E se S. Pietro non fosse mai stato Vescovo di Roma?

s. pietro

Simon Pietro, santificato poi in S. Pietro, fu uno dei 12 apostoli di Gesù e secondo la tradizione soggiornò a Roma dove divenne dapprima Vescovo e successivamente primo Papa della Chiesa Cattolica. Analizzando diverse fonti storiche sembra invece che San Pietro non abbia mai vissuto a Roma e, di conseguenza non potè esserne certamente nè Vescovo nè Papa.


S. Pietro è stato per 25 anni Vescovo di Roma?

Esaminando la Bibbia sembra che S. Pietro non sia mai stato a Roma, salvo che si fosse trovato in due luoghi nello stesso tempo.

Nell’anno 42 S. Pietro si trovava Gerusalemme, dove tornato da Cesarea, è chiamato dalla Chiesa a rendere conto per il fatto che è stato in casa di Cornelio Gentile (Atti 11).

Nello stesso anno Claudio (41-54 d.C.), aveva con una legge scacciato i Giudei da Roma, e aveva loro proibito di andarvi. La venuta di Pietro a Roma nei primi anni del regno di Claudio non è suffragata da una vera tradizione. Secondo la cronaca di Eusebio, S. Pietro andò nel 43 ad Antiochia, dove stabilì Vescovo Evodio.

Nell’anno 43/44 S. Pietro fu imprigionato da Erode Agrippa. La sua prigionia, e miracolosa liberazione, è raccontata nel cap. 12 degli Atti degli Apostoli. La morte di Erode Agrippa accade, secondo Giuseppe, nell’anno terzo di Claudio; ma più probabilmente nel principio del quarto (43-44). Il celebre Valesio dice non esservi dubbio che S. Pietro avesse dimorato nella Giudea e nella Siria fino all’ultimo anno di Agrippa.

L’antica tradizione di Apollino, riportata da S. Epifanio e da Eusebio dice che Cristo aveva ordinato ai suoi Apostoli che non lasciassero Gerusalemme per 12 anni. Quindi fino all’anno 46 S. Pietro non avrebbe potuto abbandonare la Giudea.

Nell’anno 47 la Bibbia non ci dice dove era S. Pietro, ma la tradizione afferma che in quell’anno morì a Gerusalemme la Vergine Maria, e che S. Pietro, insieme con gli altri Apostoli, assisté alla sua sepoltura.

Secondo antiche autorità e manoscritti sui viaggi di S. Pietro, questi andò, dopo la liberazione dalla prigione (nel 43/44), ad evangelizzare e fondare Chiese nei seguenti paesi: Cesarea, Sidon, Beirut, Biblis, Tripoli di Fenicia, Ortosa, Autander e nell’isola di Orade; poi a Balani, Panta, Laodicea e Antiochia di Siria; poi in Cappadocia, in Tiani, Ancira nella Galazia, Sinope e Amasa in Ponto; poi andò in Gangua nella Pafagonia, Claudiopoli, Nicomedia e Nicea di Bitinia; infine ritornò in Antiochia e Gerusalemme. – Il Cardinal Baronio, ammettendo questa tradizione, riflette benissimo che un tale corso di evangelizzazione non si compie in un anno.

Ammettendo, in media, per lo meno tre mesi di soggiorno per ognuno dei 21 luoghi visitati, egli avrà dunque per lo meno impiegato circa cinque anni per questo lavoro. Vuol dire che S. Pietro era impedito dall’andare a Roma fino all’anno 48.

Nell’anno 49 Claudio rinnovò l’editto col quale non solo scacciava da Roma i Giudei, ma vietava che vi entrassero; il quale editto fu rigorosamente osservato fino alla sua morte, avvenuta nel 54. Dunque fino al 54 Pietro non è potuto andare a Roma, cioè 12 anni prima prima della sua morte.

Nell’anno 51/52 S. Pietro era al Concilio di Gerusalemme (Atti 15). Non molto dopo, Paolo ebbe un diverbio con Pietro ad Antiochia (Galati 2).

Dopo la riunione di Gerusalemme gli Atti degli apostoli, dettati dallo Spirito Santo, non parlano più di Pietro, eppure ci danno la storia della chiesa fino al 61.

Sembra impossibile che S. Pietro sia stato a Roma prima dell’anno 58. In quell’anno scrisse Paolo la sua lettera ai Romani senza fare almeno una allusione a S. Pietro, che secondo la tradizione sarebbe stato il loro Vescovo, il superiore di S. Paolo. Paolo desiderava vedere i credenti di Roma per comunicare loro qualche dono spirituale (Rom. 1:11). Con quale diritto Paolo avrebbe dato istruzioni, esortazioni, precetti ai Romani, se avevano S. Pietro per Vescovo? Che si direbbe se oggi un Vescovo scrivesse una pastorale ai Romani? – Nel capitolo 16 saluta 26 persone (col nome) che erano a Roma, fra queste sono alcune da lui chiamate compagni d’opera. E S. Pietro? Neppure un accenno! Dunque fino al 58 S. Pietro non è stato a Roma.

Nel 61 Paolo viene condotto a Roma come prigioniero. In quella occasione i fratelli gli vanno incontro. I Giudei si radunano in gran numero in casa sua “per sapere da lui cosa egli pensasse della setta dei Cristiani” (Atti 28:22). Come mai i Giudei aspettano l’arrivo di Paolo per informarsi intorno al Cristianesimo? Secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, S. Pietro era da 20 anni vescovo in quella città, e capo del Cristianesimo.

Paolo passa due anni a Roma. Scrive quattro lettere. In quella a Filemone, scritta in compagnia di Timoteo, parla di Epafra, Dema e Luca, suoi compagni d’opera. Se Pietro fosse stato a Roma non lo avrebbe neppure nominato?

Scrive da Roma ai Filippesi. Manda i saluti di tutti i fratelli, “massimamente di quei della casa di Cesare” – e perché non massimamente di Pietro? Perché Pietro non era a Roma!

Scrive agli Efesini, e neppure una parola di Pietro.

Scrive ai Colossesi, e nell’ultimo capitolo nomina una quantità di fratelli che erano a Roma, ma di S. Pietro non ne fa parola. Sembra dunque che fino al 63 S. Pietro non sia stato a Roma.

Finalmente nel 65 S. Paolo scrive da Roma la seconda lettera a Timoteo, l’ultima. In essa dice che “Luca solo” era con lui (2° Tim. 4:11). E dove era S. Pietro?

Secondo il Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora (Ordinario di Esegesi nella Facoltà Teologica “Marianum” – Seconda edizione – pag. 463) S. Pietro era già morto: “Per l’anno della morte regna la medesima incertezza, pur essendo fuori dubbio che Pietro cadde vittima della persecuzione neroniana. – In genere si propende a porre il martirio di Pietro nel 64, al tempo della feroce persecuzione neroniana dopo l’incendio di Roma, lasciando l’anno 67 per il martirio di Paolo”.

Dalle testimonianze dei libri del Nuovo Testamento possiamo concludere che S. Pietro non fu mai Vescovo di Roma; in più sembra che non abbia mai messo piede in quella città.

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