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Commentario alla terza Stanza del Libro di Dzyan – Cosmogenesi

Con la terza Stanza del Libro di Dzyan finisce il periodo di immanifestazione e si passa alla manifestazione. Viene dunque descritta la nascita del nostro Universo il quale, a questo punto della Creazione, si è espanso ovunque ed è ormai visibile.

terza Stanza del Libro di Dzyan

Terza Stanza del Libro di Dzyan

1 – L’ULTIMA VIBRAZIONE DELLA SETTIMA ETERNITÀ FREME ATTRAVERSO L’INFINITEZZA. LA MADRE SI GONFIA, ESPANDENDOSI DALL’INTERNO ALL’ESTERNO, COME IL BOCCIOLO DEL LOTO.

1 – Come detto precedentemente, anche qua il termine Eternità non deve trarre in inganno perché si riferisce ad un periodo di tempo incommensurabilmente grande ma pur sempre finito. Non ha nulla a che vedere con il concetto di Eternità che troviamo nel Cristianesimo. L’Eternità, non avendo né inizio né fine, è un’astrazione e contiene in sé il Tempo che è invece finito e limitato.

Il Big Bang

Il Primo Logos, la scintilla energetica (l’ultima Vibrazione), maturata durante la non-manifestazione è pronta ad esplodere e così, dopo Sette Eternità di stasi (Pralaya). Questa terza Stanza del Libro di Dzyan descrive quel processo che porterà alla nascita dell’Universo. Da un punto di vista scientifico, possiamo affermare che durante il periodo di riposo universale, era maturata un’imponente energia che ora è pronta ad esplodere. In questo modo, l’Uovo cosmico, gonfiandosi ed espandendosi, lascia scaturire la sua energia dall’interno verso l’esterno.

terza Stanza del Libro di Dzyan

L’Uovo cosmico che si espande lasciando fuoriuscire da se stesso le energie primordiali, altro non è che quell’esplosione nota alla scienza come Big Bang. Ricordiamo al lettore che gli astrofisici hanno affermato che il Big Bang non fu un’esplosione di materia che si mosse verso l’esterno per riempire un Universo vuoto ma fu lo spazio stesso che si espanse dappertutto con il passare del tempo. L’argomento è stato già trattato ed approfondito nel commentario alla prima Stanza.

Per spiegare meglio il concetto espresso in questa prima shloka della terza Stanza del Libro di Dzyan, viene nuovamente ripreso l’esempio della pianta del loto, precedentemente chiamato “il figlio dell’Universo che porta nel suo seno le sembianze di sua madre”. Come il bocciolo del loto contiene in piccolo il modello del fiore adulto, allo stesso modo la scintilla contiene in sé il nascente e futuro Universo: tutto ciò che sarà è già presente come riflesso del Pensiero Divino.

Similitudini con il Pimandro

Un discorso analogo lo si trova nel Pimandro di Ermete Trismegisto dove si legge:

“Questa luce sono io, l’Intelligenza, il tuo Dio che precede la natura umida uscita dalle Tenebre, e il Verbo luminoso che emana dall’Intelligenza è figlio di Dio”.

Siamo quindi davanti ad un Dio che permea l’Universo di se stesso. Tutto ha origine dalla volontà di Dio per mezzo del Nous, il Pensiero Divino, il quale generò da se stesso un secondo dio il quale, a a sua volta, formò i sette Cosmocratori che governano l’Universo. Una volta conclusa la Creazione, il Verbo torna al Padre lasciando così la materia allo stadio inerte che verrà quindi animata o, meglio, vivificata da quell’energia trasmessa dal Verbo stesso.

terza Stanza del Libro di Dzyan

Ricapitolando

Per riassumere brevemente, da un punto di vista filosofico e metafisico, quanto esposto nella prima shloka di questa terza Stanza del Libro di Dzyan, potremmo dire che, in principio, il Primo Logos irradiò attraverso la materia primordiale e indifferenziata in un periodo in cui Tempo e Spazio ancora non esistevano o, meglio, erano un tutt’Uno. Con l’emanazione del Secondo Logos, la materia primordiale si trovava ancora nella condizione di Padre-Madre e, solo all’apparire del Terzo Logos, la materia diventa la Vergine-Madre da fecondare.

2 – LA VIBRAZIONE SCORRE TOCCANDO CON LA SUA ALA VELOCE L’INTERO UNIVERSO ED IL GERME CHE DIMORA NELLA TENEBRA, LA TENEBRA CHE ALITA SULLE SOPITE ACQUE DELLA VITA.

2 – La scintilla energetica (la Vibrazione) si diffuse rapidamente ed ovunque nell’Universo. Giunti a questo punto, il seme che, durante il Pralaya dimorava nelle Tenebre, era ormai pronto per fecondare la materia. Ricordiamo che subito dopo il Big Bang, non essendoci ancora le due grandezze vettoriali, Spazio e Tempo, la scienza ritiene che l’espansione del Cosmo sia stata assai rapida, come se il risultato di un’immane deflagrazione.

Il Serpente che aleggia sulle Acque

Il concetto dello Spirito che si muove alitando sopra le acque dello Spazio cosmico, nonostante lo si trova nella Genesi,le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Genesi 1,2), non è di matrice ebraica bensì una copia del Vishnu Narayana dell’India antica. Lo stesso termine Narayana deriva proprio dall’idea del muoversi sull’acqua (nara, acqua e ayana, colui che si muove sulle Acque). Solitamente viene raffigurato disteso su un serpente che aleggia sull’oceano Primordiale, avvolto attorno all’Uovo cosmico. Quando Narayana espira, l’Universo viene creato, quando inspira, l’Universo viene riassorbito. In questa terza Stanza del Libro di Dzyan viene di nuovo espresso poeticamente il concetto di Universo pulsante, precedentemente trattato nella prima Stanza. Naturalmente con acque non dobbiamo intendere il classico composto idrogeno-ossigeno ma quel brodo primordiale, ricco di energia e di vita, racchiuso nello Spazio cosmico.

terza Stanza del Libro di Dzyan

3 – LA TENEBRA IRRADIA LA LUCE, E LA LUCE LASCIA CADERE UN RAGGIO SOLITARIO SULLE ACQUE, NELLA PROFONDITÀ-MADRE. IL RAGGIO DARDEGGIA ATTRAVERSO L’UOVO VERGINE; IL RAGGIO CAUSA UN FREMITO NELL’UOVO ETERNO ED ESSO LASCIA CADERE IL GERME NON-ETERNO CHE SI CONDENSA NELL’UOVO DEL MONDO.

3 – Il Raggio Solitario nato dalle Tenebre rappresenta il Pensiero Divino, il quale feconda l’Abisso (l’Uovo Vergine). Come l’uovo viene fecondato prima ancora che esso venga deposto, allo stesso modo il Germe periodico non eterno diverrà, in un secondo momento, l’Uovo del Mondo: l’Universo. Per descrivere la nascita dell’Universo, le antiche cosmogonie erano solite usare l’esempio dell’uovo perchè, negli uccelli, il maschio immette lo sperma nella femmina attraverso la cloaca; in seguito l’uovo viene fecondato e, successivamente, scende lungo l’ovidutto della femmina. Durante il tragitto vengono aggiunte alcune sostanze come l’albume e il guscio. Una volta che questo processo si è completato, l’uovo viene deposto e incubato durante la cova.

Dall’Uovo Vergine, l’Abisso, il Chaos, nasce il Raggio, il Creatore maschile. Egli feconderà l’Abisso visto, a sua volta, come una profondità-madre in quanto simile ad un grembo pronto a ricevere la vita: un enorme oceano pronto ad essere fecondato.

SECONDA PARTE

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