San Josafat: quando i Cristiani venerano San Buddha

Josafat

San Josafat o San Buddha? Molti Cristiani sono all’oscuro che tra i Santi che venerano e che si trovano nel calendario romano che hanno appeso nelle loro case, vi è anche il Buddha Siddharta Gautama. Può sembrare assurdo tutto ciò ma in verità non lo è.

Attorno al VI secolo d.C. i primi Cristiani che vivevano nei Paesi orientali, tra tutti l’Iran, entrarono in contatto con i seguaci di altre religioni come ad esempio Buddhisti, Mazdeisti e Manichei. Presso queste popolazioni asiatiche era ancora vivo, a distanza di più di 1.000 anni dalla morte1)1, il ricordo del principe di Kapilavashtu Siddharta Gautama detto il Buddha2)2 e della sua straordinaria vita.

Barlaam e Josafat

I primi Cristiani ne rimasero talmente affascinati e decisero di far conoscere il personaggio all’Occidente ed è così che nacque il romanzo agiografico “Barlaam e Josafat”. La storia narra del principe indiano Josafat al cui padre Abenner, di religione pagana, venne predetto che da adulto il giovane si sarebbe convertito al Cristianesimo. Il padre allora, decise di tenerlo segregato a palazzo tra lussi e sfarzi lontano dalla miseria e dai mali del mondo fino a quando un giorno il giovane vide con i propri occhi le sofferenze umane e, convinto dal proprio maestro Barlaam, si convertì al Cristianesimo e convinse anche il padre ed i sudditi a fare altrettanto. Successivamente decise di intraprendere la vita dell’ascetismo religioso per aiutare i poveri e i sofferenti.

Ricorda qualcosa?

windowslivewriterlavitadibuddha-e279siddharta1-2Anche agli occhi dei più distratti è evidente che si tratta della copiatura o, meglio, manomissione della storia sulla vita del Buddha: un giovane e ricco principe tenuto rinchiuso dal padre tra i lussi e gli sfarzi del palazzo regale che un giorno venne a scoprire le sofferenze umane e decise di intraprendere la via ascetica e aiutare i bisognosi fino a raggiungere l’Illuminazione.

Il nome Josafat deriva da budasaf, storpiatura di Boshisattva3)3 mentre Barlaam da balawhar, storpiatura di bhagavan, il venerando, uno dei tanti appellativi del Buddha: ci troviamo quindi di fronte non solo ad una manipolazione storica ma addirittura ad uno sdoppiamento di persona in quanto Josafat e Barlaam sono la stessa persona ovvero il principe Siddharta!

La prima versione del testo risale al VI secolo d.C., scritto in lingua iranica pahlavi, successivamente venne tradotto in siriaco, arabo, greco ed infine in latino e fu proprio questa traduzione a far conoscere l’opera in tutta Europa.

Il racconto si diffuse rapidamente e venne creduto talmente autentico dalla Chiesa Cattolica che Barlaam e Iosafat vennero inseriti nel Martirologio Romano così li si trova il 27 novembre mentre la Chiesa Greco-Ortodossa festeggia San Josafat il 26 agosto.

Prometheus


NOTE:
1) Secondo alcune fonti Siddharta Gautama nacque nel 1.024 a.C., secondo altre nel 651 a.C.
2) Buddha significa letteralmente l’Illuminato e rappresenta il più elevato grado della Conoscenza
3) Bodhisattva è colui che raggiunta l’Illuminazione decide volonariamente di reincarnarsi nuovamente per aiutare gli uomini a raggiunger la perfezione spirituale

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