La religione sikh: una sintesi spirituale di Induismo ed Islam

religione sikh

La religione sikh, o Sikhismo, è forse una delle meno conosciute tra i culti orientali. Se, all’apparenza, tutti conoscono qualcosa riguardo Buddhismo o Induismo, ben pochi saprebbero dare alcune informazioni sui principi fondamentali del Sikhismo. L’unica cosa che salta subito all’occhio è il loro aspetto caratteristico: turbante, barba lunga e pugnale alla cintola.

La religione sikh

Questo culto è relativamente recente essendo nato in Pakistan attorno al XV secolo. La nascita della religione sikh è dovuta a dieci guru (maestri spirituali) il primo dei quali, dall’India, si trasferì in Pakistan. Lo stesso termine sikh deriva dal sanscrito e significa discepolo, allievo, proprio per sottolineare il rapporto tra il maestro e e l’alunno, ovvero tra guru e sikh.

I fondamenti del Sikhismo

religione sikhLa religione sikh basa le proprie dottrine su una raccolta di testi compilati dai dieci guru, denominata  Sri Guru Granth Sahib ji o, più semplicemente, Adi Granth Sahib. Questi testi sono un insieme di precetti scritti dai dieci maestri che si sono succeduti dal 1469 al 1708, in un arco di circa due secoli.

La dottrina sikh è una sintesi di filosofia orientale di matrice indiana ed islamica, per la precisione di origine sufi. Essa si basa, essenzialmente, su pochi precetti:

  • riconosce un unico Creatore che bisogna pregare e adorare in tutto ciò che si fa. Ogni azione che si compie ed ogni pensiero vanno fatti con la mente rivolta ad Esso. Il Creatore può anche essere ricordato con canti religiosi o preghiere;
  • vivere onestamente, guadagnandosi il pane con un lavoro onesto. Molto importante per i sikh è compiere opere di carità aiutando i bisognosi e condividere il cibo con essi. Per creare un maggiore legame comunitario, i sikh sono soliti riunirsi in cene conviviali nelle quali ricchi e poveri, uomini e donne, sono tutti uguali e mangiano assieme come fratelli e sorelle;
  • i sikh credono nella Reincarnazione e, per fare ritorno al Creatore, ogni uomo deve cercare di spezzare il ciclo delle rinascite (samsara) per ottenere la liberazione (moksha).

I sikh vivono principalmente in Pakistan e nel nord dell’India, nella regione del Punjab. Ricordiamo che il Punjab è la zona dell’India con la più alta percentuale di vegetariani: si sfiora il 70%.

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I dieci guru

Come detto in precedenza, la religione sikh trae le sue dottrine dagli insegnamenti di dieci guru:

  • guru Nanak Dev ji (1469-1539) è riconosciuto come il fondatore del sikhismo. Di origine guerriera, esperto conoscitore dei Veda e del Sufismo, percorse diverse migliaia di chilometri girando per l’India da nord a sud e da est a ovest per predicare la dottrina;
  • guru Angad Dev ji (1504-1552) promosse l’uguaglianza tra gli uomini, senza distinzioni di casta o di religione e incentivò l’istruzione;
  • guru Amar Das ji predicò l’umiltà e, soprattutto, insegnò a trattare le donne al pari degli uomini. Egli vietò la pratica disumana della sati, diffusa tra gli Hindù, la quale consiste nel bruciare la vedova sulla pira funebre del marito;
  • guru Ram Das ji fece costruire un tempio d’Oro con l’intento di riunire tutti i fedeli di qualsiasi religione o casta, nella casa del Creatore;
  • guru Arjun Dev ji è ricordato soprattutto per la strenua difesa della propria religione e per le torture che subì nel predicarne la dottrina;
  • guru Hargobind Sahib ji insegnò l’uso della forza e delle armi, ma solamente quando le parole non erano sufficienti;
  • guru Har Rae Sahib ji costruì case di cura e ricoveri durante le epidemie di peste;
  • guru Harkrishan Sahib ji insegnò l’altruismo, il sacrificare se stessi per amore verso il prossimo;
  • guru Tegh Bahaddar ji sacrificò la propria vita per salvaguardare la dottrina sikh;
  • guru Gobind Singh fondò l’ordine cavalleresco del Khalsa, il quale rappresenta la comunità dei sikh, introdusse il battesimo (amrit) con il quale ogni uomo prende il titolo di singh (leone) e ogni donna quello di kaur (principessa).

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Il kakaar: le regole d’abbigliamento della religione sikh

Ogni sikh che si rispetti deve seguire la regola delle 5 K:

  1. kesh: portare barba e capelli lunghi, raccolti sempre in un turbante (dastaar) che non viene mai tolto. I capelli lunghi rappresentano un simbolo di forza spirituale. Anche nell’Antico Testamento va ricordato l’episodio del nazireo Sansone, il quale, una volta tagliati i capelli, perse la sua proverbiale forza;
  2. kachera: un indumento di biancheria intima simile ad un paio di boxer o mutandoni;
  3. kara: un bracciale di ferro da portare sempre al polso;
  4. kangha: un pettine con cui sistemarsi la lunga chioma;
  5. kirpan: un pugnale da portare alla cintola.

A causa del loro abbigliamento, i sikh sono stati spesso al centro di episodi spiacevoli con i seguaci di altre religioni. Essi, per motivi religiosi, non possono mai togliersi il turbante o il pugnale dalla cintola quindi, molte volte, vengono fermati per controlli di sicurezza e ne nascono dei malintesi.

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Differenze con le altre religioni

A differenza dell’Induismo, come abbiamo appena detto, la religione sikh non accetta la suddivisione in caste. I suoi seguaci riconoscono la perfetta uguaglianza tra uomini e donne, tra ricchi e poveri e tra i seguaci di tutte le religioni.

Un’altra differenza è il monoteismo religioso di matrice islamica (sufi) che va in contrasto con l’apparente politeismo indù. Ciò che accomuna il Sikhismo con le filosofie orientali è il credere alla reincarnazione e nel rapporto con il Creatore o Brahman.

Leggi anche:

Il Sufismo: il lato mistico dell’Islam

L’Indusimo: un politeismo mascherato

Al contrario del Buddhismo, i sikh non ritengono necessaria la vita ascetica, il rinchiudersi in templi e pregare. Un sikh può tranquillamente sposarsi e avere figli. Un’altra importante differenza con gli altri culti, è il non riconoscere una gerarchia religiosa: ogni uomo ha pari diritti rispetto agli altri. Le uniche autorità riconosciute sono i guru, visti come maestri spirituali e guide superiori.

Conclusione

Ai nostri giorni, anche a causa di divisioni interne, non vi sono più guru riconosciuti da tutta la comunità. Di conseguenza, i sikh continuano a basare il loro stile di vita sulle dottrine dei dieci guru storici e su quanto scritto sull’Adi Granth Sahib.

Prometheus

Sitologia:

Guida India

Wikipedia

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