La mitologia romana da Enea alla fondazione dell’Urbe

Mitologia romana

La mitologia romana è strettamente collegata a quella greca, almeno per quanto riguarda i nomi delle divinità. Ma, a differenza dei miti greci, abbiamo ben poche notizie riguardo quelli romani. La mitologia romana è correlata alla storia della nascita di Roma, attraverso tutte le vicende ed i personaggi che si sono succeduti.

Mitologia romana

Possiamo affermare che i Romani hanno pressoché copiato le divinità greche per ricreare il proprio pantheon. Se gli antichi Greci adoravano Zeus i Romani pregavano Giove. Per fare un veloce quadro riassuntivo delle principali divinità greco-romane, potremmo dire:

GRECIA ROMA CARATTERISTICHE
Zeus Giove Padre degli Dei
Era Giunone Madre degli Dei
Demetra Cerere Dea dei raccolti
Poseidone Nettuno Dio delle acque
Ares Marte Dio della guerra
Atena Minerva Dea della guerra
Afrodite Venere Dea dell’amore

I diversi periodi della mitologia romana

Tutto ciò è dovuto al fatto che la storia dell’antica Roma, almeno nelle origini, è legata alle vicende della Grecia antica e della Guerra di Troia. Possiamo quindi suddividere la mitologia romana in due periodi. Una prima parte in cui Enea fugge da Troia in fiamme. Ed una seconda nella quale si racconta la storia di Romolo e Remo e della fondazione dell’Urbe. Da qui in avanti la leggenda si fonde con la storia e, di conseguenza, non ci troviamo più davanti ad eventi mitologici ma alla storia della Roma Eterna.

La storia di Enea

Le vicende di Enea sono narrate nell’Eneide di Virgilio, opera risalente al I secolo a.C.  Enea era figlio del troiano Anchise e della dea Venere. Allevato dalla ninfe sul Monte Ida, una volta cresciuto, Enea sposò Creusa, figlia di Priamo, Re di Troia. Una volta che la guerra volse a favore dei Greci e contro i Troiani, Enea, seguendo i consigli di sua madre Venere, fuggì dalla città in fiamme. Virgilio, nell’Eneide, racconta come Enea si caricò il vecchio padre Anchise sulle spalle e, tenendo per mano il figlio Ascanio, prese la rotta verso l’Italia attraverso il Mar Egeo.

Mitologia romana

La fuga verso l’Italia

Il primo tentativo di approdo sulle coste italiche fu un vero disastro. Enea venne respinto dei coloni greci che abitavano i territori della Magna Grecia. Dopo aver seppellito l’anziano padre, sbarcò a Cartagine. Di lui si innamorò Didone, la Regina cartaginese, la quale venne però respinta dall’eroe troiano che riprese il mare. Le vicissitudini di Enea erano legate ai capricci degli Dei. Se, da un lato, egli aveva contro Giunone/Era, dall’altro, aveva dalla sua Giove/Zeus.

E così, in questo lungo peregrinare per mare, alla fine Enea sbarcò, finalmente, sulle coste dell’Italia, in Campania. La leggenda narra che a Cuma egli discese negli Inferi. Grazie alla tradizione misterica, sappiamo che la discesa negli Inferi equivaleva ad essere sottoposto ad un rito di iniziazione. Risalendo le coste tirreniche, Enea giunse alla foce del Tevere dove venne accolto, con benevolenza, dal Re Latino che gli promise in sposa la figlia Lavinia. Ne seguì una guerra con il popolo dei Rutuli i quali, vennero sconfitti dai latini guidati da Enea che divenne Re dei pochi Troiani rimasti e dei Latini.

Con la leggendaria morte di Enea e la fondazione della città di Albalonga, da parte del figlio Ascanio, si conclude la prima parte della mitologia romana.

 

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