L’Inno alla perla: testo integrale

1 Quand’ero un piccolo fanciullo
dimoravo nel mio regno,
nella casa di mio padre

2 lieto della ricchezza e del fasto
dei miei nutritori.

3 Dall’Oriente, nostra casa,
i miei genitori mi equipaggiarono
e mi mandarono,

4 dalla ricchezza del nostro tesoro
attinsero abbondantemente
allestendomi un carico

5 grande, ma leggero,
ch’io stesso potevo portare:

6 oro di BethÄEllaye
e argento della grande Gazak

7 rubini d’India
e agate di BethÄCashan,

8 mi provvidero di diamante
che può frantumare il ferro.

9 Mi tolsero la veste scintillante
che nel loro amore mi avevano fatto

10 e la toga porpurea,
misurata e tessuta sulla mia statura.

11 Fecero con me un contratto
e lo scrissero nel mio cuore
affinché non fosse dimenticato:

12 “Se tu discenderai in Egitto
e porterai la perla

13 che è in mezzo al mare
attorno al serpente sibilante,

14 tu indosserai la tua veste scintillante
e la tua toga di cui ti allieti

15 e con tuo fratello, il più vicino alla nostra autorità,
sarai erede del nostro regno”.

[109] 16 Io lasciai l’Oriente e discesi,
accompagnato da due custodi,

17 lungo la strada pericolosa e difficile
ed io ero molto giovane per percorrerla.

18 Attraversai le frontiere di Maishan
punto d’incontro dei commercianti dell’Oriente,

19 raggiunsi la terra di Babel
e attraversai le mura di Sarbug,

20 discesi in Egitto
e i miei compagni si allontanarono da me.

21 Andai diritto dal serpente
e mi fermai presso la sua dimora

22 nell’attesa che si appisolasse e dormisse
per portargli via la perla.

23 Allorché fui unico e solo,
divenni estraneo alla mia famiglia,

24 vidi laggiù un orientale,
uno della mia stirpe, un uomo libero,

25 un giovane gentile e amabile
figlio di venditori d’olio;

26 mi si avvicinò, si unì a me,
ed io ne feci il mio intimo amico, un collega,

27 con il quale spartire la mia merce.

28 Lo misi in guardia contro gli Egiziani,
contro quanti sono in comunione con l’impuro;

29 indossai le loro vesti
affinché non mi avessero in avversione

30 essendo giunto dall’estero
per prendere la perla
e aizzare il serpente contro di me.

31 Ma in un modo o in un altro
essi si accorsero ch’io non ero un loro compatriota,

32 dimorarono con me slealmente
e mi diedero a mangiare il loro cibo.

33 Io dimenticai che ero figlio di re,
e fui al servizio del loro re.

34 Dimenticai la perla
per la quale ero stato inviato dai miei genitori

35 e a motivo del peso delle loro oppressioni
giacqui in un sonno profondo.

[110] 36 Ma di tutte queste cose che mi accaddero
si accorsero i miei genitori
ed erano afflitti per me.

37 Nel nostro regno fu fatto un proclama
affinché tutti venissero alla nostra porta

38 re e prìncipi dei Parti
e tutti i dignitari dell’Oriente.

39 In mio favore scrissero un piano
affinché non fossi lasciato in Egitto.

40 Mi scrissero una lettera
ed ogni dignitario la sottoscrisse:

41 “Da tuo padre, re dei re,
e da tua madre, signora dell’Oriente,

42 da tuo fratello, nostro secondo,
a te nostro figlio, che sei in Egitto, salute!

43 Su, alzati, dal tuo sonno
e ascolta le parole della nostra lettera!

44 Ricordati che sei figlio di re!
Considera la schiavitù a cui sei sottoposto!

45 Ricordati della perla,
per la quale tu fosti inviato in Egitto!

46 Pensa alla tua veste
e ricordati della tua magnifica toga

47 che porterai e che ti adornerà.
Il tuo nome fu letto nella lista degli eroi

48 e con tuo fratello, nostro vicer,
tu sarai nel nostro regno!”.

[111] 49 La mia lettera è una lettera
che il re ha sigillato con la sua destra

50 per custodirla dai malvagi, dai figli di Babel,
e dai selvaggi demoni di Sarbug.

51 Essa volò nelle sembianze di un’aquila,
re di tutti gli uccelli,

52 volò e si affiancò a me
e divenne tutto un discorso.

53 Alla sua voce e al suono del suo rumore
io partii e mi destai dal sonno.

54 La afferrai e la baciai
e presi a leggerla:

55 conformi a quanto è segnato in cuor mio
erano le parole della mia lettera.

56 Mi ricordai che i miei genitori erano re
e la nobiltà dei miei natali affermò la sua natura.

57 Mi ricordai della perla,
per la quale ero stato mandato in Egitto,

58 e incominciai a incantare
il terribile serpente sibilante.

59 Lo costrinsi a dormire e lo cullai nel suo
assopimento
pronunciando su di lui il nome di mio padre

60 e il nome del nostro secondo
e quello di mia madre, regina dell’Oriente.

61 Afferrai la perla e mi volsi
per ritornare a casa di mio padre.

62 Mi tolsi la loro sordida e immonda veste
e la lasciai nel loro paese,

63 e subito ripresi la via del ritorno
verso la luce di casa nostra, l’Oriente.

64 La mia lettera, la mia destatrice,
trovai davanti a me sul cammino

65 e come essa mi destò con la sua voce
così la sua luce mi guidava.

66 Essa che abita nel palazzo
con la sua forma irradiò la sua luce davanti a me,

67 con la sua voce e con la sua guida
mi spinse ad accelerare il passo,

68 e con il suo amore mi sospinse.

69 Procedendo, passai da Sarbug,
lasciai Babel sulla sinistra

70 giunsi alla grande Maishan,
porto dei commercianti,

71 posta in riva al mare.

72 L’abito splendido che mi ero tolto
e la toga che era avvolta con esso

73 da Ramtha e Rekem
i miei genitori mi mandarono

74 per mezzo dei loro tesorieri
che per la loro fedeltà potevano godere
di una tale fiducia.

[112] 75 Io più non ricordavo il suo modello
avendo fin dall’infanzia abbandonato la casa
di mio padre,

76 ma subito, non appena lo ricevetti,
mi parve che l’abito
fosse diventato uno specchio di me stesso.

77 L’osservai molto bene
e con esso io ricevetti tutto

78 giacché noi due eravamo distinti
e tuttavia avevamo un’unica sembianza.

79 Anche i tesorieri, che lo portarono,
io vidi allo stesso modo:

80 erano due, ma in un’unica sembianza
poiché lo stesso segno del re
su di loro era tracciato

81 dalle mani di colui che per mezzo di loro
mi restituì la fiducia e la ricchezza,

82 la mia veste ricamata,
adorna di splendidi colori,

83 di oro e berilli, di rubini e agate,

84 di sardonici dai colori diversi.
A casa sua su, in alto,
fu abilmente lavorata

85 con fermagli di diamante
erano unite tutte le giunture,

86 l’immagine del re dei re
era interamente ricamata e dipinta su di essa,

87 e come pietre di zaffiro
rilucevano le sue tinte.

[113] 88 Vidi che in tutto il suo essere
pulsavano i moti della conoscenza

89 e che si preparava a parlare,

90 udii il suono degli accenti
che egli bisbigliava con se stesso:

91 “Io sono colui che è operoso nelle azioni
quando mi educavano presso il padre

92 io mi compresi e percepii che la mia statura
cresceva in proporzione del suo lavoro”.

93 Con i suoi movimenti regali
si versò tutto in me

94 e sulle mani dei suoi dispensatori
si affrettò affinché lo prendessi.

95 L’amore mi spingeva a correre,
ad andargli incontro e accoglierlo,

96 mi protesi in avanti e lo presi.
Mi adornai con la bellezza dei suoi colori

97 e mi avvolsi interamente nella mia toga,
dalle tinte sgargianti,

98 l’indossai e mi recai su alla porta.

99 Chinai il capo e adorai la maestà
del padre mio che mi aveva mandato:

100 io avevo adempiuto i suoi comandamenti
ed egli mantenne quanto aveva promesso

101 alla sua porta
mi associai con i suoi prìncipi:

102 egli si rallegrò di me e mi accolse
ed io fui con lui, nel suo regno,

103 mentre lo lodava
la voce di tutti i suoi servi.

104 Promise che anche alla porta
del re dei re sarei andato con lui

105 con la mia offerta e con la perla
mi sarei, con lui, presentato al nostro re.

L’inno dell’apostolo Giuda Tomaso, pronunciato quand’era in prigione, è terminato.

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