Dalle epistole paoline emerge un ritratto gnostico di San Paolo

San Paolo

San Paolo, assieme è San Pietro, è considerato uno dei Padri fondatori del Cristianesimo. Da un’attenta analisi degli scritti paolini ne risulta però una visione di pensiero assai diversa dal Cristianesimo tradizionale insegnatoci dalla Chiesa Cattolica. Ci troviamo di fronte ad un uomo che ha evidenti impronte gnostiche nella sua cultura filosofica e religiosa. Tutto ciò non è frutto di invenzioni letterarie bensì di una profonda esegesi degli scritti paolini.

Un San Paolo diverso

San PaoloSan Paolo, nato Saul di Tarso, secondo la tradizione cattolica si sarebbe convertito agli insegnamenti di Gesù dopo aver avuto una visione mistica sulla via di Damasco. Non è nostra intenzione elaborare un articolo sulla vita di San Paolo in quanto il presente lavoro andrà ad analizzare solamente gli aspetti controversi degli insegnamenti paolini rispetto alla tradizione cattolica che lo vede come uno strenuo difensore del Cristianesimo.

In un precedente articolo (LINK), attingendo da fonti bibliche e storiche, è stata analizzata la figura di San Pietro e l’impossibilità che egli sia stato a Roma durante la sua vita. Difatti, è cosa assai ardua pensare che Simon Pietro possa essere stato primo Papa della Chiesa di Roma non avendo mai messo piede in tale città.

Tanti Cristianesimi

Andremo ora ad esaminare il pensiero paolino dagli scritti del cosiddetto Apostolo delle genti.

Dopo la morte di Gesù, sorsero differenti correnti in ambito cristiano, ognuna con una propria dottrina. Se, dunque, da una parte abbiamo il Cristianesimo di Giacomo e Pietro che predicava le continuità con la tradizione ebraica, mantenendo in primis la circoncisione, dall’altro troviamo la dottrina paolina che predicava una rinascita spirituale: Oltre alle differenti correnti cristiane vi sono anche quelle delle innumerevoli sette gnostiche, le quali promulgavano una dottrina segreta del Cristo, riservata solo a coloro che fossero in grado di comprendere. Che ci fosse un Cristianesimo esoterico è assodato, soprattutto esaminando attentamente le parole stesse di Gesù nei Vangeli:

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. (Matteo 13, 10-13)

NOTA: per ulteriori approfondimenti riguardo il Cristianesimo esoterico si rimanda ad un precedente articolo dove abbiamo già trattato l’argomento. (LINK)

Torniamo a San Paolo ed alla sua dottrina.

San Paolo

San Paolo lo gnostico

Come detto poc’anzi, dagli scritti paolini emergono molteplici riferimenti allo Gnosticismo. Egli parla chiaramente di insegnamenti segreti ed adopera termini prettamente gnostici come Pienezza (Pleroma), Arconti (Dominatori), ecc.

Il Pleroma

Nella lettera ai Colossesi San Paolo parla di Dio in termini di Pienezza, termine sconosciuto alla tradizione cattolica ma che richiama chiaramente il Pleroma gnostico, il luogo in cui dimora l’Essere Supremo:

 Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza. (Colossesi 1,19)

Gli Arconti

Nella prima lettera ai Corinzi, l’Apostolo delle genti, esprime l’ignoranza metafisica dei Dominatori del Mondo, gli Arconti dello Gnosticismo, i quali non hanno mai conosciuto la vera Sapienza nè il Vero Dio ma, solamente, una realtà inferiore. Essi costituiscono le schiere di angeli malvagi al servizio del Demiurgo Yahweh, il dio dell’Antico Testamento, identificato dagli Gnostici con il nome di Yaldabaoth:
Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla;  parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria.  Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. (1Corinzi 2, 6-8) 

Arconti, Angeli e Demoni

Nella lotta che l’uomo deve compiere per innalzarsi dal mondo terreno e tornare al Divino, San Paolo cita inequivocabilmente gli Arconti, che tengono prigioniero l’essere umano in un mondo inferiore, ben diverso e lontano dal Pleroma, dall’Assoluto:
La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. (Efesini 6,12)
interessante notare che per San Paolo, i nemici del genere umano non sono i Demoni degli Inferi come vanno tanto decantando le gerarchie ecclesiastiche, bensì schiere angeliche del Cielo che egli chiama Potestà e Principati, stesso nome con cui vengono definiti dalla Chiesa Cattolica.

L’Arconte Supremo

In un altro passo della lettera agli Efesini, si parla della malvagità che vive nel cuore degli uomini:
nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell’aria (Eone N.d.A.), quello spirito (Arconte N.d.A.) che ora opera negli uomini ribelli. (Efesini 2,2)
Anche in questo caso la Chiesa ha compiuto un’evidente manipolazione in quanto ha fatto credere ai fedeli che il riferimento è a Satana. Alquanto strano dal momento che si parla di un Essere che vive nel cielo e non nelle regioni sotterranee degli Inferi. Il riferimento è duqnue al supremo Arconte malvagio Yaldabaoth, il dio dell’Antico Testamento.

San Paolo il Nazireo

Paolo si trattenne ancora parecchi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era fatto tagliare i capelli a causa di un voto che aveva fatto. (Atti 18,18 )

Esaminando queste poche righe tratte dagli Atti degli Apostoli, viene fatto riferimento ad un presunto voto fatto da San Paolo, il quale, per sciogliere tale voto, decise di farsi tagliare i capelli. Di cosa si sta parlando? la risposta ce la forniscono sempre gli Atti, dove leggiamo:

Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è capo della setta dei Nazirei. (Atti 24,5)

Il Nazireato

Paolo apparteneva dunque alla setta dei Nazirei così come il celeberrimo Sansone. Il Nazireato era una particolare consacrazione a Dio secondo la quale gli uomini facevano un voto secondo cui non si tagliavano i capelli per un periodo minimo che andava dai 30 giorni ma che poteva durare anche tutta la vita. Lo stesso termine nazir voleva per l’appunto significare consacrato, separato dalla comunità in quanto per gli Ebrei farsi crescere i capelli era considerato sconveniente, si veniva additati di omosessualità.

Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli. (1Corinzi 11,14)

Interessante notare che secondo l’iconografia cristiana classica, Gesù viene sempre raffigurato coi i capelli lunghi: egli era forse un nazireo?

Conclusione

Dagli scritti di San Paolo emerge una figura legata in qualche modo allo Gnosticismo. Grazie alle manipolazioni compiute dalle gerarchie ecclesiastiche, la lettura delle epistole paoline risulta assai edulcorata e modificata all’inverosimile giungendo così ad evidenti contraddizioni teologiche come un Satana che non abita più negli Inferi ma in Cielo (Efesini 2,2), gerarchie angeliche malvagie che si oppongono agli uomini (Efesini 6,12) ma, soprattutto, una forte contrapposizione alla dottrina gnostica cui attinge a piene mani San Paolo. E molto altro ancora.

Bibliografia:

Elaine Pagels, Lo gnostico Paolo: esegesi gnostica delle Epistole Paoline

Luigi Moraldi, Le Apocalissi gnostiche

Prometheus