Induismo: un monoteismo mascherato da politeismo

induismo

L’Induismo è un sistema filosofico-religioso indiano che costituisce il sincretismo religioso con le due precedenti religioni dell’india: il Vedismo, dal nome dei libri sacri, i Veda, ed il Brahmanesimo, dal nome della casta sacerdotale, i brahmani talvolta chiamati anche brahmini.

Induismo: concetti generali

L’Induismo viene identificato come una religione politeista visto l’elevato numero di divinità (adorate dai fedeli attraverso sacrifici ed offerte votive) tra cui le principali sono senza dubbio quelle costituite dalla Trimurti: Brahma, il Creatore, Vishnu, il Conservatore e Shiva, il Distruttore.

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Considerare però l’Induismo come una religione politeista è un’idea alquanto errata dal momento che vi sono sì diverse divinità ma l’Unico Vero dio è l’Assoluto, il Brahman:

induismo“Conosce la verità chi conosce questo Dio come Uno. Né secondo, né terzo, né quarto Egli è chiamato; né quinto, né sesto, né settimo Egli è chiamato; né ottavo, né nono, né decimo Egli è chiamato; Egli sopravvive a tutto ciò che respira e non respira; egli possiede il potere supremo. Egli è Uno, Uno solo, in Lui tutti i poteri divini diventano Uno soltanto.” (Atharva Veda)

Karma e Reincarnazione

L’idea cardine dell’Induismo è la Reincarnazione ovvero il trasmigrare dell’anima dopo la morte da un corpo all’altro che, a seconda del comportamento tenuto e delle azioni compiute nelle vite precedenti, vedrà l’anima punita o premiata secondo l’ineffabile legge del Karma. Per spezzare questo ciclo delle rinascite l’uomo deve ottenere la liberazione, moksha, arrivando così ad identificare il proprio Sè individuale, l’Atman, con il Brahman, il Dio Inconoscibile ed Immanifesto che rappresenta l’Unica Vera Realtà (vedi QUA).

Origini storiche dell’Induismo

cartaLe origini storiche dell’Induismo rappresentano un vero problema e rompicapo per studiosi ed archeologi e vengono generalmente attestate attorno al 1.500 a.C. mentre secondo alcuni addetti ai lavori la nascita delle prime civiltà della Valle dell’Indo sarebbero databili addirittura al 6.000 a.C. e tali teorie sarebbero suffragate oltre che dal ritrovamento di reperti archeologici, anche dall’enorme mole della letteratura sacra indiana, i Veda in particolare.

Come detto poc’anzi l’Induismo è la lunga trasformazione delle religioni della Valle dell’Indo, in particolare Vedismo e Brahamanesimo, dalle remote origini sino ai nostri giorni. Quindi potremmo riassumere sinteticamente le varie fasi di sviluppo:

  1. la fase vedica
  2. la fase brahmanica
  3. la fase induista

La fase vedica

La fase vedica: 1.500 a.C. – 900 a.C. E’ caratterizzata dal culto verso un elevato numero di divinità tra cui le più potenti sono quelle che costituiscono la cosiddetta Trimurti vedica: Agni, Indra e Varuna.

Il periodo vedico (dai nomi dei quattro Veda: Rig Veda – Veda degli Inni, Sama Veda – Veda delle Melodie, Yajur Veda – Veda delle formule sacrificali ed Atharva Veda – Veda delle formule magiche), si suddivide a sua volta nella fase dei Samhita (Inni sacri), dei Brahmana (composizioni sacerdotali) e delle Upanishad (trattati dall’alto contenuto filosofico).

La fase brahmanica

La fase brahmanica: 900 a.C. – 400 a.C. In questa fase le divinità vediche perdono importanza a favore del dio Creatore Prajapati (altro nome di Brahma) e, per la prima volta, l’Assoluto viene denominato Brahman e non più Sat a differenza del termine con il quale era conosciuto nel Veda.

L’ultima parte del periodo brahmanico corrisponde alla fase epica che arriva sino al III secolo d.C. in cui prendono vita i due grandi poemi epici della letteratura indiana: il Mahabharata, al cui interno occupa un posto di fondamentale importanza filosofica e spiritutale la Bhagavad Gita o Canto del Beato, ed il Ramayana.

casteNasce il sistema della caste, varna, assai rigido e senza via d’uscita: i brahmani – la casta sacerdotale, gli kshatriya – i guerrieri, i vaishya  – i produttori, gli shudra – i servi ed infine i parìa o fuori casta, gli intoccabili. Gli appartenenti ad una casta resteranno sempre a quel livello e così i loro discendenti a meno che essi non seguiranno un retto modo di vivere per sperare così nell’incarnazione in un membro di una casta superiore in una vita successiva. Ovviamente la casta sacerdotale o brahamnica è quella più elevata e più importante seguita da quella dei guerrieri anche se, a detta di alcuni testi, la casta principale sarebbe proprio quella guerriera, i cosiddetti Re-Sacerdoti dell’Antichità citati in diverse culture del passato.

Durante questa fase acquisisce fondamentale importanza il rapporto con l’Assoluto, la ricerca interiore di sè stessi e la contemplazione filosofico-spirituale.

La fase induista

Il terzo periodo è forse quello più vicino a noi ed è suddivisibile in varie fasi:

  • una prima fase che arriva fino all’VIII secolo d.C. contraddistinta dalla nascita dei Darshana, i sei grandi sistemi filosofici indiani e la nascita di alcuni grandi Maestri, tra tutti ricordiamo Adi Shankara colui che ha sviluppato il sistema filosofico denominato Advaita Vedanta
  • una seconda fase che va dal 700 d.C. e si protrae sino al XV secolo contraddistinta da una forte dose di misticimo, teologia e spiritualità
  • una terza fase che arriva alla nostra epoca caratterizzata da una forte connotazione popolare dell’Induismo così come la conosciamo noi oggi, contraddistinta da uno spiccato e, come detto in precedenza, solo apparente, politetismo

Il Dharma o Legge Eterna

153207_5DQKGVf8Il termine Induismo non è però corretto in quanto chi segue questa dottrina preferisce il termine Sanatana Dharma ovvero le eterne leggi divine non rivelate da nessun profeta che insegnano tutto ciò che è possibile rivelare sull’Universo e sull’Assoluto.

Il termine Dharma non trova corrispettivi nelle lingue occidentali ma comunque lo si può tradurre con legge, giustizia e dovere morale. È la legge eterna ed universale che costituisce tutto ciò che l’uomo deve seguire a livello etico, morale, filosofico e spirituale.

Secondo l’Induismo l’uomo deve perseguire quattro determinati scopi: Artha – il benessere, Dharma – la legge morale, Kama – il piacere sessuale e  Moksha – la liberazione dal ciclo delle rinascite.

Conclusione I PARTE

Si può senza dubbio affermare che l’Induismo non è quindi una religione unica frutto della rivelazione di una sola persona, di un solo profeta ma rappresenta l’evoluzione di millenni di storia passati attraverso le esperienze spirituali dei grandi Maestri e dei veggenti, i Rishi, redatte in forma scritta e discusse successivamente nelle scuole filosofiche.

II PARTE

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