Gli Editti cristiani contro i Pagani e la violenta vittoria del Cristianesimo

Editti cristiani contro i Pagani

Nel corso della storia, furono molti gli Editti cristiani contro i Pagani. Per mano di Costantino prima e di Teodosio poi, dal 311 al 392 vennero emessi una serie di decreti per perseguitare i Pagani e concedere sempre più diritti ai Cristiani fino ad ufficializzare il Cristianesimo come religione di Stato dell’Impero Romano.

Gli Editti cristiani: Nicomedia 311 d.C.

Il primo degli Editti cristiani contro i Pagani, detti anche sprezzantemente Gentili, fu emanato il 30 aprile del 311 d.C., a Nicomedia, una antica città dell’Anatolia, l’odierna Turchia. Se questo proclama non è propriamente rivolto contro coloro che non praticano la religione cristiana, venne comunque emanato per favorire i seguaci del Cristianesimo facilitandone la libertà di culto e la riedificazione delle chiese.

Milano 313 d.C.

Tra gli Editti cristiani contro i Pagani, uno dei più celebri, indubbiamente, è quello di Milano del 313 d.C. con in quale il Cristianesimo ottiene la piena e totale libertà di culto. L’imperatore Costantino commentò così questo editto:

“…Quando noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano e discutemmo di tutto ciò che attiene al bene pubblico e alla pubblica sicurezza, questo era quello che ci sembrava di maggior giovamento alla popolazione, soprattutto che si dovessero regolare le cose concernenti il culto della divinità, e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita, affinché qualsivoglia sia la divinità celeste possa esser benevola e propizia  nei nostri confronti e in quelli di tutti i nostri sudditi.

Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascheduno reputi la più adatta a se stesso. Così che la somma divinità, il cui culto osserviamo in piena libertà, possa darci completamente il suo favore e la sua benevolenza.

Perciò è opportuno che si sappia…, cosicché, abolite del tutto le precedenti disposizioni imperiali concernenti i cristiani, ora, invece, in assoluta tranquillità, tutti coloro che vogliano osservare la religione cristiana possano farlo senza alcun timore o pericolo di molestie…”.

In questo editto si ordinava la restituzione ai Cristiani dei beni confiscati, e il Cristianesimo veniva equiparato alle altre religioni.

Editti cristiani contro i Pagani

Teodosio e l’Editto di Tessalonica del 380 d.C.

Il 27 febbraio del 380 d.C. avviene, probabilmente, quella che potremmo definire supremazia cristiana per mano dell’Imperatore Teodosio. Con questo Editto, Teodosio ordina ai popoli a lui sottomessi di abbracciare il Cristianesimo e li invita a riconoscere come autorità supreme la figura del Papa, nella fattispecie Damaso, e quella del vescovo di Alessandria, Pietro.

L’Editto di Tessalonica ha una valenza soprattutto politica dal momento che Teodosio non può permettere che nell’Impero continuino ad accadere continui scontri tra Cristiani e Pagani. Tra gli Editti cristaini contro i Pagani, quello di Tessalonica è uno dei più determinati a sconfiggere il Paganesimo in quanto dichiara il Cristianesimo religione ufficiale dell’impero e proibisce tutti i culti pagani.

«Vogliamo che tutte le nazioni che sono sotto nostro dominio, grazie alla nostra carità, rimangano fedeli a questa religione, che è stata trasmessa da Dio a Pietro apostolo, e che egli ha trasmesso personalmente ai Romani, e che ovviamente (questa religione) è mantenuta dal Papa Damaso e da Pietro, vescovo di Alessandria, persona con la santità apostolica; cioè dobbiamo credere conformemente con l’insegnamento apostolico e del Vangelo nell’unità della natura divina di Padre, Figlio e Spirito Santo, che sono uguali nella maestà e nella Santa Trinità. Ordiniamo che il nome di Cristiani Cattolici avranno coloro i quali non violino le affermazioni di questa legge. Gli altri li consideriamo come persone senza intelletto e ordiniamo di condannarli alla pena dell’infamia come eretici, e alle loro riunioni non attribuiremo il nome di chiesa; costoro devono essere condannati dalla vendetta divina prima, e poi dalle nostre pene, alle quali siamo stati autorizzati dal Giudice Celeste.»

Il decreto del febbraio 391 d.C.

Il 24 febbraio del 391 d.C. Teodosio emise un altro provvedimento legislativo  contro il Paganesimo chiamato “Nemo se hostiis polluat“, in cui:

  • veniva stabilita la messa al bando di qualsiasi sacrificio rituale, pubblico o privato;
  • veniva vietato l’accesso ai santuari ed ai templi pagani;
  • era considerata proibita l’apostasia dal Cristianesimo.

Il decreto del 16 giugno 391

Se con il proclama di febbraio veniva data una sferzata al Paganesimo, con il decreto del 16 giugno del 391 d.C., emanato ad Aquileia, si estendevano le disposizioni precedenti anche all’Egitto e, ovviamente ad Alessandria, città che godeva di speciali privilegi relativi ai culti locali.

Il terzo editto del 391

Editti cristiani contro i Pagani

Il sacro fuoco di Vesta

Potremmo definire il 391 d.C. un’anno “d’oro” per la promulgazione di Editti cristiani contro i Pagani. Infatti, con il terzo editto, la persecuzione s’intensificò e iniziò la distruzione dei templi pagani, tra cui quello di Serapide ad Alessandria d’Egitto per mano del vescovo Teofilo. Analoghe distruzioni avvennero anche a Petra, Areopoli, Canopo, Eliopoli, Gaza e in molti altri luoghi.

Fu spento anche il sacro fuoco eterno custodito dalle Vestali nel Tempio di Vesta nel Foro Romano e l’ordine delle Vestali venne sciolto. Il vaticinio e la stregoneria venivano punite severamente.

La vittoria definitiva del Cristianesimo e l’Editto del 392 d.C.

Nel 392 d.C. a Costantinopoli, Teodosio proclamò il quarto proclama che possiamo definire il peggiore tra gli Editti cristiani contro i Pagani. Con questo documento si stabiliva:

  • la pena di morte per chi compiva sacrifici rituali e officiava pratiche divinatorie
  • la confisca delle abitazioni dove si svolgevano tali riti
  • il divieto di altari, offerte votive, torce, divinità domestiche del focolare, corone e ghirlande, fasce sugli alberi, ecc.

Nel 393 d.C., l’Imperatore Teodosio vietò anche i Giochi Olimpici vedendoli come una festa pagana, ponendo così fine ad una tradizione millenaria che venne ripresa solo nel 1896, più di 1500 anni dopo!

Leggi anche: Omicidi e devastazioni dei Cristiani contro i Pagani

Conclusione

Non bisogna pensare che il Cristianesimo, durante secoli di storia, non abbia avuto momenti feroci e persecutori nei confronti delle altre religioni. Con una serie di Editti promulgati contro il Paganesimo, si pose fine ad una millenaria storia in nome di un culto sincretico che allontanava, ed allontana, i fedeli dalla natura ma, soprattutto da se stessi. Gli Editti cristiani contro i Pagani furono dei veri e propri atti persecutori nei confronti di chi non voleva abbracciare questo nuovo culto, divenuto successivamente religione dell’Impero.

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