Il lago del Kashmir: la storia scomoda raccontata dal Nilamata Purana

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Secondo antiche fonti indiane, il Kashmir, ciò che ai nostri giorni appare come una enorme vallata, in un tempo remoto era invece un lago: solo una leggenda orientale o, come ogni leggenda, vi è un fondo di verità? La scienza sembra confermare i racconti del passato…

Il Nilamata Purana

Il testo più autorevole riguardo il Kashmir, la sua storia, la sua geografia e le popolazioni che lo hanno abitato in passato è indubbiamente il NIlamata Purana, un antico testo databile tra il VI e l’VIII secolo d.C. e la sua attendibilità è tale che viene considerato una sorta di epopea nazionale del Kashmir. Tra le vicende narrate vi sono anche gli insegnamenti di Nila, figlio del saggio Kashyapa, re dei Naga, un’antica razza di uomini-serpente, presente nella mitologia vedica, dotati di grande saggezza.

Geografia del Kashmir

Ai nostri giorni il Kashmir appare come una vallata circondata da una catena di monti che si interrompe verso sud in una gola in cui sfocia il fiume Jhelum. Secondo il Nilamata Purana, anticamente quella gola non esisteva e la valle del Kashmir era un enorme lago chiamato Satisaras in onore della dea Sati, la sposa di Shiva.

La leggenda di Vishnu e Jalodbhava

Un giorno il demoniaco Jalodbhava (lett. “colui che è sorto dalle acque“) stabilì la sua dimora nel lago Satisaras e perdiodicamente se ne allontanava per razziare e distruggere i villaggi circostanti. I Deva chiesero allora aiuto a Vishnu pregandolo di eliminare il malvagio demone. Vishnu aprì una breccia verso sud e le acque del lago defluirono prosciugandolo completamente. A questo punto attaccò e sconfisse facilmente Jalodbhava che si trovò nella condizione del pesce fuor d’acqua avendo perso il suo elemento naturale.

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La storia messa in discussione

Se tutto ciò può sembrare solamente una delle innumerevoli storie e leggende indiane, ci lascia perplessi il fatto che i geologi hanno scoperto che durante il Pleistocene la valle del Kashmir era un grande lago. Difatti il terreno è ricoperto di sedimenti a strati detti karewa che alcuni geologi hanno catalogato come i depositi di un remoto lago d’acqua dolce. Secondo gli studi geologici tale lago si estendeva sul lato himalayano della valle dell’Indo almeno fino all’ultimo periodo del Pleistocene quando venne prosciugato dal formarsi del fiume Jheleum sul lato meridionale della vallata. Tutto ciò si verificò all’incirca 31.000 anni fa. Gli storici sono messi in difficoltà da tale datazione in quanto ritengono che i primi esseri umani fecero la loro comparsa nella valle del Kashmir molto tempo dopo ma, allora, come è possibile che il Nilamata Purana racconti un simile avvenimento? Come potevano sapere gli autori di tale opera che nella valle del Kashmir in un tempo remoto ci fosse un lago? Certamente non possedevano apparecchiature elettroniche sofisticate come quelle in nostro possesso e non avevano di sicuro la possibilità di fare esami ai sedimenti. La narrazione può essere solamente il racconto di una tradizione, dapprima orale e poi scritta, tramandata nei secoli da parte di chi abitava quei territori assai prima della storiografia ufficiale stablita dall’estabilishment.

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