La possibile localizzazione dell’Eden. Dove si trovava il Paradiso Terrestre?

Eden

Dove si trovava il famoso Eden, quel Paradiso Terrestre in cui vivevano felici e beati Adamo ed Eva? Dalle indicazioni forniteci dalla Bibbia o, meglio. dal Libro della Genesi, sembrerebbe si trovasse ad Oriente rispetto ai luoghi dove si svolsero le vicende bibliche.

Il leggendario Eden

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a Oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’Albero della Vita in mezzo al giardino e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c’è l’oro e l’oro di quella terra è fine; qui c’è anche la resina odorosa e la pietra d’onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate. GENESI 2, 8-17

La possibile localizzazione

EdenCome punti di riferimento certi e geograficamente attendibili abbiamo i fiumi Tigri ed Eufrate. Verrebbe quindi da pensare che l’Eden fosse in Mesopotamia. Secondo la teoria dell’archeologo Juris Zarins, il Pison sarebbe da identificare nel fiume Uhizun ed il Ghicon nell’Aras. Siamo quindi ad ovest del Mar Caspio, in quella zona che si trova vicino ai laghi Urmia e Van, tra Armenia e Kurdistan. Secondo quanto affermato nella Genesi, il fiume che usciva dall’Eden generava altri quattro corsi d’acqua distinti. Se, a prima vista tutto ciò potrebbe sembrare assurdo, basti pensare che fino a 8.000 anni fa la zona del Golfo Persico era all’asciutto. Probabilmente questo fiume deve ora trovarsi in fondo al mare o, meglio, potrebbe essere un fiume sotterraneo.

Storia o leggenda?

EdenNon bisogna considerare come favole o racconti assurdi ciò che viene detto nei testi religiosi del passato. La geografia mondiale ha subito diversi cambiamenti, anche notevoli, nel corso dei millenni. In un precedente articolo in cui si era parlato della leggenda del Kashmir si era fatto accenno al fiume Sarasvati, considerato da sempre una leggenda per gli studiosi. Se non fosse che questo corso d’acqua è esistito realmente, così come affermava il Nilamata Purana.

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L’influenza sumera e babilonese nella Bibbia

Il popolo ebraico, essendo venuto a contatto con i Babilonesi, eredi a loro volta dei Sumeri, venne profondamente influenzato dalle tradizioni religiose di queste due culture. Molto di ciò che è scritto nella Bibbia è difatti una scopiazzatura della tavolette sumere. La stessa Cabala (LINK) è di origine babilonese, anche se sarebbe più opportuno dire caldea. I Caldei erano, infatti, i sommi sacerdoti di Babilonia, città in cui la magia assumeva un ruolo assai importante.

Lo stesso Abramo, patriarca indiscusso del popolo ebraico, secondo quanto viene detto nella Bibbia, proveniva da un luogo denominato Ur dei Caldei, quindi dalla Mesopotamia. E’ quindi assai plausibile che, a partire dalla remota India, lo stesso concetto sia stato tramandato attraverso Sumeri, Babilonesi, Persiani (Zoroastriani) ed Ebrei.

Eden

Il Paradiso nella tradizione sumera, babilonese, persiana ed ebraica

Il concetto di Paradiso Terrestre è ripreso dalla tradizione religiosa sumera e persiana. La stessa etimologia del termine “paradiso” viene dall’iranico pairidaeza, tradotto poi in greco paradeisos da cui l’italiano paradiso. L’etimologia di paraidaeza, di origine zoroastriana, fa pensare ad un luogo cintato, custodito, protetto. Non è un caso che in ebraico lo stesso concetto venga reso con Gan Eden, giardino recintato. Secondo quanto affermato da Arturo Graf nel suo libro “Miti, leggende e superstizioni del Medioevo“, l’origine di tutto sembrerebbe provenire dall’India:

“i libri sacri dell’India e il Mahabharata celebrano l’aureo monte Meru da cui sgorgano quattro fiumi, che si spandono poi verso le quattro plaghe del cielo e sulle cui giogaie eccelse olezza e risplende l’incomparabile paradiso […]. Gli Egizi, […], serbavano un lungo ricordo di una età felicissima, vissuta dagli uomini sotto la mite dominazione di Ra, l’antichissimo dio solare. Airyana vaegiah, che sorgeva sull’Hara-berezaiti degli iranici, fu un vero paradiso terrestre […]; e nell’Iran e nell’India, come in Egitto, durava il ricordo di una prima età felicissima. I cinesi coronarono il Kunlun di un paradiso, dove sono parecchi alberi meravigliosi e di onde sgorgano parecchi fiumi. Nelle tradizioni religiose degli Assiri e dei Caldei il mito appare con sembianze che non si possono non riconoscere come affatto simili a quelle del mito biblico. Greci e Latini favoleggiavano dell’età dell’oro […]. I quattro fiumi che scaturivano dall’Eden biblico lasciano congetturare che esso fosse un monte, così come lo erano il Meru indiano, l’Alburz iranico, l’Asgard norrena, il Kafarabico nonché l’Eden citato dal profeta Ezechiele nel Vecchio Testamento.” – Arturo Graf, Miti, leggende e superstizioni del Medioevo

Conclusione

Il mitico Eden era quindi un luogo reale o, piuttosto, un qualcosa di immaginario ripreso dalle diverse tradizioni religiose? Indiani, Persiani, Egizi, Sumeri, Babilonesi e Ebrei lo raccontano pressappoco allo stesso modo. Il ricordo di un tempo felice in cui gli uomini vivevano beati al fianco degli Dei è presente sia nella tradizione religiosa indiana sia in quella greca. Abbiamo quindi un progressivo e lento decadimento dell’umanità, passando da una mitica Età dell’Oro a quella triste del Ferro, dal Satya Yuga al Kali Yuga.

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Seguendo le parole di Origine, uno dei primi Padri della Chiesa, il quale sosteneva che non bisogna prendere alla lettera i testi biblici, conviene quindi considerare il tutto come una allegoria, comprensibile solo per pochi:

“Quale persona ragionevole supporrà che il primo, il secondo e il terzo giorno e la sera e il mattino esistessero senza il Sole, la Luna e le stelle? E che il primo giorno fosse, come era, anche senza cielo? E chi è così pazzo da pensare che Dio, come un giardiniere, piantasse il paradiso in Eden, verso Oriente, e vi piazzasse un albero della vita, visibile e toccabile, in un modo tale per cui chi assaggiava il suo frutto con denti materiali, ottenesse la vita? E ancora che uno distinguesse il bene e il male, masticando ciò che aveva colto sulla pianta? E, se si dice che Dio passeggiava la sera per il paradiso e che Adamo si nascondeva sotto un albero, io non credo che qualcuno possa mettere in dubbio che questi fatti indichino figurativamente dei misteri, mentre la vicenda ha avuto luogo in apparenza e non letteralmente.” ORIGENE, De Principiis IV, 16


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