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L’Inno alla Perla dell’apostolo Tommaso: poesia gnostica

inno alla perla

Il Canto alla Perla

L’Inno alla Perla, il cui nome originale è “Canto dell’apostolo Tommaso nella terra degli Indiani” è un testo gnostico (per saperne di più sullo Gnosticismo clicca QUA) risalente al II secolo d.C. compreso negli atti apocrifi dell’apostolo Giuda Tommaso. Di tale opera ci sono pervenute due versioni: una siriaca, probabilmente l’originale, ed una greca.

“Qualsiasi sia l’origine del mito, probabilmente iranica, il merito dell’Inno della Perla consiste nel fatto che presenta sotto una forma drammatica alcuni dei motivi gnostici più popolari. Analizzando, in un recente libro, i simboli e le immagini specificamente gnostici, Hans Jonas ha insistito sull’importanza dei motivi di caduta, cattura, abbandono, nostalgia, intorpidimento, sonno ebbrezza…” (Mircea Eliade).

Testo del Canto della Perla 

Inno alla Perla: il significato letterale

L’Inno alla Perla, se preso alla lettera, narra la storia di un giovane principe che, dall’Oriente, viene inviato in Egitto per recuperare una perla custodita da un serpente negli Inferi. Giunto in Egitto egli indossa le vesti locali per non essere riconosciuto e assume le usanze del posto, dimenticando però così il compito assegnatogli. I genitori, informati di ciò, gli inviano una lettera ricordandogli le sue origini e rammentandogli di recuperare la perla. Il giovane allora, come risvegliato, porta a termine la  missione e torna alla sua dimora dove, riavvolto in vesti splendenti, si appresta a raggiungere la corte del re dei re in compagnia del padre.

Inno alla Perla: il significato nascosto

Nell’interpretazione gnostica dell’Inno alla Perla il giovane principe è il Sè che dalla sua celestiale dimora viene inviato sulla Terra per recuperare quella parte della sua anima che, corrotta dalla materia, giace nel corpo di carne (le vesti locali), negli inferi. L’anima incarnata, sedotta dai piaceri della vita e corrotta da questo mondo di materia, si dimentica di essere parte del Tutto, del Divino, fino a quando non viene sollecitata (la lettera dei genitori). Qua sta il pensiero centrale della gnosi ovvero la presa di coscienza, la consapevolezza di ciò che si è e in cosa consiste il compito di ogni individuo e, solamente una volta compreso o, meglio, ricordato tutto ciò, il Sè (il giovane) può andare alla ricerca della perla e fare così ritorno alla Casa del Padre.

Le analogie con la filosofia indiana

Sono evidenti i parallelismi con la filosofia induista: il Sè, il giovane principe, che ha il compito di recuperare la perla, la scintilla divina, per ritornare alla Dimora Celeste viene correlato all’individuo che deve riscoprire la propria identificazione tra l’Atman, l’anima individuale e il Brahman, la Casa del Padre.

Prometheus

 

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