L’Inferno nelle tradizioni religiose. Ciò che sappiamo non viene dalla Bibbia

Inferno

L’Inferno, secondo la tradizione religiosa cristiana, è un luogo di dannazione eterna, colmo di fuoco e abitato da schiere di demoni il cui compito è torturare le anime dei dannati ed infliggere loro pene crudeli per l’Eternità. Migliaia di anni prima della elaborazioni teologiche della Chiesa, il concetto di Inferno ed Inferi era assai differente. Per Greci, Scandinavi, Egizi, Indiani ed Ebrei tutto ciò aveva una connotazione diversa dalla nostra immaginazione. 

L’Inferno nell’antichità

Dopo aver parlato, in precedenti articoli, delle figure di Satana (LINK1) e Lucifero (LINK2), eccoci ora a discutere sul concetto di Inferi, la dimora dei dannati.

Inferno, dal latino infernus, era un aggettivo intensivo di inferus, che stava ad indicare un luogo collocato in basso. Non ci troviamo, dunque, d’innanzi ad un luogo di supplizi e sofferenze ma, solamente alla direzione verso il mondo dei morti. Fu solo in epoca successiva, per mano dei Maccabei, che l’oltretomba acquisirà il significato di luogo di punizione così come lo conosciamo oggi.

L’Ade ed il Tartaro: l’Inferno greco

Per gli antichi Greci, l’Ade era il luogo delle ombre in cui soggiornavano le anime dei defunti. Non bisogna considerarlo come la dimora della dannazione terna dal momento che da questo luogo l’anima del defunto poteva fare poi ritorno sulla Terra, prendendo possesso di un altro corpo. E’ risaputo che i Greci credevano nella dottrina della Metempsicosi o trasmigrazione delle anime. L’Ade era suddiviso in varie regioni che andavano dal Tartaro ai Campi Elisi.

Inferno

Il Tartaro era il luogo nel quale vi furono precipitati i Titani dopo la loro ribellione contro gli Dei dell’Olimpo. Lo stesso concetto lo ritroviamo nell’Inferno cristiano dove, secondo la tradizione cattolica, vi sono gli Angeli ribelli cacciati dal cielo. Su tale argomento si è già accennato nell’articolo dedicato a Satana (LINK).

Omero, nell’Iliade, descrive il Tartaro come un luogo freddo ed umido in cui regnano le tenebre. Circondato da alte mura che non permettevano l’ingresso alla luce del Sole, il Tartaro era quindi una sorta di prigione per coloro che si ribellarono alle divinità dell’Olimpo, prima a Crono (i Giganti) e poi Zeus (i Titani).

L’Amenti, l’Inferno egizio

InfernoL’Amenti era la dimora del Dio Ammon ma, anche, il regno di Osiride suddiviso in quattordici parti, ognuna delle quali era a se stante. Oltre alla famosa Aula del Giudizio, il cosiddetto tribunale divino, vi era anche il Kerneter, una sorta di luogo delle ombre, assai simile all’Ade greco. L’Amenti, a differenza dell’Inferno cristiano, aveva anche una sua parte di beatitudine simile al Devachan degli orientali, un una sorta di Purgatorio da cui le anime potevano tornare sulla terra. infatti, una delle caratteristiche dell’Inferno egizio era quella di avere due porte: una di ingresso, che veniva attraversata al momento della morte, ed una di uscita che veniva varcata al momento della Reincarnazione. L’Amenti non era quindi un luogo di perdizione.

Gehenna e Sheol: l’Inferno nell’Ebraismo

InfernoNella concezione ebraica, gli inferi assumono una connotazione diversa rispetto a quella cristiana o degli altri popoli. Innanzi tutto bisogna distinguere tra Gehenna e Sheol. Il primo termine era una valle vicina a Gerusalemme in cui il Re Acar costruì un tempio sacro al dio Moloch dove gli Ebrei immolavano i propri figli gettandoli nel fuoco. In seguito, il luogo venne designato come discarica di rifiuti (una sorta di inceneritore ante litteram) e come fornace per disfarsi dei cadaveri dei delinquenti. Questo luogo di fiamme venne preso come modello dai Padri della Chiesa per creare l’Inferno cristiano.

Lo Sheol aveva una connotazione simile all’Ade in quanto rappresentava la dimora dei defunti, i quali potevano essere evocati. Dallo Sheol le anime dei morti potevano fare ritorno sulla Terra attraverso il Gilgul o Gilguleem, il ciclo delle rinascite.

Niflheim, l’Inferno scandinavo

InfernoNella tradizione nordica, l’Inferno, la Grande Voragine, non è un luogo di fiamme bensì un posto freddo pieno di ghiacci e nebbie perenni. Molto probabilmente questa raffigurazione simbolica venne designata ad immagine dei gelidi climi tipici del Nord Europa. Per i Vichinghi non era certo semplice vivere in condizioni climatiche simili, la loro vita era un vero…Inferno!

Questo luogo era la dimora di Hela, la Regina degli Inferi, da cui deriva il nome dell’Inferno nelle lingue anglosassoni (Hell). Niflheim era il luogo dell’inattività, nel quale le anime dei defunti vivevano un lungo periodo di stato di incoscienza intesa come vita passiva, non cosciente.

Patala, l’Inferno indiano

Nella connotazione induista, vi sono regioni superiori, loka, ed inferiori, talas. Patala è l’abisso, il luogo più profondo, la parte più bassa delle regioni inferiori. Non bisogna considerare il tutto con una identificazione fisica in quanto i talas ed i loka assumono un significato diverso rispetto alle altre tradizioni religiose. essi sono stati di coscienza nei quali può regnare l’aspetto materiale come nei talas o quello spirituale come nei loka. Secondo questa visione, è l’uomo stesso a creasi Inferno e Paradiso in base a chi o cosa rivolge la propria mente. Da un altro punto di vista, Patala si contrappone al Monte Meru, luogo in cui nacque il dio Mithra.

L’Inferno dantesco

InfernoI maggiori luoghi comuni che abbiamo dell’Inferno non ci vengono, dunque, dalla Bibbia bensì da opere come la Divina Commedia di Dante o Paradiso Perduto di John Milton. Nell’Antico Testamento non vi sono gironi di dannazione né, tanto meno, diavoli che perseguitano le anime dei defunti. Grazie alle suddette opere, quindi, nell’immaginario collettivo, siamo abituati sin da bambini a credere in qualcosa che non è descritto nella Bibbia. Demoni, gironi, supplizi e quant’altro sono il frutto della fantasia di Dante o di Milton.

Conclusione

Dopo aver analizzato la diversa concezione di Inferno nelle principali tradizioni religiose, non resta che aggiungere che l’Inferno cristiano è un luogo immaginario creato dalla fantasia dei Padri della Chiesa in base alle precedenti dottrine religiose dell’Antichità e a grandi lavori letterari come quelli dei due poeti precedentemente citati.


Prometheus

Articoli relativi

L’invenzione della figura di Satana da parte... Satana è per antonomasia la personificazione del Maligno. Egli, con le sue azioni ingannatorie e malevole, si contrappone a quelle amorevoli di Dio ...
Lucifero e la sua successiva demonizzazione da par... Lucifero, l'Angelo più bello che si ribellò a Dio e da questi venne scacciato dal Cielo. Quante volte abbiamo sentito questo racconto sin da bambini...