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La Teosofia: storia e fondamenti della dottrina teosofica

Teosofia 

Origini della Teosofia

Il termine Teosofia (dal greco theos, Dio e –sophia, sapienza) venne coniato per la prima volta dai filosofi neoplatonici. Il significato letterale sarebbe “sapienza delle cose divine” o “sapienza riguardo ciò che concerne il Divino“. Venne adoperato anche da San Paolo (vedi 1-Corinzi 2,7) e, successivamente, da filosofi cristiani come San Bonaventura da Bagnoregio o San Bernardo da Chiaravalle. Troviamo la parola Teosofia anche nelle opere di mistici come Jacob Boehme o alchimisti come Paracelso.

teosofiaSecondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, le origini della Teosofia sarebbero da far risalire al filosofo neoplatonico Ammonio Sacca. Questi la trasmise ai suoi allievi Plotino, Giamblico, Proclo e Porfirio.

La nascita della Teosofia è attestabile attorno al III secolo d.C. Secondo alcuni storici come Diogene Laerzio, sembrerebbe addirittura antecedente, di epoca pre-tolemaica. I primi teosofi si definivano filaleti, dal greco philalethes, ovvero amanti della verità. Non è un caso, infatti, che il motto della Società Teosofica, fondata il 7 settembre 1875 dalla Blavatsky e dal colonnello britannico Henry Steel Olcott, sia “non vi è religione superiore alla verità“.

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Gli obiettivi dei filaleti erano quelli di rintracciare quel filo comune che lega tutte le religioni. Essi credevano che, un tempo, gli uomini avessero un’unica idea di spiritualità, un unico credo andato perduto nel corso dei secoli. Forse le ultime briciole di tutto ciò erano ancora presenti nei riti misterici così celebri nel bacino del Mediterraneo.

La Teosofia non è una religione

I primi teosofi studiavano la filosofia indiana Advaita Vedanta, gli insegnamenti del Buddha, gli scritti di Platone e quelli di Zoroastro. Essi cercavano un punto comune tra i vari testi e i vari sistemi filosofico-religiosi. Non è un caso che i termini indicanti la conoscenza, in greco e sanscrito, gnosis e vidya, vogliano proprio dire una conoscenza interiore, di tipo spirituale e non razionale.

La Teosofia non è però da vedersi come una religione in quanto non ha dogmi, non fa proselitismo, non impone nulla. Lasciando piena libertà a coloro che intendono seguirla, incoraggia l’essere umano ad una profonda riflessione su se stesso, in una sorta di viaggio interiore alla ricerca della propria intima essenza divina. Viene quindi ripreso il famoso concetto gnoti sauton, (conosci te stesso), espresso sul frontone dell’Oracolo di Delfi.

Se, da un lato, non si deve vedere la Teosofia come un culto, allo stesso modo non bisogna paragonare le figure religiose del passato a quelle odierne. Infatti, i rishi indiani, gli ierofanti egizi, i theodidaktoi greci, i magoi zoroastriani, i sacerdoti caldei o i druidi celtici non avevano nulla in comune con gli uomini di culto della nostra epoca.

La dottrina teosofica

Teosofia

I primi teosofi appartenenti  alla Scuola Eclettica di Ammonio Sacca basavano la loro dottrina su tre idee cardini:

1 – vi è un’Essenza assoluta da cui tutto emana ed a cui tutto ritorna;

2 – l’anima umana viene emanata da questa Essenza;

3 – l’uomo deve fare ritorno all’uso della teurgia

L’Assoluto come punto di partenza e di arrivo

L’Essenza assoluta o, Assoluto, viene vista come qualcosa di inconoscibile, immanente ed al tempo stesso trascendente, senza nome ed eterna. Questo concetto era un principio comune a diverse filosofie. Lo ritroviamo nello Gnosticismo con il Pleroma, nell’Advaita Vedanta con il Brahman, nella Cabala con Ein Soph e, in epoche successive, nella Monade primordiale nel pensiero di Leibniz.

Per la Teosofia il Divino è l’Assoluto, unica Essenza vera che esiste di per sè ma, dovendo creare il cosmo, egli emana da se stesso una sua immagine riflessa che gli uomini hanno antropomorfizzato per rendere meglio i concetti. Ci troviamo quindi di fronte al Purusha degli indiani o all’Adam Qadmon cabalistico, l’uomo archetipale, l’essere perfettissimo immagine riflessa del Dio Immanifesto.

La ricerca interiore

teosofiaLa Teosofia afferma che, nella ricerca verso il Divino, il viaggio deve partire da noi stessi. Ogni uomo può abbracciare la religione che più gli piace, quella in cui meglio si ritrova, e partire verso la meta la quale si trova però dentro di lui. Egli può e deve ricongiungersi al Brahman, al Pleroma, alla Monade che altro non sono se non termini per indicare lo stesso concetto metafisico.

Fino a quanto l’uomo non riuscirà a fare ritorno da dove viene, l’anima continuerà a prendere possesso di corpi terreni, in un continuo vorticare di rinascite. Ci troviamo di fronte ad una delle idee chiavi della Teosofia, ovvero la trasmigrazione delle anime, espressa anche come dottrina della Reincarnazione o metempsicosi. L’anima, per compiere il proprio viaggio e riscoprire ciò che è realmente, ha tre diverse strade da percorrere: opinione, scienza ed illuminazione. Vien da sé che la terza rappresenta la via più diretta ed è ciò che viene anche definita come estasi mistica nel Cristianesimo o samadhi dagli orientalisti.

La teurgia

Teosofia Uno degli aspetti meno considerati della Teosofia è la teurgia, l’uso delle arti magiche per mettersi in contatto con le entità benevole. Non bisogna considerare la teurgia come qualcosa di negativo. La magia è una soltanto e sta agli uomini usarla per compiere il bene (magia bianca) o il male (magia nera).

La teurgia è stata da sempre avversata dalla Chiesa Cattolica. Durante i secoli bui del Medioevo, coloro i quali praticavano le arti magiche lo facevano molto segretamente. Era molto facile venir tacciati di stregoneria e finire al rogo.

Conclusione

Possiamo quindi vedere la Teosofia come una “religione” anomala, priva di uomini di culto, dogmi, templi. Essa è un rapporto diretto uomo-Dio in cui la Natura che ci circonda è essa stessa parte del Divino, Vivendo nella Natura,  l’uomo deve tornare a rapportarsi con essa perché non si può vivere in un luogo senza farne parte. Ogni uomo o donna che sia può intraprendere il proprio cammino spirituale senza essere legato a preconcetti ma con una mente pura ed innocente come quella dei bambini.

La Teosofia, nel suo significato astratto, è Sapienza Divina, o l’aggregato della conoscenza e della saggezza che sottostanno all’Universo, l’omogeneità del Bene eterno; e nel suo senso concreto è la somma totale dello stesso bene, come è stato assegnato all’uomo dalla Natura su questa terra, e niente di più. – H.P. Blavatsky

Prometheus

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