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L’esicasmo o preghiera del cuore: lo Yoga cristiano

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L’Esicasmo è un sistema spirituale cristiano di orientamento essenzialmente contemplativo che ricerca la perfezione dell’uomo nell’unione con Dio tramite la preghiera incessante. (Enciclopedia Treccani)

IL METODO DELLA PREGHIERA ESICASTA

  1. Introduzione al metodo
  2. Come iniziare
  3. Il metodo

Ci riteniamo in dovere di esporre, a questo punto, nella misura delle nostre modeste conoscenze e della nostra esperienza limitata, l’insegnamento dei santi Padri sul modo di coltivare “con arte” la preghiera di Gesù. Indicheremo chiaramente quale è il modo di praticare la preghiera e quale forma della preghiera della mente e del cuore siano alla portata di tutti i cristiani senza eccezione, ivi compresi i principianti, e quale forma sia invece riservata a quanti per la benevolenza e grazia di Dio hanno fatto progressi su questa via.

1) INTRODUZIONE AL METODO

Metodo di Giovanni Climaco.

LestvichnikSenza alcun dubbio, fra tutti i metodi il primo posto spetta a quello raccomandato da Giovanni Climaco. Tale metodo, infatti, è particolarmente pratico e non presenta alcun pericolo: è necessario e addirittura indispensabile per l’efficacia della preghiera; esso è alla portata di tutti i cristiani che vivono con pietà e cercano la salvezza, siano essi monaci o laici. Giovanni Climaco, grande guida dei monaci, parla di tale metodo in due punti della sua Scala che conduce dalla terra al cielo: nel gradino che tratta dell’obbedienza e in quello sulla preghiera. Il fatto stesso che egli esponga il primo metodo nel capitolo consacrato alla dottrina riguardante l’obbedienza dei monaci cenobiti, mostra chiaramente che esso è concepito anche per i monaci. L’esposizione di tale metodo è poi ripresa nel lungo capitolo consacrato alla preghiera, dopo le istruzioni concernenti gli esicasti; è rivolta quindi anche ai monaci più avanzati nel cammino spirituale. Lo ripetiamo: il suo grande merito consiste nel fatto che esso dà piena soddisfazione evitando qualsiasi pericolo. “Rinchiudi il tuo pensiero nelle parole”.

Nel gradino sulla preghiera Giovanni Climaco dice: Sforzati di ricondurre o esattamente di rinchiudere il pensiero nella preghiera. Se, dato il suo stato d’infanzia, il tuo pensiero viene a mancare e si disperde, riconducilo. La mente tende all’instabilità. Ma colui che mette ordine in tutte le cose può darle stabilità. Se tu perseveri in questa attività e la custodisci costantemente, colui che stabilisce in te dei limiti al tuo mare verrà e le dirà durante la tua preghiera: “Fin qui giungerai e non oltre”(Gb 38.11).

Non è possibile legare lo spirito; ma là dove si trova il creatore di tale spirito, tutto si sottomette a lui”. La fase iniziale della preghiera consiste nel respingere i pensieri fin dal loro nascere,  mediante la preghiera; la fase centrale si ha invece quando la mente rimane esclusivamente nelle parole pronunciate vocalmente o mentalmente; il coronamento, infine, è il rapimento della mente verso Dio. Nel gradino sull’obbedienza, Giovanni afferma: “Lotta costantemente con il tuo pensiero e fallo ritornare a te ogni volta che prende il volo. Dio non esige dai novizi una preghiera totalmente libera dalle distrazioni; non affliggerti se derubato, ma resisti e fai costantemente ritornare la mente verso di te. Pregare con attenzione. Il metodo esposto qui consiste nel pregare con attenzione, sia che lo si faccia vocalmente che mentalmente. Quando si prega con attenzione, il cuore non può estraniarsi, come ha detto Marco l’Asceta: “La mente che prega senza distrazione rende il cuore contrito”. Così, dunque, colui che prega secondo il metodo esposto da Giovanni Climaco pregherà con le labbra, con la mente e con il cuore; e chi avrà progredito in questo modo di pregare possiederà la preghiera della mente  e del cuore e attirerà su di sé la grazia divina, come si può vedere dalle parole del grande maestro dei monaci. Che desiderare di più? Nulla, certamente.

Quando si pratica la preghiera di Gesù in questo modo, in quale illusione si potrebbe incorrere? Si rischia solo una cosa: lasciarsi trascinare nelle distrazioni. Ma questo è un difetto che appare chiaramente: è inevitabile nei principianti, ma lo si può immediatamente correggere facendo ritornare il pensiero alle parole della preghiera. Infine può essere completamente eliminato, grazie a alla misericordia e all’aiuto di Dio, e al prezzo di un costante sforzo ascetico.

Come Giovanni Climaco parla della preghiera del cuore.

Certuni si chiederanno forse se un Padre tanto illustre e vissuto in un’epoca in cui l’orazione mentale era fiorente non abbia detto niente della preghiera compiuta dalla mente nel cuore. Ne parla sì ma in un modo così velato che soltanto coloro che conoscono per esperienza tale preghiera possono comprendere di che cosa si tratti. Il santo ha agito così in quanto guidato da quella sapienza spirituale con cui tutto il suo libro è stato scritto. Dopo aver esposto a riguardo della preghiera l’insegnamento più sicuro possibile e che può condurre chi lo pratica a uno stato di grazia, Climaco si espresse in modo allegorico su ciò che si compie quando la grazia viene a coronare la fatica della preghiera. “Una cosa”, dice, “è volgersi frequentemente verso il proprio cuore [….], pregare con attenzione, con la partecipazione del cuore; altra cosa è, però,  discendere con la mente nel tempio del proprio cuore e offrirvi una preghiera mistica piena della forza e della grazia di Dio: la seconda tuttavia procede dalla prima. L’attenzione della mente durante la preghiera attira la  partecipazione del cuore; quando l’attenzione aumenta, la partecipazione Del cuore alla mente si trasforma in unione del cuore con la mente; quando infine si opera la ‘fusione dell’attenzione e della preghiera, la mente discende nel cuore per compiervi il vastissimo servizio sacro dell’orazione. Tutto ciò si realizza sotto la direzione della grazia di Dio, secondo il suo beneplacito e il suo giudizio.

Ricercare  il secondo stato prima d’aver realizzato il primo è non soltanto inutile, ma può anche causare grossi danni. Per salvaguardare il lettore da un tale rischio, il mistero della preghiera, in questo libro destinato all’uso comune dei monaci, viene protetto contro la curiosità  e la leggerezza di spirito. In  quei tempi benedetti, in cui numerosissimi ricettacoli  della grazia, si poteva ricorrere ai loro consigli ogniqualvolta le circostanze lo richiedessero.

SECONDA PARTE

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