La Liberazione secondo il Buddha: le Nobili Verità e l’Ottuplice Sentiero

Le Quattro Nobili Verità e l’Ottuplice Sentiero sono le Vie del Dharma indicate dal Buddha per giungere alla Liberazione, al Nirvana, e spezzare così il ciclo delle Rinascite. Dal momento che sono rari gli uomini che possono condurre una vita ascetica e mistica, tutti gli altri dovrebbero seguire questi nobili insegnamenti. Andiamo a scoprire più nei dettagli i precetti professati dal Buddha Siddharta Gautama Sakyamuni.

Liberazione nel buddhismo

La Via verso la Liberazione

La più nobile delle vie è l’ottuplice sentiero, il più nobile discorso quello delle quattro nobili verità, la libertà dal desiderio è il più nobile degli stati e il Buddha che tutto vede il più nobile degli esseri.  Questa è l’unica via, nessun’altra porta alla chiara visione. Segui questo sentiero e Mara resterà disorientato. Se segui il sentiero, arriverai alla fine della sofferenza. Avendolo visto di persona insegno la Via che toglie tutte le spine. Buddha

Con questi versi tratti dal Dhammapada, il Buddha indica, in maniera molto semplice, la via da seguire per pervenire alla Liberazione, ovvero Quattro Verità eterne ed indiscutibili ed un Sentiero che costituisce il modo per superare ogni problema.

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Le Quattro Nobili Verità

Buddha professava le Quattro Nobili Verità. Esse sono:

  1. il Dolore
  2. la Causa del Dolore
  3. la Cessazione del Dolore
  4. la Via che conduce alla Liberazione dal Dolore

Liberazione nel buddhismo

1 – Il Dolore

Buddha sosteneva che ogni vita è Dolore, Sofferenza, anche la più perfetta, la più pura e la più agiata, è pur sempre Dolore in quanto tutto ciò che si allontana dallo Spirito, dal Divino, per avvicinarsi alla Materia, è Sofferenza. Ogni vita costituisce un’incarnazione dell’Anima, del Sè Superiore, in un corpo fisico il quale, essendo tentato di continuo dalle passioni e distratto dai pensieri impuri, cerca in tutti i modi di cadere in tentazione, ed esserne avvinghiato. L’essere umano cerca e desidera sempre qualcosa: il denaro, la salute, il lavoro, la felicità, l’amore, ecc. Quando non trova ciò che cerca, ecco che si intristisce e soffre. L’esistenza materiale è infatti una sorta di prigione fisica dell’Anima umana, analogamente a quanto sostenevano gli Gnostici.

2 – La Causa del Dolore

Una volta che l’uomo comprende la prima delle Quattro Nobili Verità, compie un passo in avanti verso la Liberazione e giunge alla seconda Verità. Come abbiamo quindi visto, ciò che porta alla Sofferenza, al Dolore è il Desiderio di qualcosa o di qualcuno. Il saggio che riconosce la vita come transitoria ed impermanente, sa che tutto è destinato ad essere distrutto su questo piano di esistenza ed egli perciò non se ne preoccupa. Non bisogna dunque cercare di continuo cose o persone perchè una volta perse, la Sofferenza torna ad impossessarsi nuovamente di noi.

3 – La Cessazione del Dolore

Giunti a questo punto abbiamo compreso cosa è il Dolore e quali sono le sue Cause. Per vivere dunque serenamente bisogna distaccarsi da tutto ciò che ci porta a desiderare, cose o persone, ed aiutare gli altri a fare lo stesso per arrivare alla Liberazione. Dal momento che la vita è una continua Sofferenza, l’essere umano deve cercare di sforzarsi ad indirizzare la propria mente al Divino, il quale rappresenta l’Unica Vera Realtà o, come dicono in Oriente, Esso è Sat-Cit-Ananda ovvero Unica Vera Esistenza, Coscienza e Beatitudine.

4 – La Via che conduce alla Liberazione

Come giungere quindi alla Liberazione? Per perseguire ciò, Buddha indicò il cosiddetto Ottuplice Sentiero: Retta visione, Retto pensiero, Retta parola, Retta azione, Retta via, Retto sforzo, Retta consapevolezza e Retta concentrazione.

quattro nobili verità

L’Ottuplice Sentiero verso la Liberazione

1 – Retta visione significa comprendere il vero senso della vita e delle cose che ci circondano, acquisendo, in questo modo, una corretta comprensione. L’uomo deve anche capire e riconoscere una presenza divina non solo in se stesso, ma in tutto ciò che lo circonda. E che tutto ciò che gli accade è il risultato di un Piano Divino, stabilito ad hoc in maniera tale che egli possa evolversi spiritualmente ed aiutare gli altri a fare lo stesso.

2 – Retto pensiero è legato in qualche modo alla Retta visione e si basa su una corretta e precisa comprensione della situazione che si è venuta a creare. Inoltre, pensare come Buddha dice di fare, vuol dire rivolgere la propria mente al Vero e non al Falso, al Giusto, al Bene ma sempre, durante la nostra giornata. Non bisogna quindi pensare solo per un attimo nel modo corretto e poi rivolgere altrove i propri pensieri poiché ciò non è Retto pensiero.

3 – Retta parola vuol dire non mentire, non spergiurare, non calunniare e dire sempre il vero. Tenere questa condotta significa anche, e non solo, sparlare degli altri ma cercare il più possibile di parlarne bene. Inoltre Retta parola vuol dire non perdere del tempo in chiacchiere inutili in quanto esse non servono a nulla.

4 – Retta azione rappresenta il corretto comportamento che l’uomo deve tenere per sé e per gli altri in maniera tale da non arrecare danno a nessuno. Dal momento che viviamo in una società, dobbiamo comportarci bene con le parole, con il pensiero e con l’azione ricordando che ogni cosa pensata, detta o fatta genera karma che si va poi a ripercuotere su noi stessi e sugli altri.

5 – Retta via indica un corretto modo di vivere, ovvero procurarsi in modo onesto il proprio sostentamento senza cadere nell’illegalità. Per vivere onestamente, Buddha intendeva qualsiasi lavoro che non arrechi male agli altri esseri viventi, uomini o animali che siano. Quindi tutto ciò che ha a che fare con il commercio di carne o pesce non è un retto modo di vivere. Tutto ciò che ha a che fare con tabacco o alcool non è un retto modo di vivere, ecc.

6 – Retto sforzo è rappresentato dalla concentrazione mentale e fisica nel perseguire un determinato obiettivo, senza farsi distrarre dagli eventi esterni. Buddha diceva che l’uomo deve smettere di fare del male ma, al tempo stesso, iniziare a fare del bene. Ciò significa che ognuno di noi deve sforzarsi di aiutare gli altri anche solamente dicendo cose positive.

7 – Retta consapevolezza indica l’imparzialità nell’osservare tutto ciò che ci circonda e di giudicare in modo onesto. Tenendo a mente la dottrina della reincarnazione, dobbiamo ricordarci che ciò che ci accade è il risultato di quello che abbiamo detto o commesso in una vita precedente. Il saggio deve quindi cercare di non dar troppo peso alle cattive azioni ed alle ingiurie bensì rivolgere la propria mente alle buone parole che gli vengono rivolte ed ai gesti gentili che gli vengono riservati.

8 – Retta concentrazione è la vera e propria meditazione, l’arte di calmare la mente per dirigerla verso ciò che è Eterno e distoglierla da Maya, dal Mondo delle illusioni. Ovviamente non è possibile stare tutto il giorni assorti nella meditazione ma, l’insegnamento del Buddha era proprio quello di rivolgere la mente al Divino non appena ciò è possibile. Anziché pensare a cose futili o ad azioni impure ed immorali, cerchiamo di concentrarci, sempre più spesso, sull’Unica Vera Realtà.

ottuplice sentiero

Conclusione

Giungere alla Liberazione non è cosa semplice e facile da perseguire. Sono necessarie più rinascite, più reincarnazioni nel mondo materiale, più Dolore e più Sofferenza. Buddha ci ha indicato il cammino da seguire ma bisogna tenere a mente che egli sosteneva di essere solamente un mezzo, una zattera utile per attraversare il fiume ma, una volta giunti a destinazione, di lasciarla andare. Sta ad ognuno di noi vivere nella maniera più consona e diventare, a nostra volta, un Buddha.

Prometheus

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