La precessione degli equinozi tra astronomia e spiritualità

precessione degli equinozi

La precessione degli equinozi è stata una delle scoperte astronomiche più importanti giunte a noi dal passato. Noto ad Egizi, Greci e Celti, questo fenomeno astronomico era legato al megalitismo e, si pensa, anche alla reincarnazione. 

La scoperta della precessione degli equinozi

Nonostante la maggior parte degli studiosi siano concordi nel sostenere che l’autore di tali studi fu Ipparco di Nicea, sembrerebbe che tale fenomeno astronomico fosse già noto agli antichi Egizi. Purtroppo la quasi totalità degli scritti di Ipparco è andata perduta. Ci restano solamente i suoi lavori citati nell’Almagesto di Tolomeo in quanto la sua maggiore opera dal titolo “Sullo spostamento dei segni solstiziali ed equinoziali” è andata anch’essa persa.

Gli studi di Ipparco

precessione degli equinoziOsservando i movimenti delle stelle durante le eclissi e basandosi sui precedenti lavori di alcuni astronomi dei III secolo a.C., come Timocari di Alessandria e Aristillo, attorno al 130 a.C., Ipparco comprese che gli Equinozi si muovevano sull’eclittica di 1o ogni 72 anni.

Dopo più di due millenni dagli studi di Ipparco, oggi possiamo vedere la precessione degli equinozi come un movimento terrestre il quale, fa cambiare l’orientamento dell’asse di rotazione della Terra rispetto alla sfera immaginaria delle stelle fisse.

Tutto ciò, bisogna ricordarlo, dipende dalla nostra prospettiva. Non esiste nessuna sfera celeste e le costellazioni sono state associate a delle figure solamente per comodità. Se noi osservassimo le stelle da una posizione differente, magari dalla Luna o da Marte, esse avrebbero una posizione diversa rispetto alla nostra. Probabilmente un abitante lunare o marziano vedrebbe altre figure disegnate nella volta celeste. E così’ via.

Breve excursus astronomico

precessione degli equinoziPerché avviene tutto ciò? Prima di proseguire ed analizzare i legami tra megalistismo, reincarnazione e precessione degli equinozi, è necessario spiegare perché si verifica questo fenomeno astronomico.

La Terra subisce gli influssi gravitazionali di Sole e Luna. Se il nostro pianeta fosse una sfera perfetta anziché oblata, l’azione gravitazionale di Luna e Sole, passerebbe per il centro della Terra il cui asse non devierebbe. Purtroppo il nostro pianeta non è perfettamente sferico ma leggermente schiacciato ai poli e gonfio all’Equatore. Ne consegue che la forza d’attrazione di Sole e Luna determina una spinta sull’asse di rotazione terrestre il quale, facendo perno nel centro della Terra, oscilla tracciando nello spazio un movimento simile a quello di una trottola. Il tutto avviene all’incirca in 26.000 anni.

Per semplificare il discorso, potremmo dire che la precessione equinoziale è un fenomeno che causa un movimento all’indietro, sull’eclittica, delle 12 costellazioni dello zodiaco, ogni 2.160 anni. Facendo due conti viene fuori: 2.160 x 12 = 25.920 anni, arrotondato per semplicità proprio a 26.000 anni.

Cosa significa questo? Ogni 2.160 anni, nei giorni dei due Equinozi, una costellazione sorge insieme al Sole. La precessione degli equinozi è una sorta di calendario astronomico nel quale, in un periodo di 26.000 anni, tutte le dodici costellazioni sorgono, a turno, assieme al Sole, fino a che il ciclo intero si conclude.

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Precessione degli equinozi e megalitismo

Tutto ciò, oltre ad avere un certo fascino da un punto di vista astronomico, era legato anche agli innumerevoli megaliti presenti sulla Terra. Quando si parla di megaliti bisogna distinguere tra dolmen e menhir. I dolmen erano tombe formate da massi di pietra mentre i menhir erano solamente delle enormi pietre poste in posizioni diverse.

precessione degli equinozi

I più importanti complessi megalitici dell’antichità sono Stonehenge in Inghilterra, Carnac in Francia, Externsteine in Germania e Karnak in Egitto. Come si può notare, il megalitismo era un fenomeno sia europeo che non risalente al Neolitico, in un periodo compreso tra il V ed il I millennio a.C. Questi complessi litici vennero costruiti in maniera tale che fossero orientati nella direzione del sorgere del Sole in precisi momenti dell’anno.

Se, ai nostri giorni, non vi  è più tale corrispondenza astronomica, è dovuto proprio alla precessione degli equinozi. Per noi moderni, il punto di riferimento per il Polo Nord celeste è la Stella Polare. Intorno al III millennio a.C. il punto di riferimento era rappresentato da Alfa Draconis nella costellazione del Drago. Tra 14.000 anni sarà la stella Vega nella costellazione della Lira. E via discorrendo.

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Quali legami con la reincarnazione?

Finora abbiamo affrontato il discorso precessione degli equinozi da un punto di vista strettamente astronomico. Andiamo ora a vedere quali collegamenti vi siano con il ciclo delle rinascite. Gli antichi sostenevano che, durante il tempo in cui il Sole attraversa una casa dello Zodiaco, l’anima rinasce due volte, alternando il possesso di un corpo maschile con un corpo femminile.

Ricordiamo che l’anima, essendo bisessuale o, meglio, asessuata, ha bisogno di vivere esperienze differenti in entrambi i corpi per maturare e fare ritorno alla Fonte Divina. Se, alla fine dell’intero Ciclo precessionale, si sono espletate tutte le vite, pareggiando gli effetti del Karma, non si è più soggetti ad ulteriori rinascite. In caso contrario, ci si reincarna anche nel successivo Ciclo.

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Conclusione

La precessione degli equinozi costituiva, dunque, un fenomeno astronomico importante assumendo le caratteristiche di un calendario celeste. Gli studi astronomici non erano solo legati alla mera edificazione di complessi formati da enormi blocchi di pietra. Tutto ciò aveva anche profondi legami spirituali con la dottrina della reincarnazione. Ai nostri giorni, alla luce di quello che veniamo a scoprire dal passato, siamo sempre sicuri di essere la civiltà più evoluta che ha vissuto su questo pianeta?

Prometheus

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