira figlio del re Pandu. Alla morte di Pandu, i suoi cinque figli reclamarono il diritto al trono per Yudistira ma, i cento figli di Dhritarastra affermarono a loro volta il diritto di Duryodhana di regnare. Si scatenò così una lotta tra cugini che combatterono all’altimo sangue nella piana di Kuruksetra, conclusa con la sconfitta dei Dhiltarastridi. La parte centrale del Mahabharata è costituita dalla Bhagavad Gita (di cui abbiamo parlato QUI). Prima che la battaglia cominci, in attesa del segnale, Arjuna chiede a Krishna di condurre il carro tra i due eserciti e quando vede tra le armate nemiche parenti ed amici, viene preso dallo sconforto e lascia cadere il suo arco rifiutandosi di combattere. Allora Krishna lo rassicura spiegandogli che ciò che lui uccide sono corpi fisici non il Sè di quegli individui che è eterno e immutabile e non può essere ucciso nè distrutto. Per una lettura del Mahabharata clicca QUI.

Il Ramayana

ramayanCosì come il Mahabharata, anche il Ramayana (lett: il cammino di Rama) è un famoso poema epico scritto tra il VI ed il III secolo a.C. e composto da 48.000 versi. L’opera narra la storia di Rama, re dei Kosala e settimo avatara di Vishnu, che viene privato ingiustamente del trono e mandato in esilio dove vivrà 14 anni con la moglie Sita ed il fratello Laksmana. Sita viene rapida nella foresta dal malvagio re dei demoni Ravana e condotta nell’isola di Lanka. Allora Rama e Laksmana si alleano con i guerrieri scimmia capeggiati dal valoroso Hanumat, sconfiggono l’esercito di Ravana e Rama torna vittorioso nella sua città dove viene incoronato re. Rama ripudia Sita credendo che abbia ceduto alle lusinghe di Ravana allora la donna per dimostrare la propria innocenza affronta, uscendone indenne, la prova del fuoco.

Note:

1) Un sistema filosofico fondato dal grande bramano Shankaracharya vissuto 1.400 anni prima di Cristo. Il Vedanta è da considerarsi la vera filosofia induista

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References   [ + ]

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