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L’Equinozio di Primavera: il risveglio della Natura ed il ritorno alla vita

equinozio di primavera

L’Equinozio di Primavera è una delle fasi più importanti dell’anno e già nelle antiche culture in questo giorno si celebravano particolari riti e liturgie per sancirne la sacralità in quanto nell’antichità gli eventi astronomici rivestivano una particolare importanza anche da un punto di vista spirituale e religioso.

L’Equinozio di Primavera visto dalla parte astronomica…

Equinozio, dal latino aequinoctium, notte uguale al giorno, perchè in quei due precisi momenti dell’anno il giorno e la notte hanno all’incirca la stessa durata. Tutto ciò avviene quando il Sole si trova perpendicolare all’asse di rivoluzione terrestre: l’Equinozio di marzo segna l’arrivo della Primavera mentre quello di settembre il sopraggiungere dell’Autunno. E’ comunemente creduto che il giorno dell’Equinozio di Primavera cada il 21 marzo ma tale considerazione è erronea in quanto la data esatta è il 20 marzo e, negli ultimi anni, solo nel 2003 e nel 2007 l’Equinozio è caduto il 21 marzo e ciò non accadrà più fino al 2102.

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Nei giorni degli Equinozi il Sole sorge quasi esattamente ad Oriente e tramonta quasi esattamente ad Occidente. Ovviamente mentre nell’emisfero boreale (il nostro) l’Equinozio di marzo coincide con quello primaverile e quello di settembre con quello autunnale, nell’emisfero australe le cose si invertono. Una curiosità interessante: durante queste giornate il Sole si trova allo Zenith e i suoi raggi sono perpendicolari quindi chi vive all’Equatore non vedrà la propria ombra proiettata (lo stesso fenomeno si verifica ai Tropici durante i Solstizi).

…e da quella esoterica

Sin dall’antichità la celebrazione degli Equinozi e dei Solstizi rivestiva un’importanza fondamentale da un punto di vista astronomico ma soprattutto religioso e spirituale in quanto si riteneva che durante questi precisi momenti dell’anno si potesse aprire una porta per l’aldilà, una sorta di varco spazio-temporale attraverso cui si poteva entrare in contatto con gli dei e con gli spiriti degli antenati.

L’Equinozio di Primavera nelle religioni del passato

Pare che la più antica celebrazione dell’Equinozio di Primavera sia la festa egizia di Sham El Nessim, la festa dell’agricoltura, celebrata per la prima volta attorno al 2.700 a.C durante la III Dinastia.

Anche in Mesopotamia nello stesso periodo dell’anno veniva celebrata una festa in onore del dio Marduk il cui simbolo era l’ariete perché, astrologicamente parlando, durante l’Equinozio di Primavera il Sole entra nell’Ariete per la Precessione degli Equinozi.

Nella Persia di Zoroastro veniva celebrato il festival di Naw Ruz (nuovo giorno), visto come giorno di rinnovamento e speranza le cui celebrazioni duravano una decina di giorni.

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Nei Paesi del Nord Europa sotto l’influenza celtica e druidica, veniva celebrata la dea Eostre da cui i nomi della Pasqua in tedesco, Oster, e inglese, Easter. Ben poco si sa su tale divinità, probabilmente era la trasposizione della dea Ishtar-Inanna, divinità mesopotamica dell’amore adorata dai Sumeri prima e dagli Assiro-Babilonesi poi.

Nella Grecia classica i riti misterici venivano celebrati in due precisi momenti dell’anno: durante l’Equinozio di Primavera (tra il 19 e il 21 marzo), in cui venivano officiati i Piccoli Misteri i quali avevano una funzione preparatoria ai Grandi Misteri celebrati durante l’Equinozio d’Autunno (dal 16 al 25 settembre).

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Con l’avvento del Cristianesimo tali ancestrali riti pagani non sono andati perduti in quanto sostituiti dalle festività pasquali; difatti la Pasqua cristiana (nulla a che vedere con la Pasqua ebraica, il Pesach) cade la prima domenica successiva al primo plenilunio del nuovo anno solare ed è per questo motivo che la Pasqua non cadrà mia prima del 21 marzo e mai dopo il 25 aprile (cercare sul calendario per credere).

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Gli effetti sull’uomo

L’antico detto ermetico “come in alto così è in basso e come in basso così è in alto” mai è stato appropriato come in questo caso dal momento che così come la natura che in Autunno lentamente si assopisce per entrare in letargo durante l’Inverno e risvegliarsi successivamente in Primavera per esplodere in Estate, anche l’uomo è soggetto alle stesse variazioni dal momento che l’epifisi, o ghiandola pineale, secerne melatonina in maniera inversamente proporzionale alla luce solare che riceve. Durante le fredde e buie giornate infatti invernali l’epifisi secerne molta melatonica che, inibendo la quantità  di  serotonina  nel  cervello, ci porta uno stato di torpore e sonnolenza. Al  contrario, quando i giorni si allungano ed il nostro organismo assorbe maggiori quantità di raggi solari, l’epifisi secerne una quantità ridotta di melatonina e, quindi, l’aumento di serotonina ci provoca la tipica euforia primaverile con annesso il risveglio dell’attività sessuale.

Conclusione

Ai nostri giorni siamo oramai abituati a considerare gli eventi astronomici da un mero punto di vista scientifico senza più alcuna connessione religiosa o spirituale. Molto probabilmente ci stiamo perdendo qualcosa che non sappiamo nemmeno noi, il nostro livello di spiritualità si è abbassato all’inverosimile per non dire azzerato ma, in compenso, siamo diventati molto materialistici.

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