La mitologia norrena: la religione degli antichi Vichinghi

mitologia norrenaMitologia norrena o Paganesimo scandinavo

Con mitologia norrena, mitologia nordica, mitologia vichinga o mitologia scandinava ci si riferisce alle credenze religiose pre-cristiane e alle leggende di popoli Scandinavi, inclusi quelli che colonizzarono l’Islanda, dove le fonti scritte della mitologia norrena furono assemblate. È la versione meglio conosciuta delle più antica mitologia germanica che include anche la strettamente correlata mitologia anglo-sassone. La mitologia germanica è ricondotta da molti studiosi all’interno dell’ipotetica mitologia indoeuropea.
La mitologia norrena non è frutto di una “religione rivelata”, in quanto priva di una fondazione storica individuale. Per la maggior parte dell’età vichinga venne trasmessa oralmente e le nostre conoscenze al suo riguardo sono principalmente basate su testi medievali (in particolare le due versioni dell’Edda), compilati successivamente all’introduzione del Cristianesimo.
Nel folklore scandinavo, queste credenze sono durate a lungo anche successivamente al medioevo, in alcune aree rurali si sono conservate fino ai nostri giorni, venendo di recente rivivificate o reinventate, come l‘Asatru o Odinismo. La mitologia norrena si è conservata anche come fonte d’ispirazione letteraria, produzioni teatrale o cinematografica.

Fonti

222px-EddaLa maggior parte della mitologia norrena, trasmessa oralmente, è andata persa. Eruditi cristiani ne hanno recuperati e conservati frammenti più o meno corposi. I due nomi principali sono quelli di Snorri Sturluson (compilatore dell’Edda) e Saxo Grammaticus, autore delle Gesta Danorum. Questi autori adottano un’interpretazione evemeristica, per cui le divinità norrene sono eroi umani o sovrani divinizzati.
L’Edda in prosa fu scritta probabilmente tra il 1222 e il 1225 da Snorri Sturluson (è detta per questo anche Edda di Snorri). Nelle intenzioni dell’autore dovrebbe essere un manuale per aspiranti poeti. La costruzione delle complesse metafore poetiche (note come Kenningar) alla base della poesia norrena, tuttavia, richiede un’ampia conoscenza del retroterra mitologico, che qui Snorri espone estesamente.
L’Edda in poesia (detta anche Edda di Sæmundr, in quanto erroneamente attribuita all’erudito Sæmundr il Saggio) fu scritta sempre nel XIII secolo. Tuttavia, i ventinove lunghi poemi che contiene risalgono a epoche di gran lunga anteriori, anche sino al IX o X secolo. Di questi, undici trattano delle divinità, altri di eroi leggendari, come il celebre Sigurðr, il Sigfrido della germanica Canzone dei Nibelunghi.
Oltre a queste fonti sono sopravissute diverse leggende nel folklore orale scandinavo, e centinaia di luoghi nella Scandinavia prendono il nome dagli dei. Esistono anche numerose pietre runiche, o che ritraggono scene della mitologia norrena, come la pesca di Thor, Odino che cavalca Sleipnir, Odino divorato da Fenrir, Hyrrokkin che cavalca verso il funerale di Baldr. In Danimarca è stata ritrovata una pietra che ritrae Loki con mustacchi arricciati come un dandy e le labbra cucite. Ci sono anche immagini più piccole: figurine che ritraggono Odino (con un occhio solo), Thor (con il suo martello) e Freyr.

Cosmologia

norse_mythology_1Secondo la mitologia norrena la terra si chiama Miðgarðr (lett. “recinto centrale”; vedi anche Terra di Mezzo). Circondata dalle acque, alla sua sommità si trova Asgarðr, la dimora degli dei, raggiungibile unicamente tramite Bifröst, il ponte dell’arcobaleno. I Giganti vivono all’esterno del mondo, al Nord, in un luogo chiamato Jötunheimr (“Paese dei giganti”). La dea Hel governa il sotterraneo regno di Helheimr, luogo predestinato ai defunti. Nel Sud vi è l’infuocato e misterioso reame di Muspell, il Múspellheimr dimora dei giganti del fuoco. Ulteriori regioni dell’immaginario norreno sono Álfheimr dimora degli “elfi chiari” (ljósálfar), Svartálfaheimr dimora degli elfi oscuri (ma questa divisione tra elfi è fatta unicamente da Snorri), Niðavellir le miniere dei Nani.

Esseri sovrannaturali

Defiance_by_JasonEngleLe divinità sono divise in due classi: gli Æsir e i Vanir. La distinzione non è tuttavia netta: nel passato remoto le due fazioni si fronteggiarono in guerra, ma in seguito raggiunsero la pace, si scambiarono ostaggi e alcuni membri si unirono in matrimonio. Di determinate divinità non è chiara l’appartenenza a una delle due classi.
Alcuni studiosi hanno visto in questo racconto di successione divina una trasposizione dell’invasione delle tribù indoeuropee, che soppiantarono coi loro culti guerrieri le precedenti divinità agricole. Altri studiosi (come Georges Dumézil o Mircea Eliade) considerano la divisione tra Æsir e Vanir come l’espressione di una divisione strutturale delle diverse funzioni (divinità sovrane, guerriere e agricole) tipica delle religioni di supposta derivazione indoeuropea, e interamente spiegabile in tal senso.
Gli Æsir ed i Vanir sono generalmente nemici degli Jötnar (singolare Jötunn). Paragonabili ai Titani della mitologia greca, vengono chiamati Giganti, anche se alcuni suggeriscono, come alternative, “troll” e “demoni”. Da notare comunque che gli Æsir discendono dagli Jötnar, e sia Æsir che Vanir possono unirsi con loro per generare figli, quando non sono dei mostri. Esistono due classi generali di giganti: Hrímþursar, i “giganti di brina”, e i Múspellsmegir o “giganti di fuoco” anche detti “Figli di Muspell”.
Celebri tra gli altri esseri sovrannaturali sono Fenrir il lupo e il Miðgarðsormr, il grande serpente che cinge il mondo, entrambi figli che il dio Loki ha avuto da una gigantessa. Altre creature spesso citate sono Huginn e Muninn (“pensiero” e “memoria”), i due corvi che mantengono informato Odino di tutto ciò che avviene nel mondo. Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino, anch’esso figlio di Loki. Ratatosk, lo scoiattolo che scorrazza tra i rami di Yggdrasill, l’albero del mondo.
Come per molte altre religioni politeistiche, la mitologia presenta una debole opposizione tra Bene e Male, tipica invece delle tradizioni mediorientali. Loki, principio del disordine, in molte occasioni aiuta gli dei con la sua astuzia, ed in altrettante li insulta e ne causa i lutti. I Giganti, non tanto fondamentalmente malvagi, sono piuttosto rudi, vanagloriosi e incivili. L’opposizione è più dunque tra un Ordine e un Caos non impermeabili l’uno all’altro.

Völuspá: l’origine e la fine del mondo

Frolich11VoluspaL’origine e il destino del mondo sono descritti, anche se in modo molto confuso e criptico, nella Völuspá (La profezia della völva o Profezia della Veggente), contenuta nell’ Edda Poetica. Qui Odino evoca lo spirito di una völva (cioè, una veggente) perché gli racconti il passato ed il futuro. Pur riluttante, lo spirito deve cedere alle richieste di Odino, da sempre alla ricerca di nuova conoscenza, sinché, dopo aver rivelato tutti i segreti del passato e del futuro, risprofonda nelle tenebre della morte.

Il passato

In principio c’erano il mondo del ghiaccio Niflheimr ed il mondo del fuoco Muspellsheimr e tra di essi Ginnungagap, un “vuoto sbadigliante”, nel quale non viveva niente. Qui fuoco e ghiaccio si incontrarono, dando forma al gigante primordiale, Ymir e alla vacca cosmica, Auðhumla il cui latte nutrì Ymir. La mucca leccò il ghiaccio, dando forma al primo dio Buri, che fu il padre di Borr, padre a sua volta del primo Æsir, Óðinn, e dei suoi fratelli, Víli e Vé. Da Ymir discese invece la razza dei Giganti. Quindi i figli di Bor, Óðinn, Víli e Vé, uccisero Ymir e con il suo corpo formarono il mondo.
Gli dei regolavano il passaggio dei giorni e delle notti, così come delle stagioni. I primi esseri umani furono Askr ed Embla (frassino e olmo), formati dal legno e portati in vita ancora da Óðinn, Víli e Vé. Sól è la dea del Sole, una figlia di Mundilfœri, data in sposa a Glenr. Ogni giorno cavalca nel cielo sul suo carro trainato da due cavalli chiamati Alsviðr e Árvakr. Sol è perennemente inseguita da Sköll, un lupo che vuole divorarla (probabile spiegazione delle eclissi), e che prima o poi la raggiungerà. Fratello di Sol è Máni, la Luna, anch’egli inseguito da un lupo, Hati. Uno scudo, chiamato Svalinn, si interpone tra la Terra e il Sole, per impedire che questi bruci il suolo con la sua eccessiva violenza.
La veggente descrive quindi il grande albero Yggdrasill e le tre norne che tessono le trame del fato ai suoi piedi. Quindi descrive la guerra primordiale tra Æsir e Vanir e l’omicidio di Baldr. A questo punto rivolge la sua attenzione al futuro.

L’avvenire

Al termine del tempo le forze del caos prenderanno il sopravvento, spezzando le loro catene. Guidate da Loki, daranno il via al Ragnarök, la battaglia finale tra la luce e la tenebra. Le due forze contrapposte si annienteranno a vicenda, distruggendo con loro l’intera creazione. Dalle sue ceneri, tuttavia, un nuovo mondo risorgerà, una nuova coppia originaria, Líf e Lífþrasir (salvatisi dal Ragnarök nascondendosi nel bosco di Hoddmímir), ripopolerà Miðgarðr, ricominciando così un ciclo di ascesa e decadenza. Gli studiosi discutono sull’eventuale peso di un’influenza cristiana su queste ultime credenze.

Re ed eroi

La mitologia non solo tratta di dei e creature soprannaturali, ma anche di eroi e re. Molti di essi sono probabilmente esistiti e generazioni di studiosi scandinavi hanno tentato di dividere la storia dai miti delle saghe. Gli eroi più famosi sono senza dubbio Sigfrido e Svipdagr, ma anche le Skjaldmö erano protagoniste di molte vicende eroiche.

Centri della fede

Offering_by_LundLe tribù germaniche raramente o quasi mai costruirono templi nel senso moderno. Il Blót, la forma di adorazione praticata dagli antichi popoli Germanici e Scandinavi assomigliava a quella dei Celti e Baltici: poteva essere celebrata in boschi sacri o anche in casa e/o con un semplice altare di pietre impilate detto “horgr”. Comunque sembra che siano esistiti alcuni centri religiosi importanti, come Skiringsal, Lejre e Uppsala. Adamo di Brema afferma che esisteva un Tempio a Upssala) con tre statue di legno di Thor, Odino e Freyr.

Sacerdoti

Mentre sembra che sia esistito qualcosa di simile a dei sacerdoti, questi non assunsero mai il carattere professionale e semiereditario dei druidi celti. Ciò perché le tradizione sciamanistica era mantenuta dalle donne, le Völva. Si dice che i re germanici abbiano avuto origine dall’ufficio sacerdotale. Il ruolo sacerdotale del re era in linea con il ruolo generale del godi che era il capo di un gruppo di famiglie imparentante e che amministrava i sacrifici.

Sacrifici umani

Il racconto unico di un testimone diretto di un sacrificio umano germanico sopravvive nella narrazione di Ibn Fadlan di una Sepoltura di nave Rus in cui una ragazza schiava si offrì volontariamente per accompagnare il suo signore nell’aldilà. Resoconti di seconda mano provengono da Tacito, Saxo Grammaticus e Adam Bremensis. La Heimskringla racconta del Re Svedese Aun che sacrificò nove dei suoi figli in uno sforzo di prolungare la sua vita fino a che i suoi sudditi gli impedirono di sacrificare l’ultimo figlio, Egil. Secondo Adam Bremensis i re Svedesi sacrificavano schiavi umani ogni nono anno durante i sacrifici di Yule al Tempio di Uppsala. Gli svedesi avevano il diritto non solo di eleggere il re, ma anche di deporlo e si dice che sia il re Domalde, che il re Olof Trätälja siano stati sacrificati dopo anni di carestia. Odino era associato alla morte per impiccaggione e una probabile pratica del sacrificio Odinico mediante strangolazione ha un certo supporto archeologico nell’esistenza di cadaveri perfettamente conservati dall’acido delle torbiere dello Jutland (successivamente occupate dal popolo Danese), nelle quali furono gettati dopo esser stati strangolati. Un esempio è l’Uomo di Tollund. Comunque non possediamo resoconti scritti che spieghino esplicitamente la causa di questi strangolamenti, che potrebbero ovviamente avere altre motivazioni.

Interazioni con la Cristianità

Un importante problema nell’interpretare questa mitologia è che spesso i racconti più ravvicinati che sono giunti a noi risalgono all’epoca dei primi contatti con i cristiani. Come esempio sia l’Edda in Prosa che la Heimskringla sono state scritte da Snorri Sturluson nel XIII secolo, oltre duecento anni dopo la cristianizzazione dell’Islanda intorno all’anno 1000 ed in un intenso clima politico antipagano in Scandinavia.
Generalmente tutta la letteratura della saga proviene dall’Islanda un’isola remota e relativamente piccola ed anche nel clima di relativa tolleranza religiosa, il punto di vista di Sturluson era essenzialmente cristiano. Le copie dell’Heimskringla, che erano diffuse quanto la Bibbia nella Norvegia odierna, forniscono alcuni interessanti intuizioni sull’argomento. Snorri Sturluson introduce Odino come un signore della guerra mortale nell’Asia che acquisisce poteri magici, si insdia in Svezia e diviene un semidio successivamente alla sua morte. Dopo aver eroso la divinità di Odino, Sturluson racconta quindi la storia di un patto del re Svedese Aun con Odino per prolungare la sua vita sacrificandogli i suoi figli. Successivamente nella Heimskringla racconta in dettaglio come i conversi al Cristianesimo come Sant’Olaf Haroldsson converte brutalmente gli Scandinavi al Cristianesimo.
Durante la cristianizzazione della Norvegia, re Olaf II di Svezia fece legare ed abbandonare su uno skerry (piccola isoletta rocciosa) degli völva maschi (sejdmen) in attesa della marea. Una terribile e lunga attesa della morte. In Islanda cercando di evitare una guerra civile, il parlamento Islandese votò a favore della Cristianità, ma tollerò il Paganesimo nelle case private. Da ciò derivò un’atmosfera più tollerante che permise lo sviluppo della letteratura della saga, che è una finestra vitale per permetterci di comprendere meglio l’era pagana.
D’altra parte, in Svezia scoppiarono nell XI secolo una serie di guerre civili che terminarono con l’incendio del Tempio di Uppsala.
Le conversioni non avvennero nel giro di una notte e la nuova fede fu imposta anche con l’uso della forza. Il clero fece del suo meglio per insegnare alla popolazione che gli dei Nordici erano demoni, ma il loro successo e gli dei non divennero mai malvagi nella mente del popolo.
Due insediamenti centrali e lontani dall’essere luoghi isolati illustrano quanto tempo richiese la cristianizzazione. Gli studi archeologici delle tombe sull’isola svedese di Lovön hanno mostrato che la cristianizzazione richiese 150-200 anni e questo in un luogo vicino ai re ed ai vescovi.
Similmente nella vivace città commerciale di Bergen, sono state trovate due iscrizioni runiche del XIII secolo, una che dice possa Thor riceverti, possa Odino possederti. La seconda è una galdra che dice Io incido rune di cura, Io incido rune di di salvezza, una volta contro gli elfi, due volte contro i troll, tre volte contro le thurs. La seconda cita anche la pericolosa Valchiria Skagull.
Esistono poche altre testimonianze che vanno dal XIV secolo al XVIII secolo, ma il clero, come racconta Olaus Magnus nel 1555) scrisse della dificoltà di estinguere le vecchie credenze. La canzone di Þrymskviða pare essere stata particolarmente resistente, così come la romantica Hagbard e Signy, e sono state registrate versioni di entrambe nel XVII secolo ed anche nel XIX secolo. Nel XIX secolo ed all’inizio del XX secolo studiosi del folklore svedese hanno documentato le credenze popolari, scoprendo che molte antiche tradizioni della mitologia norrena sopravvivevano. Comunque queste erano ormai molto lontane dall’essere il sistema coesivo raccontato da Snorri. Molti dei sono stati dimenticati e solo Odino e l’uccisore di giganti Thor figurano in numerose leggende. Freyja viene a volte menzionate e Baldr sopravvive solo nelle leggende riguardo al nome di alcuni luoghi.
Altri elementi della mitologia Nordica sono sopravvissuti senza essere percepiti come tali, specialmente quelli riguardanti gli esseri soprannaturali del Folklore scandinavo. Inoltre la fede norrena nel destino è stata molto solida fino a tempi recenti. Poiché l’inferno cristiano somiglia alla dimora dei morti della mitologia nordia, uno dei suoi nomi fu prestato dalla vecchia fede: Helvite, cioè punizione di Hel. Alcuni elementi delle tradizioni Yule furono preservati, come la tradizione svedese di uccidere il maiale a natale, che originariamente era parte del sacrificio a Frey

Influenze moderne

In tempi più recenti ci sono stati tentativi, sia in Europa che negli Stati Uniti di rivivificare la vecchia religione pagana sotto il nome di Asatru o Odinismo. Nell’Islanda l’Asatru è stata riconosciuta ufficialmente come religione dallo stato nel 1973, legalizzando i suoi matrimoni, battesimi e altre cerimoni. In Danimarca è una religione ufficiale e legale, sebbene ancora discretamente nuova. Anche in Italia esistono dei fedeli che praticano i rituali del Paganesimo germanico nella sua versione continentale dell’odinismo longobardo.
La mitologia norrena influenzò l’uso di Richard Wagner nella composizione delle quattro opere che compongono Der Ring der Nibelungen (L’anello dei Nibelunghi).
Molti dei personaggi del pantheon norreno sono stati adattati ed immessi nei fumetti dell’Universo Marvel con l’arrivo di Thor, uno dei supereoi pubblicato da più tempo. Personaggi del pantheon norreno sono anche eroi dell’anime giapponese Matantei Loki Ragnarok. Alcuni personaggi del manga giapponese Oh, Mia Dea! di Kosuke Fujishima sono ispirati anch’essi alla mitologia norrena: le tre dee protagoniste assieme al mortale Keiichi Morisato sono le Norne.

Aggiunta

Problemi di ricostruzione della religione germanica

La cristianizzazione dei popoli germanici ha portato alla scomparsa quasi totale del patrimonio socio-culturale e religioso pagano, con l’unica parziale eccezione dei popoli scandinavi, i quali anche dopo la Conversione il Cristianesimo, ma hanno continuato a conservare alcune tradizioni e un patrimonio culturale.

Pertanto, la maggior parte di ciò che sappiamo della religione germanica precristiana deriva da fonti scandinave. Occorre però considerare che il Paganesimo germanico non aveva una forma “canonica”, basata su testi scritti e su un clero difensore di questa ortodossia, come il Cristianesimo. Tutt’al più, i testi religiosi potevano essere trasmessi oralmente, da membri di rilievo della comunità. Pertanto è probabile che la religione non sia sempre stata identica presso tutte le genti germaniche pagane in tutto il tempo in cui l’hanno praticata, ma che si sia evoluta, anche se gli studiosi dell’Ottocento (soprattutto tedesco) hanno cercato di ricostruire un sistema di miti e credente omogeneo e coerente, spesso a costo di palesi falsificazioni, semplicemente estendendo le notizie delle fonti scandinave (trascritte per lo più tra XII e XV secolo) al periodo della comune cultura germanica, cioè oltre un millennio prima! A questa loro pertinace ossessione si deve l’uso ormai invalso di chiamare le divinità germaniche con i loro nomi scandinavi (per esempio, di chiamare Wōðanaz “Odino”).

Asi e Vani

Certamente, alcuni punti fermi sulla religione dei Germani possono essere stabiliti; sicuramente si trattava di una religione politeista, cioè in cui si adoravano più dei. Come tutte le religioni pagane, quella germanica era aperta a nuove credenze e culti e nuove divinià. Le fonti nordiche ci presentano gli dèi divisi in due stirpi, quella degli Asi e dei Vani, contrapposte alle varie stirpi dei giganti (che rappresentano le forze ostili della natura) e invece più vicine a quella degli uomini. La suddivisione degli dèi in due famiglie divine (o piuttosto due clan, due tribù) la ritroviamo anche nella cultura indiana antica ed è verosimilmente un tratto dell’antico cultura indoeuropea.

Gli studiosi ottocenteschi hanno tracciato un modello un po’ schematico, ma piuttosto veritiero, in base al quale gli Asi appaiono essere divinità prevalentemente guerriere e celesti, mentre i Vani sono più legati alla fertilità della terra, alla procreazione e in genere alle attività che recano frutto (c’è stato chi ha cercato di collegare il nome “Vani” con quello della dea latina “Venere”). Le stirpi germaniche avrebbero dunque sancito il predominio degli Asi, bellicosi invasori, sui Vani, pacifici agricoltori, durante il periodo della Völkerwanderung (le “Grandi Migrazioni”) in cui principalmente queste popolazioni vivevano di saccheggio ai danni delle popolazioni stanziali, dediche alla coltivazione.

Tīwaz

tiwazNel Paganesimo delle popolazioni germaniche abbiamo traccia di diversi passaggi di leadership tra gli dèi: la forma classica del Paganesimo presuppone Odino come capo degli dèi, mentre le fonti scandinave più tarde sembrano privilegiare Thor. Anche i nomi di luogo e di persona ci attestano un culto odinico più forte a oriente e più debole ad occidente, mentre quello di Thor sembra affermarsi sopratutto ad occidente e in epoca più tarda.

Eppure, In base al nome, possiamo affermare con una certa sicurezza che inizialmente il dio più importante doveva essere Týr (germanico comune *Tīwaz), anche se nelle fonti nordiche non compare molto di frequente: infatti il suo nome deriva dalla stessa radice indoeuropea *deiw-os (che verosimilmente voleva dire “splendente [come il sole]”; basti vedere il latino divus “dio”) dalla cui radice deriva (con un passaggio deiw- > djew- facilmente spiegabile a livello etimologico) il nome *djeus che ha dato origine al greco Zeus, e al latino Iuppiter (cioè *Dius pater, “Dieus padre”); anche nella cultura indiana esiste una divinità secondaria con questo nome (Dyaus), che è chiamata “padre” e questo appellativo indica che anticamente era il dio supremo. L’appellativo “padre”, infatti, nelle culture patriarcali a struttura tribale indica il capo della comunità (infatti anche il Dio dei Cristiani è chiamato “Padre” dai suoi seguaci). Týr (o Tīwaz) è l’unica divinità germanica di sicura origine indoeuropea. Le fonti nordiche ci presentano Týr come un dio bellicoso, la cui arma è la spada e che accetta di perdere una mano per salvare gli altri dèi

L’analisi dei nomi dei giorni della settimana

Le testimonianze del Paganesimo germanico in ambito inglese e tedesco sono scarse e non sempre coincidenti: una preziosa indicazione ci può venire dall’analisi dei nomi dei giorni della settimana: infatti nella tarda latinità, i giorni della settimana erano dedicati ciascuno ad una divinità. Quando i Germani imitarono questo sistema di misurazione del tempo, cercarono di far corrispondere ad ogni divinità romana una divinità germanica equivalente (solo per Saturno non c’erano riusciti, e l’avevano tenuto così). Chiaramente, quest’uso quotidiano dei nomi di dèi pagani non piaceva affatto ai Padri della chiesa e quando i popoli furono cristianizzati, i Padri raccomandavano spesso ai fedeli di chiamare i giorni della settimana in modo diverso: come si vede, però, ci riuscirono solo in parte. Possiamo osservare, del resto, che, tra le lingue romanze, solo il portoghese abbandonò definitivamente i nomi pagani (anche in italiano la maggior parte dei nomi sono conservati, tranne “sabato” che viene dall’ebraico shabbat e “domenica” che viene dal latino dies dominica, cioè “giorno del signore”).
Quest’analisi ci dà risultati interessanti: tutte le lingue germaniche avevano originariamente attribuito ad Odino il giorno di Mercurio. Questa equivalenza si spiega se si considera che Mercurio, come Odino, ha un lato oscuro (è dio degli imbroglioni oltre che dei mercanti) e che è il dio della sapienza, e questo doveva essere considerato il lato più importante della sua personalità: infatti già Tacito diceva che presso i Germani il dio più importante era Mercurio. Il giorno di Marte era attribuito a Týr, considerato solo una divinità guerriera, mentre Thor aveva già assunto un carattere preminente, come Giove. L’unica dèa importante, in ogni cultura patriarcale, è quella dell’amore e del sesso (dato che questo ruolo non può essere svolto da una divinità maschile): quindi la corrispondenza tra Friio e Venere fu quella in assoluto più semplice.
Ma è anche interessante notare che, mentre l’inglese ha conservato i nomi dei giorni così com’erano (persino Saturno), il tedesco ha conservato solo i nomi degli elementi naturali: sole, luna e tuono (il significato di Thunaraz) mentre ha modificato il nome della dèa Frijo, che probabilmente voleva dire “cara” o “amore”, nella parola “libero” (i due termini erano anticamente collegati per origine oltre che per associazione di idee: solo chi è libero può amare!) e ha sostituito il “giorno di Týr” con il “giorno del servizio”; secondo alcuni studiosi, tale sostituzione è dovuta al fatto che Týr era il dio dell’assemblea, cioè della Ding: quando la parola ding perse questo significato per limitarsi a quello di “cosa”, la parola fu sostituita da una di suono simile e divenne il “giorno del servizio” (Dienst).
Il nordico ha fin dalle attestazioni più antiche un nome a parte per il sabato: il “giorno del bagno” (in Scandinavia nel Medio Evo non era cosa facile lavarsi, quando d’inverno l’acqua per il bagno andava sciolta sul fuoco a legna!). Occorre notare che lo studioso tedesco Jakob Grimm riteneva probabile che la forma laugardagr fosse una corruzione di **lokadagr, e che originariamente il giorno fosse dedicato a Loki, identificato con Saturno in quanto entrambi tendevano ad essere ricondotti a Satana (il povero Saturno solo in quanto simbolo del Paganesimo, Loki invece per la malvagità e per le sue “tendenze” poco apprezzate dai fallocrati vichinghi).

AGGIUNTA

La Tradizione del Nord Europa attualmente conosciuta, inizia intorno al 2500 a.C.

A quel tempo si era soliti celebrare solo tre importanti momenti annuali:

  • Vetr naetr (equivalente al celtico Samhain)
  • Jol (periodo che durava circa un mese il cui culmine era il Solstizio d’Inverno)
  • Sigr Blot (meglio conosciuto oggigiorno come il periodo di Litha, il cui culmine era il Solstizio d’Estate)

È solo in epoca molto più tardiva (basso medioevo) che si inseriscono altre celebrazioni rituali come:

FONTE

Prometheus

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