Il Solstizio d’Estate: il giorno in cui si aprivano le Porte per l’Aldilà

solstizio d'estate

Il Solstizio d’Estate, alla pari con quello invernale ed i due equinozi, era una delle feste più sentite nell’antichità. Per i nostri antenati, gli eventi astronomici avevano una certa importanza anche da un punto di vista spirituale. Solstizi ed equinozi non erano solo eventi da studiare, celebrare ma anche da vivere ad un livello interiore.

Il Solstizio d’Estate

solstizio d'estateIl termine solstizio deriva dal latino solstat, ovvero “il sole si ferma”. Da un punto di vista astronomico, sembrerebbe quasi che in questo giorno il Sole si fermi sulla sua eclittica per poi riprendere il suo cammino discendente. Nel Solstizio d’Estate il giorno ha la sua massima durata e la notte quella minima. Sei mesi prima, il 21 Dicembre, avviene ovviamente il contrario.

Durante il suo cammino lungo l’eclittica, infatti, il Sole raggiunge i due punti di massima declinazione sull’Equatore celeste trovandosi a zero gradi sul Tropico del Cancro (21 Giugno) ed a zero gradi sul Tropico del Capricorno (21 Dicembre). Mentre dopo il 21 Dicembre, giorno del Solstizio invernale, l’astro solare sembra scomparire dall’orizzonte (muore) per poi ricomparire e risalire l’eclittica (rinasce), dopo il 21 Giugno, giorno del Solstizio d’Estate, essendo nel pieno della vita ed alla sua massima potenza, inizia il suo lento cammino di ridiscesa.

In passato, il Solstizio d’Inverno veniva celebrato durante la festa del Sol Invictus. In questa data si ricordava la morte e la successiva rinascita del Sole. Il tutto venne poi soppiantato dal Natale cristiano con il parallelismo tra la nascita di Gesù e quella dell’astro solare. (LINK)

Solstizio d’Estate e spiritualità

solstizio d'estatePer gli antichi Greci, i due Solstizi erano due Porte per l’Aldilà, due vie di comunicazione con il Mondo dei defunti e con gli Spiriti. Il Solstizio d’Estate era la Porta degli Dei mentre quello invernale, la Porta degli Uomini. 

Lo stesso concetto lo si ritrova nell’antica Roma dove troviamo il dio Giano a guardia delle due Porte. Con la sua particolare caratteristica di essere bifronte, Giano personificava i due aspetti del Sole: quello di un giovane che deve crescere e rafforzarsi, e quello di un uomo barbuto e nel pieno della maturità e, di conseguenza, destinato al declino. L’aspetto bifronte del dio Giano venne ripreso dal Cristianesimo con il culto dei due San Giovanni: il Battista, celebrato il 24 Giugno, e l’Evangelista, ricordato il 27 Dicembre.

I passaggi per l’Aldilà

solstizio d'estateLa credenza nei passaggi spirituali era comune a diversi popoli antichi. Presso i Celti, nel giorno del Solstizio d’Estate, veniva celebrata l’antica festa di Litha. Durante questa celebrazione, i Druidi (LINK) accendevano dei falò e avevano il compito di aprire dei varchi ultraterreni. Lo stesso accadeva durante la notte di Samhain, poi divenuta Halloween. (LINK)

I Romani chiamavano le due Porte Janua Coeli (Porta del Cielo) e Ianua Inferi (Porta dell’Inferno). Sia chiaro che il termine “Inferno” non aveva nulla a che vedere con il concetto cristiano con demoni e torture varie. Ne abbiamo già parlato QUI.

Anticamente, infatti, si credeva che morire in determinati periodi dell’anno avesse una qualche influenza sulla vita ultraterrena. Se la dipartita avveniva in Inverno, era più frequente essere soggetti alla Reincarnazione. Invece, se si moriva in Estate, si avevano buone possibilità di finire al fianco degli Dei e non prendere più possesso di corpi terreni.

Conclusione

Ai nostri giorni siamo oramai abituati a considerare gli eventi astronomici da un mero punto di vista scientifico ed astronomico senza più alcuna connessione religiosa o spirituale. Molto probabilmente, ci stiamo perdendo qualcosa che non sappiamo nemmeno noi, il nostro livello di spiritualità si è abbassato all’inverosimile, per non dire azzerato ma, in compenso, siamo diventati molto materialistici.

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