Il Carnevale trova le sue radici nell’antica festa romana dei Lupercali

Carnevale

Il Carnevale è, forse, una delle feste più amate dei bambini ma anche dagli adulti. Maschere, colori, costumi, coriandoli e sfilate di carri allegorici la fanno da padrone in ogni città d’Italia e del Mondo. I famosi carri allegorici di Viareggio, la battaglia delle arance di Ivrea o i bellissimi costumi settecenteschi di Venezia fanno parte dell’immaginario collettivo. Per non parlare della grande sfilata di Rio de Janeiro dove ballerini e ballerine danzano a ritmo di samba. Ma da dove trae origine il Carnevale?

Il Carnevale: un’antica festa di epoca classica

La stessa etimologia del nome è alquanto incerta dal momento che, secondi alcuni sarebbe da far risalire al latino carnem levare, ovvero togliere la carne dal menù in quanto si avvicinava la Quaresima. Secondo altri, il termine Carnevale sembrerebbe derivare da un’antica festa orgistica celebrata nell’antichità. Infatti nell’antica Grecia e a Roma, veniva fatto un corteo in onore di Dioniso, con una nave detta, per l’appunto, carrus navalis (nave carrozza).

Dai Lupercali al Carnevale

CarnevaleAnticamente, feste simili venivano celebrate non solo a Roma ed in Grecia ma anche nel bacino del Mediterraneo, in primis in Egitto e presso i Babilonesi. Molto probabilmente, le origini di questi rituali si devono ai culti misterici.

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Tra le principali feste pagane, senza dubbio, bisogna ricordare i Lupercali ed i Baccanali a Roma, che sfociavano in allegre bevute ed orge. A causa della progressiva decadenza morale e sociale, nel II secolo d.C., questi riti vennero fortemente combattuti e condannati dal Senato romano.

Nell’antica Roma, i Lupercali, celebrati dal 13 al 15 febbraio, erano feste legate al raccolto durante le quali venivano svolti rituali di purificazione legate alla fecondazione. Non bisogna dimenticare che, in passato, molte feste venivano svolte all’insegna di cibo, vino e sesso in cui veniva sovvertito l’ordine morale e tutto diveniva lecito. La celebre frase semel in anno licet insanire, una volta all’anno è lecito impazzire (lett: insanire = uscire da se stessi) trova le sue origini proprio in questo periodo. Le origini delle sfilate di carri allegorici sono invece da far risalire agli antichi Saturnali durante i quali, per sette giorni, carri addobbati sfilavano per le città attorno ai quali comuni cittadini danzavano mascherati sotto i fumi dell’alcool. Anche in questo caso, il tutto finiva con ubriacature ed orge sfrenate.

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Il Carnevale dal Medioevo al Rinascimento

Durante il Medioevo, il Carnevale veniva visto come una vera e propria festa all’insegna della dissolutezza e, fu solo a partire dal Rinascimento, che tale festività venne moralizzata soprattutto quando l’usanza di travestirsi entrò a far parte dell’aristocrazia e delle classi sociali più colte ed abbienti e meno atte alla volgarità. Nel corso dei secoli e, soprattutto, in epoca medioevale, il Carnevale ha subito decisi processi di moralizzazione ad opera della Chiesa, la quale vedeva in tale festa una depravazione da abolire o, comunque, da tenere a freno.

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Conclusione

Se, dunque, in  passato il Carnevale era una festa orgiastica ai nostri giorni la storia è decisamente cambiata. Degli antichi riti pagani ci restano l’usanza dei travestimenti, i carri allegorici e, in alcune parte d’Italia, di accendere dei falò propiziatori. Forse solamente il grande Carnevale di Rio de Janeiro incarna ancora i costumi delle feste pagane di antica memoria. ma, comunque, il Carnevale è uno dei pochi periodi dell’anno durante il quale ciascuno di noi pensa a divertirsi senza badare troppo ai propri problemi. E, come direbbe un antico romano, semel in anno licet insanire…

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