Riti misterici, iniziazioni e segreti ancora irrisolti dell’antichità classica

riti misterici

Introduzione ai Riti misterici

L’importanza assunta nel mondo antico dai Riti misterici era tale che persino lo stesso Cicerone, facendo riferimento ad essi, affermò:

…e d’altra parte nulla di meglio di quei misteri, che ci hanno affinati e addolciti da una vita rozza e feroce a una cultura umana, e le iniziazioni (initia), come vengono chiamate. Così in verità abbiamo conosciuto i princìpi della vita e non solo abbiamo ricevuto con letizia la ragione del vivere, ma anche con una speranza migliore quella del morire. 1)1

Iniziazione di Agamennone al culto dei Cabiri

Iniziazione di Agamennone al culto dei Cabiri

Denominati mysteria presso i Greci e initia presso i Romani, i riti misterici erano celebrati praticamente ovunque nel mondo antico. Si va quindi dai Misteri di Iside ed Osiride in Egitto a quelli di Mitra in Persia, Attis in Frigia, passando per quelli dei Cabiri di Samotracia (da alcuni studiosi considerati i più importanti) a quelli di Orfeo (sfociati successivamente nell’Orfismo) e Demetra in Grecia. 2)2

Iniziati ai Riti misterici furono anche personaggi illustri come Platone, Socrate e Ippocrate tra i Greci; Silla, Cicerone e Augusto nella Roma Imperiale; Marco Aurelio, Antonino Pio, Commodo e Giuliano in epoca tardo-imperiale.

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I Riti misterici 3)3

Villa dei Misteri di Pompei: rituale di iniziazione

Villa dei Misteri di Pompei: rituale di iniziazione

Nel corso di questi riti, agli Iniziati venivano insegnati i segreti della cosmogonia, dell’origine delle cose, della natura umana, della relazione tra spirito e corpo e molto altro ancora. Secondo Platone tali rituali erano altamente formativi da un punto di vista etico, religioso e morale.

Nonostante i diversi luoghi dove venivano celebrati e le svariate divinità a cui erano dedicati, vi erano sostanziali analogie tra i diversi culti misterici:

  • l’obbligo del silenzio da parte degli Iniziati, la cui trasgressione poteva portare addirittura, in casi molto gravi, alla morte;
  • la purificazione preliminare;
  • l’iniziazione graduale attraverso sette gradi, in cui si accedeva a quello superiore solo dopo aver superato quello precedente, come una sorta di videogioco a livelli;
  • il riferimento all’agricoltura;
  • il simbolismo sessuale;
  • l’uso di maschere e costumi

Generalmente possiamo affermare che i Riti misterici avevano come scopo quello di avvicinare l’uomo al divino, a porlo in contatto con l’Assoluto dopo che da Esso si era allontanato a causa di superstizioni e di una degenerazione morale e religiosa: fu allora che nacquero, per necessità, le iniziazioni. Venne così creato una sorta di velo attorno alla Verità, per proteggerla da chi non era in grado di comprendere determinati argomenti. Quindi, mentre al di fuori dei santuari proliferavano moltitudini di culti exoterici, all’interno, protetti dalla segretezza, gli Ierofanti (i sommi Sacerdoti) continuavano a tramandare l’inesplicabile agli iniziati. Lo scopo dei Riti misterici non era quello di apprendere, bensì di vivere determinate esperienze tali da portare l’uomo a conoscere non solo ciò che gli stava attorno ma, soprattutto, se stesso.

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L’iniziazione o seconda rinascita

“L’anima al momento della morte, prova la medesima impressione provata da coloro che sono iniziati ai Grandi Misteri. La parola e la cosa si somigliano: si dice ‘teleutàn’ (morire) e teléisthai (essere iniziato). Prima vi sono delle cose a caso, penosi ritorni, inquietanti cammini interminati attraverso le tenebre. Poi, prima del termine, il fragore è al colmo, il brivido, il tremito, il sudore freddo, lo spavento. Ma poi una meravigliosa luce si offre agli occhi, si passa in puri luoghi e in praterie, dove risuonano voci e danze. Parole sacre e divine apparizioni ispirano un religioso rispetto. Allora l’uomo, perfetto ed iniziato, divenuto libero e passeggiando senza costrizione, celebra i Misteri con una corona sul capo, vive con gli uomini puri e santi, vede sulla terra la folla di quelli che non sono iniziati e purificati schiacciarsi e pressarsi nella palude e nelle tenebre e, per timore della morte, attardarsi nei mali, per l’errore di credere nella felicità di laggiù”. 4)4

uomo-nuovoI Riti misterici avevano come obiettivo quello di far ricordare all’uomo la sua condizione precedente alla caduta dell’anima in quanto anticamente credevano che l’anima in un remoto passato vivesse beata nel mondo intellegibile come parte del Nous, l’Intelletto Supremo, da cui si è successivamente allontanata e, appesantita dalle passioni, è stata attratta verso la Terra e imprigionata nella materia, ovvero il corpo fisico che ne è la sua tomba. L’anima deve quindi fare ritorno al Nous ma, per compiere questa risalita, deve allontanarsi dalle passioni umane orientando l’Intelletto umano verso l’alto.

Non è stato senza ispirazione divina che ha parlato colui che ha detto che il sonno equivale ai Piccoli Misteri della morte, poiché il sonno è realmente una prima iniziazione della morte… La morte consiste nell’esiliarsi dal corpo; il sonno consiste nel fuggirlo come uno schiavo fugge dal suo padrone. 5)5

Conclusione

Ricapitolando, seguendo gli insegnamenti orfici, possiamo affermare che:

  • l’Anima è divina ed è imprigionata nel corpo;
  • la nascita corrisponde alla caduta nella materia;
  • la morte cosciente nel corpo fisico equivale alla riconquista della coscienza originale, quella coscienza divina che l’uomo sembra aver perduto;
  • l’Iniziato deve prendere atto della sua coscienza divina per riunirsi all’elemento dionisiaco (Nous) e ridiventare ciò che era prima della caduta.

 

Prometheus

 


NOTE:

1) Cicerone, Sulle leggi, 2, 14, 36
2) In realtà ve ne erano anche altri meno famosi tra cui quelli di Zeus a Creta, Era ad Argo, Afrodite a Cipro, ecc
3) Il termine “mistero” sembra derivare dal verbo greco “muo” (chiudere la bocca)
4) Plutarco, fr. 178, Sandbach, Stobeo, 4, 52, 49; Colli, p.113
5) Plutarco, De Anima, III, 5

 

References   [ + ]

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