Il Libro dei Morti degli antichi Egizi: il lasciapassare per l’Aldilà

libro dei morti

Il Libro dei MortiKitab el-Mayytun in arabo, rappresenta da sempre uno dei testi funerari più importanti giunti a noi dall’antico Egitto. Una copia dell’opera, denominata il Papiro di Torino, è custodita per l’appunto al Museo Egizio di Torino, città considerata magica in quanto sede di diverse società dedite all’occulto. Torino è anche uno dei vertici del famoso triangolo di magia bianca con Lione e Praga ma, al tempo stesso, di un altro triangolo di magia nera con Londra e San Francisco. Il Museo Egizio di Torino, per importanza e reperti storici, è secondo solamente a quello de Il Cairo.

Il Libro dei Morti

A differenza di quanto si possa pensare, il Libro dei Morti non costituisce un unico libro bensì una raccolta sparsa di formule ed inni alle diverse divinità (Osiride, Ra, ecc.) senza alcuna successione cronologica né un ordine logico, per lo più scritte in epoche differenti da parte di autori diversi. Nonostante vi sia una suddivisione in capitoli, ciò non deve trarci in inganno dal momento che tale suddivisione venne fatta solo in epoca moderna da Karl Richard Lepsius, uno dei padri dell’Egittologia.

Nonostante l’importanza rivestita nella società egizia, il Libro dei Morti non era però considerato un vero e proprio testo sacro di carattere religioso così come possono esserlo i Veda per l’Induismo, la Bibbia per i Cristiani o il Corano per l’Islam.

Il libro si compone di diverse sezioni, definite successivamente capitoli ma, che in verità, nulla hanno a che vedere con dei veri e propri capitoli di un libro tradizionale. L’opera è una miscellanea di formule magiche che dovevano essere recitate dai sacerdoti atte a favorire il viaggio del defunto nell’Oltretomba. Ogni capitolo si compone di un titolo, un testo centrale ed una eventuale rubrica finale.

Nonostante la tradizione ritenga il Libro dei Morti come opera di Toth, il Dio egizio della sapienza, l’opera non è in alcun modo da identificarsi come lavoro divino.

Il Libro dei Morti così come lo conosciamo, è giunto a noi attraversando tutta la storia dell’Egitto: dall’Antico Impero al Nuovo Impero passando per il Medio Impero. Di conseguenza, mentre alcune formule sono scritte su papiro, altre sono delle vere e proprie incisioni su pietre.

Il Duat: il pericoloso Oltretomba

Il Libro dei Morti era conosciuto nell’Antico Egitto con il titolo di “Formule per uscire nel giorno” o “Formule per uscire al giorno”. Ci troviamo quindi dinnanzi ad una sorta di manuale che veniva sepolto assieme al corpo del defunto che doveva intraprendere un lungo e difficoltoso cammino nell’Oltretomba. A differenza della concezione occidentale, la quale vede l’anima del trapassato andare direttamente in Paradiso o all’Inferno, a seconda dei comportamenti tenuti in vita, per gli antichi Egizi, dopo la morte, il defunto intraprendeva un viaggio pieno di pericoli ed insidie in cui avrebbe affrontato mostri e spiriti maligni. L’anima del defunto sarebbe stata in grado di uscire indenne dai pericoli e avrebbe sconfitto le presenze demoniache del Duat, l’Aldilà, solamente grazie alle formule contenute nel Libro dei Morti. Alla fine del viaggio, lo spirito del defunto veniva a trovarsi al cospetto del dio Osiride. Accompagnato da Anubi, dio degli Inferi, il defunto affrontava così il severo tribunale divino  davanti al quale confessava di essersi comportato bene e di aver condotto una vita retta. La confessione veniva seguita dalla pesatura del cuore, il momento cruciale della cerimonia: il cuore del morto veniva posto su una bilancia assieme ad una piuma, simbolo di verità. Se il cuore risultava più leggero della piuma, allora la persona si era comportata in modo esemplare durante la sua esistenza e la sua anima veniva accolta in Cielo da Osiride. In caso contrario, se fosse risultata più pesante, allora il defunto sarebbe precipitato negli inferi e divorato dal feroce demone Ammut.

Conclusione

Per non dilungare la lettura ed annoiare il lettore con la trasposizione delle formule magiche contenute nell’opera, per una consultazione del libro dei Morti si rimanda al seguente LINK dove è possibile anche scaricarne una traduzione in formato PDF.

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