L’invenzione della figura di Satana da parte della Chiesa di Roma

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Satana è per antonomasia la personificazione del Maligno. Egli, con le sue azioni ingannatorie e malevole, si contrappone a quelle amorevoli di Dio gettando scompiglio ed inimicizia tra gli uomini. Ma è davvero così? Cosa dice realmente la Bibbia a differenza di quanto affermato dalla teologia cattolica? Da un’attenta analisi delle sacre scritture emergono risultati sorprendenti.

N.B.: il presente articolo, primo di una serie dedicata a Satana, Lucifero, Inferi e quant’altro, intende fare luce sui suddetti personaggi e su tutte le manipolazioni create ad hoc dalle gerarchie ecclesiastiche nel corso dei secoli. Non volendo scrivere un articolo troppo lungo per non tediare il lettore, si è preferito quindi suddividere il tutto in diversi lavori.

Satana, l’avversario

Uno degli aspetti più interessanti della figura di Satana è che tutto ciò che riguarda il suo aspetto fisico non arriva dalla Bibbia. Infatti, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, non vi è neanche una riga che lo descrivono come l’essere che siamo abituati ad immaginarci con corna, ali, pizzetto, coda e piedi caprini. L’iconografia classica di Satana proviene da un sincretismo di diverse figure delle antiche religioni pagane, una sorta di essere ibrido tra il greco Pan ed il celtico Cernunnos o Kernunnos.

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L’aspetto fisico

Cernunnos (o Kernunnos) rappresentava l’aspetto maschile vivificatrice e fecondo della Natura raffigurato con sembianze cornute, nella fattispecie un cervo. Cernunnos, divinità molto importante presso i Celti, era di probabile derivazione indo-ariana. Difatti nella Valle dell’Indo troviamo rappresentazioni di una divinità assai simile, il dio Pashuipati, risalenti al 3.000 a.C. Anche l’iconografia classica di Pashupati lo vede rappresentato come un dio cornuto seduto su un trono, dio della Natura e degli animali.

Ma forse, ciò che più si avvicina all’aspetto satanico come lo conosciamo noi oggi e sicuramente il dio greco Pan. Il satiro pan, presso gli antichi Greci, era la divinità della Natura e viveva tra i boschi in compagnia dei satiri e delle ninfe. Il suo aspetto ricorda in tutto e per tutto quello di Satana: corna, pizzetto e piedi caprini.

Ma sia che si parla di Cernunnos, Pashupati o Pan, ci troviamo di fronte a divinità benevole i cui compiti erano quelli di salvaguardare animali e piante, fauna e flora. Nulla di malefico insomma. Gli abili Padri della Chiesa, prendendo spunto da queste divinità pagane, hanno avuto quindi la bellissima idea (!) di creare ad hoc un essere che potesse spaventare facilmente i fedeli.

Cernunnos

Pashupati

Pan

Il ruolo di Satana nella Bibbia

satanaUn’altra considerazione assai rilevante sulla figura di Satana è che questo termine compare meno di venti volte nell’Antico Testamento e quasi sempre preceduto da un articolo. Il più delle volte troveremo quindi ha-satàn ovvero l’avversario, l’antagonista, il medesimo significato del termine greco diàbolos. Ma la cosa più interessante, e fatta notare di meno ai credenti, è che nella Bibbia la parola satàn fa la sua comparsa solo dal Libro dei Numeri, e mai prima

La partenza di Balaam provocò lo sdegno di Dio. Balaam cavalcava l’asina, accompagnato da due servitori. L’angelo del Signore andò a piazzarsi sulla strada per sbarrargli il passaggio. Numeri 22,22

In questo passo, Satana viene detto Angelo del Signore proprio per sottolineare il suo ruolo di servitore di Yahweh, il Dio ebraico. In diversi passi biblici (1Samuele 29,4; 1Re 11,23; Zaccaria 3,1-2; Salmo 109,6; ecc) si capisce chiaramente che questo vocabolo assume il significato di avversario umano, nulla di trascendente e soprannaturale. 

Nel Libro di Giobbe, sempre su ordine di Yahweh, Satana deve verificare la fede di Giobbe verso Dio e lo fa mettendolo alla prova. Anche in quest’opera il termine satàn non solo è sempre preceduto dall’articolo che lo rende quindi una qualifica, un compito, un ruolo da svolgere ma, addirittura, viene esplicitamente detto che Egli esegue proprio gli ordini di Yahweh.

Demonologia ebraica e visione del Male

Fondamentale notare che nell’Ebraismo i diavoli, intesi come li intendiamo noi, non esistono. Nessun essere dotato di corna, coda o ali che vive negli Inferi a tormentare i dannati. Molti demoni della tradizione ebraica, come Astarte o Baal, erano le divinità dei popoli nemici degli Israeliti che abitavano nella Mesopotamia: Sumeri, Babilonesi, Assiri, ecc. Dopo anni di lotte contro di essi, gli Ebrei ne demonizzarono in seguito le divinità. Per essere più chiari, è ciò che avvenne, seppur in misura minore, quando l’avvento del Cristianesimo collocò gli Dei del pantheon greco-romano nella mitologia, schernendoli e denigrandoli.

Per quanto concerne la religione ebraica, il Male è la causa della collera divina oppure è originato dagli intermediari divini come nel caso del già citato Libro di Giobbe. Invece, per quanto riguarda il Cristianesimo o, meglio, le manipolazioni del Clero cattolico, tutto ciò che non è cristiano è di conseguenza satanico. Quindi, tutti coloro nati prima dell’avvento del Cristo giacciono, obtorto collo, negli Inferi poichè non hanno conosciuto la Luce divina del Cristo! Oh Dio amorevole e misericordioso!

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Satanael e la Caduta degli Angeli ribelli

Una delle figure meno conosciute della religione ebraica e l’angelo ribelle Satanael da cui la Chiesa ha preso spunto per aggiungere un quid al sincretismo tra Satana e Lucifero con la Caduta degli Angeli ribelli. Il personaggio di Satanael ha origini antecedenti al Cristianesimo e lo troviamo, per la prima volta, nel Libro di Enoch. Nel capitolo dedicato alla cosiddetta Caduta degli Angeli, si parla della rivolta contro Dio degli Angeli e degli Arcangeli capeggiati dall’arcangelo Semeyaza (lett: ladro del Cielo), appellativo di Satanael.

satanaEnoch descrive la discesa dal cielo in Palestina di 200 individui comandati da Semeyaza. Essi, pur facendo parte dell schiere angeliche, scelgono delle donne e si accoppiano con loro generando giganti violenti ma dalla scarsa intelligenza. Questi Angeli ribelli forniscono agli uomini alcuni insegnamenti come la scrittura, la fusione dei metalli, la lavorazione delle radici e delle erbe per farne dei farmaci. Ma anche a costruire  armi, i segreti dell’astronomia, della biologia, ecc.

Infuriato dal fatto che gli esseri umani potessero conoscere troppe cose, Dio decide di punire uomini ed Angeli scatenando il Diluvio. Egli invia Uriel a Noè per annunciargli la punizione divina, ordina a Raphael di legare Azazel e a Michele di legare Semeyaza e gli altri Angeli e di imprigionarli sotto terra. Tutto ciò lo si trova, seppur mascherato anche in Genesi 6, 1-5.

La figura di Satanael ricompare poi nel suddetto Libro di Giobbe dove questo essere celeste, sempre su ordine di Yahweh, deve verificare la fede di Giobbe verso Dio e lo fa mettendolo alla prova. Ecco perchè Satanael (o Satana) viene definito Angelo del Signore, proprio perchè ne esegue gli ordini!

Satana e Ade nei testi apocrifi della Chiesa

Nel capitolo XVI del Vangelo di Nicodemo, uno dei molteplici testi apocrifi, vi è una scena molto curiosa. Satana discende agli Inferi e si trova di fronte Ade, definito il Principe dell’Inferno. Analizzando il testo, notiamo diversi fatti:

  • il Satana così caro alla Chiesa NON è il Principe dell’Inferno, in quanto questa carica è ricoperta da Ade, cui Satana stesso si inchina e da questi viene scacciato dagli Inferi. Alquanto strano che il “padrone di casa” venga allontanato dalla propria dimora!
  • parlando della morte di Gesù, Satana afferma di essere il dio ebraico, colui che ha scatenato il popolo ebraico per assassinare il Cristo. Questi versi confermano ciò che viene detto nello Gnosticismo (LINK), ovvero che il dio dell’A.T. è, in realtà, Satana. Ed esaminando attentamente alcuni versi biblici, emerge proprio la figura di un dio crudele, feroce, geloso ed ingannatore. nulla a che fare con il dio amorevole professato da Gesù

L’antico dualismo Bene-Male

La contrapposizione Bene-Male, Dio-Satana, non è di derivazione cristiana bensì antecedente, e di molto, al Cristianesimo. Nello Zoroastrismo (LINK) troviamo il dualismo metafisico Ahura Mazda-Arimane che si combatteranno alla fine dei tempi. Nell’antico Egitto abbiamo il duello Osiride-Seth detto anche Tifone. Interessante notare come nel Libro egizio dei morti (LINK), Tifone svolga proprio la carica di accusatore divino nel tribunale delle anime. Ricorda qualcosa? Nella Mitologia norrena vi è la contrapposizione Odino-Loki (LINK), così come in molte altre antiche religioni.

Come insegna il famoso assioma cabalistico “Demon est Deus inversus” (il Male è l’altra faccia della medaglia del Bene), in natura tutto è duale. Questo dualismo è una necessità. Pensiamo anche solo per un attimo a cosa accadrebbe se ci fosse sempre il giorno con il Sole a farci compagnia. La maggior parte delle piante e degli animali morirebbero!  Di conseguenza, è necessario che ogni cosa abbia anche il suo opposto: maschio-femmina, caldo-freddo, alto-basso e quindi anche Bene-Male.

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Il Satanismo

Alla luce di tutto ciò, verrebbe da chiedersi su quali basi ideologiche o teologiche si fonda il Satanismo. Abbiamo infatti visto come Satana sia un servitore di Dio e non un suo avversario. Abbiamo analizzato come il personaggio di Satana non coincida affatto con Lucifero (di cui parleremo in un prossimo lavoro) quindi nessuna ribellione contro Dio. Il Satanismo, con tutte le sue derivazioni (spirituale, razionale, luciferino, acido, ecc) è quindi la credenza ad adorare un essere composito e non un ribelle vero e proprio! Potremmo affermare che il Satanismo sia quella dottrina che ti porta a credere nel nemico immaginario del Dio immaginario, creati entrambi ad hoc dalla teologia cristiana!

La stella a cinque punte

Uno dei simboli forse più usati, ed abusati, in ambito satanista è sicuramente la stessa a cinque punte capovolta. Il Pentalfa è una raffigurazione dell’uomo che ha vinto o, meglio, tenuto a bada la sua natura inferiore essendo quindi riuscito a dominare le passioni, gli istinti materiali. Raffigurato con una punta rivolta verso l’alto ha valenza luminosa e benefica. Al contrario, rovesciato, diventa il Pentacolo dal significato malefico, simbolo degli istinti e dell’animalità. La stella capovolta disegna la testa di un caprone, le cui punte sono le corna e che rappresenta proprio lo squilibrio, emblema degli istinti e dell’animalità, è la raffigurazione della bestia in noi, l’ego, gli istinti della natura animale. Il Pentalfa disegnato capovolto simboleggia “lo squilibrio degli elementi”, e quindi disarmonia.

Leggi anche: I significati del Pentalfa o stella a cinque punte

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Conclusione

Dagli stessi passi biblici emerge dunque che Satana non esiste come figura vera e propria ma svolge solamente una funzione, quella di avversario, nemico, accusatore, ecc. Diverse volte esegue gli ordini impartiti da Dio e non è un suo antagonista ma, piuttosto, un suo servitore. Nulla a che vedere con l’essere demoniaco tanto caro alla Chiesa Cattolica, i cui aspetti sono di derivazione pagana. Quando la morale andò via via perdendosi, vi fu la necessità da parte della Chiesa di creare un nemico di Dio per far sì che gli uomini si comportassero secondo le regole. La figura di Satana è stata, quindi, una creazione  doverosa e necessaria da parte della Chiesa affinché il vulgo, il popolino, avesse qualcosa da temere.

Leggi anche:

La demonizzazione di Lucifero 

Il concetto di Inferi ed Inferno nell’antichità

Il concetto di daimon e demoni nel passato

Prometheus


Bibliografia

Helena Petrovna Blavatsky, Iside Svelata

Mauro Biglino, Il libro che cambierà per sempre le vostre idee sulla Bibbia