Quando le donne venivano accusate di stregoneria ed arse al rogo

donne stregoneria

Prefazione: nel corso dei secoli moltissime donne vennero arse al rogo dalla Chiesa poichè accusate di stregoneria. Bastava una piccola diceria per finire nelle mani dell’Inquisizione la quale si avvaleva del celeberrimo Malleus Maleficarum, il Martello delle Streghe, una vera e propria guida su come torturare le persone.

Il “Malleus Maleficarum” una macabra testimonianza dal passato su come torturare e bruciare vive migliaia di donne innocenti.

Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo eretico. – Ezra Pound

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Osservare il passato può darci una diversa prospettiva del mondo in cui viviamo, anche se non sempre è piacevole ciò che apprendiamo della nostra civilissima e cristiana Europa, ma è solo guardando indietro che è possibile capire questo “presente”. Il nostro è un passato macchiato di sangue e orrori, un passato che ha relegato la donna ad un essere inferiore, un essere che bastava la supposizione di essere possedute dal demonio, ed ecco che ella perdeva ogni diritto. Le donne potevano essere ingannate, maltrattate, torturate ed uccise, trattate come nemiche disumane di Cristo e dell’umanità. Per circa tre secoli, sotto la benedizione del Papa, furono sterminati nove milioni di individui accusati di stregoneria, al 80% donne e bambine. E’ infatti nel continente europeo che l’uomo ha raggiunto il massimo livello di crudeltà nei confronti della donna;  ciò va sottolineato affinché nessuno possa cadere nell’errore di pensare che le radici culturali e religiose dell’Europa cristiana siano moralmente superiori a quelle di altre regioni del mondo.

Frontespizio di un’edizione del Malleus maleficarum risalente al 1669

Frontespizio di un’edizione del Malleus maleficarum risalente al 1669

Oggi si parla spesso di controllo mentale, pochi realizzano che quella che molti definiscono fantascienza, è purtroppo una triste verità e in pochissimi sanno che tale tecnica, oggi diventata una vera e propria scienza, ha origini molto antiche. L’uomo ha da sempre cercato la “chiave” d’accesso per il controllo di altri individui, per arrivare a comprendere quel grande mistero che è il cervello umano, è stato ed è ancora capace di sottoporre i soggetti alle peggiori barbarie, esperimenti di una tale sadismo che persino la lettura di quanto avvenuto è in grado di farci rabbrividire.Vittime per eccellenza nell’antichità di perversi e sadici esperimenti furono proprio le donne, vittime degli orrori che gli uomini sono capaci di commettere quando la ragione viene sostituita dall’idiozia e dagli istinti più bassi suggestionati dalla paura .
Il Tribunale della Santa Inquisizione nel 1487 ad opera di due monaci domenicani, Johann Sprenger ed Heinrich Kraemer, ideò un manuale investigativo, il Malleus Maleficarum (il martello delle streghe), che fu un vero “capolavoro” su come realizzare un ingiusto-processo. Tale manuale fu il primo “libretto di istruzioni” su come estorcere delle confessioni, accusare, torturare e bruciare vive centinaia di migliaia di donne innocenti, era il primo gradino “primitivo” verso il controllo mentale.

La Ruota: Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

La Ruota: Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

Il Malleus si apre con una frase parentoria: affermare l’esistenza degli stregoni è cattolico, mentre asserire ostinatamente l’opposto è un’eresia. Anche se il Malleus si sofferma indifferentemente su uomini e donne che” hanno stretto un patto con il diavolo ” è contro quest’ultime che si concentra maggiormente l’attenzione dei due inquisitori. Il manuale veniva utilizzato per la scoperta e la punizione delle streghe e contiene una teoria completa sulla stregoneria che, millantando analisi scientifica, è stato di una terrificante stupidità. Per tre secoli questo libro comparve sul seggio di tutti i giudici e sul tavolo di tutti i magistrati.
Un intero capitolo, la Quaestio VI è dedicato interamente alle streghe, specificando i motivi per cui le “femmine” sono più superstiziose. Le ragioni addotte non sono di ordine logico, ma sono più che altro sentenze ricavate dal Vecchi Testamento, dagli scritti latini e dagli scritti dei Padri della Chiesa.
Es. ” Qualsiasi malizia è piccola di fronte alla malizia delle donne “. ( Ecclesiaste 25,15-16,19) o ” Quando piange una femmina sta pensando al modo per imbrogliare un uomo ( Catone)
e ancora ” Tre sono le cose insaziabili, e ce n’è una quarta che non dice mai basta : la bocca della vulva” ( Proverbi 30,16 ) insomma partendo da questi presupposti, i due inquisitori arrivarono a sostenere che la diffusione della stregoneria era causata dalle donne, in quanto era proprio grazie a loro che gli uomini venivano esposti alle lusinghe che facevano leva sul desiderio carnale.
Poi c’erano una serie di postulati indimostrabili utili per costruire un castello accusatorio processuale, tipo: “il demonio esiste”. Come fai a dimostrare che esiste ciò che non esiste? Le “prove” erano numerose, la prima, la più astuta e pericolosa era di tipo teorico, ricavato dalla combinazione tra pensiero e linguaggio. Se confessi sei colpevole e se non confessi è chiara la tua colpevolezza perché solo così pensi di poter sfuggire alla “giustizia”!

Questa logica binaria o sei colpevole o sei colpevole, era ferrea e colpiva ogni accusato di stregoneria: se il reo “confessava” era dichiarato colpevole di stregoneria, se invece “non confessava” erano considerato eretico, e poi arso sul rogo. Gira e rigira era sempre colpevole. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati appena accusate, prima del giudizio, poiché nessuna veniva assolta. Dal 1257 al 1816 l’Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura. Non sfuggiva nessuno.Tale regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione del papa. Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato .

Il cavalletto: l’indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far penetrare la punta, o lo spigolo direttamente nelle carni e squassando in modo spesso permanente, gli organi genitali. Quasi sempre poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati dei bracieri o delle fiaccole accese sotto ai piedi.

Il cavalletto: l’indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far penetrare la punta, o lo spigolo direttamente nelle carni e squassando in modo spesso permanente, gli organi genitali. Quasi sempre poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati dei bracieri o delle fiaccole accese sotto ai piedi.

Nel Malleus si affermava che le malattie sconosciute o incurabili erano imputabili al diavolo e quindi alla stregoneria. Si aggiungeva, che la lussuria sfrenata, insaziabile nelle donne, era la causa della stregoneria e che soprattutto tre erano i vizi delle donne malvagie: l’infedeltà, l’ambizione e la lussuria. Quindi le donne che più volevano soddisfare i loro desideri lussuriosi erano le più infette e le più dedite alla stregoneria. Le donne accusate di stregoneria, quando venivano processate, infierivano su se stesse, raccontando le loro azioni fin nei più piccoli particolari e, spesso, denunciando la loro coabitazione col diavolo: ovviamente queste donne erano le più soggette a gravi disturbi emotivi. Il Malleus contiene descrizioni orgiastiche di tipo sessuale di ogni genere, che si consumavano fra i demoni e le loro ospiti umane. Alle donne processate venivano imposte delle pratiche inverosimili, come l’obbligo di radere i peli del pube, onde evitare possibili nascondigli per il diavolo. Inutile dire che la maggior parte delle vittime di questo gioco diabolico era costituita da malate di spirito, le persone più vulnerabili e indifese, ed è triste sottolineare che tutto ciò decretò, all’epoca, la morte sul rogo di centinaia di migliaia di donne e persino di bambine.

Ordalia Del Fuoco: Prima di iniziare l’ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e l’accusata doveva sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e prendere i sacramenti. Dopodiché veniva sottopostia all’ordalìa: doveva trasportare un pezzo di ferro rovente per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile da un minimo di circa mezzo chilo fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano coperte e dopo tre giorni un giudice controllava se l’accusata era colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate era colpevole, altrimenti era innocente.

Ordalia Del Fuoco: Prima di iniziare l’ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e l’accusata doveva sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e prendere i sacramenti. Dopodiché veniva sottopostia all’ordalìa: doveva trasportare un pezzo di ferro rovente per una certa distanza. Il peso di questo peso era variabile da un minimo di circa mezzo chilo fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite venivano coperte e dopo tre giorni un giudice controllava se l’accusata era colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate era colpevole, altrimenti era innocente.

Gli autori del Martello delle Streghe stabilirono il principio fondamentale secondo cui una strega deve accusarsi da sola, e se non lo fa volontariamente, qualsiasi mezzo è lecito. Poiché si supponeva che fossero possedute dal demonio, le streghe non avevano diritti.Le torture usate erano di vario tipo. Alle vittime venivano stritolati in una morsa i pollici, le dita dei piedi e le gambe; poi venivano frustate fino a sanguinare. Curiosamente le frustate, lo schiacciamento dei pollici e perfino la ruota erano considerati soltanto parte dei preliminari, e non erano classificati come “vere torture”. L’Arcivescovo di Colonia redasse un Tariffario delle Torture che includeva quarantanove voci e i prezzi relativi che dovevano essere pagati al torturatore dalla famiglia della vittima.Secondo il Martello delle Streghe qualsiasi mezzo per combattere Satana era accettabile. Ecco il consiglio dato agli inquisitori che indagavano sulle streghe: “Promettete loro una pena minima se si dichiareranno colpevoli, e una volta condannate, comminate loro la pena promessa e poi bruciarle; promettete inoltre di non condannare le streghe che ne incriminano altre e poi chiamate un altro inquisitore per farlo”.
Quando una strega veniva arrestata, si prendevano complicate precauzioni per neutralizzare i suoi poteri: per negarle il contatto con la terra, e attraverso di essa con le regioni infernali, veniva trasportata tenendola sollevata su un’asse di legno oppure in un cesto; quando si trovava davanti al giudice doveva rimanere voltata di spalle: in tal modo le era impossibile qualunque tentativo di ammaliarlo con lo sguardo; e sia i giudici che il personale coinvolti nel processo, “non dovevano lasciarsi toccare da lei e, particolarmente, dovevano fare in modo di non venire in contatto con le sue braccia o le sue mani nude”. Ai giudici veniva anche consigliato di portare al collo, appesi a un laccio o a una catenella, erbe benedette e sale consacrato durante la domenica delle Palme, sigillati in una speciale cera, anch’essa benedetta. Nonostante le ripetute rassicurazioni di immunità, era sempre meglio non correre rischi.

Pulizia dell’anima: si faceva ingerire alla condannata acqua bollente, carbone e sapone, per mondare la sua anima corrotta.

Pulizia dell’anima: si faceva ingerire alla condannata acqua bollente, carbone e sapone, per mondare la sua anima corrotta.

I due professori di teologia consigliano, prima di iniziare le torture, di denudare la donna completamente e raderla da testa a piedi poiché sono i peli che tutelano la strega dal dolore e non ci si lasci ingannare se durante i supplizi ella cerca conforto nella preghiera poiché è proprio così che diabolicamente si protegge. Le torture devono essere portate con cautela, senza uccidere e senza spargere sangue. Si comincia con lo schiacciamento dei pollici tra due tavolette, si legano poi le mani della strega dietro la schiena con una corda e la si appende al soffitto con dei pesi legati alle caviglie, infine la si costringe con ogni mezzo a restare sveglia per ore e ore. Fondamentale per provare la colpevolezza dell’imputata è trovare il punto del diavolo. Il punto (o marchio) del diavolo è un particolare punto sul corpo della strega insensibile al dolore. Può trovarsi ovunque, anche nelle orecchie o nella vagina. Per scovarlo bisogna infilzare ripetutamente la strega con un grosso ago. Le torture possono protrarsi ogni volta anche per più di 40 ore consecutive. Quando una strega veniva riportata in cella dopo una seduta di tortura, il giudice doveva assicurarsi che nel tempo di pausa ci fossero sempre delle guardie con lei, in modo da non lasciarla mai sola, per paura che il diavolo la “spingesse” a suicidarsi.

Stivaletto spagnolo (e varianti): Le gambe erano legate insieme e inserite in una sorta di stivale di ferro, che il boia stringeva fino allo spappolamento delle ossa.

Stivaletto spagnolo (e varianti): Le gambe erano legate insieme e inserite in una sorta di stivale di ferro, che il boia stringeva fino allo spappolamento delle ossa.

In altre parole, anche un suicidio o un tentato suicidio, causato dallo strazio o dal terrore, veniva interpretato come un’ispirazione del demonio, e perciò come un’ulteriore prova di colpevolezza. In tal modo, gli inquisitori discolpavano se stessi. Quando qualche sventurata donna tentava di suicidarsi infilandosi nella testa gli spilloni con cui fermava sui capelli la cuffia, dicevano: “L’abbiamo trovata in questo stato, come se avesse voluto infilarli nelle nostre teste”. Anche quei folli atti di disperazione venivano attribuiti a intenzioni malevole e aberranti, al fine di produrre prove di colpevolezza.
In realtà gli interrogatori miravano esclusivamente all’ottenimento della confessione e se l’imputata si ostinava a negare era solo perché dalla sua aveva la protezione del diavolo.Se, nonostante la tortura, la strega si rifiutava ancora di confessare, il Malleus consigliava stratagemmi mi più cervellotici. L’accusata, per esempio, poteva essere portata in una casa, i cui proprietari dovevano “fare finta di partire per un lungo viaggio e di lasciarla sola”. E poi si faccia in modo che qualcuno di sua conoscenza […] vada a trovarla e le prometta che sarà messa in completa libertà se gli insegnerà come si effettuano certe magie. E il giudice ponga mente che in questo modo molte hanno confessato e sono state condannate.
Come ultima risorsa, il Malleus consiglia il più sfacciato e incredibilmente spudorato imbroglio: e che, infine, il giudice entri e prometta che avrà misericordia, con la segreta, intima intenzione che ciò che intende è che sarà misericordioso verso se stesso e verso lo Stato; perché tutto quello che viene fatto per lo Stato è un atto di misericordia.
La delirante persecuzione contro le streghe cominciò sotto gli auspici dell’Inquisizione, quando la Chiesa esercitava ancora una supremazia indiscussa sulla vita religiosa dell’Europa. L’Inquisizione era talmente concentrata sulla stregoneria, che ben presto si sarebbe lasciata cogliere del tutto alla sprovvista dall’avvento di una minaccia assai più seria, che avrebbe assunto l’identità di un monaco apostata di nome Martin Lutero. È comunque giusto ricordare che, trent’anni dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum, l’insensata caccia alle streghe avrebbe conquistato anche le giovani Chiese protestanti.

donne stregoneria

Nella seconda metà del XVI secolo, dunque, sia i cattolici sia i protestanti mandarono al rogo non due o tre, ma centinaia di donne accusate di stregoneria: e questo delirio incendiario sarebbe proseguito per più di un secolo, raggiungendo il suo culmine nella sanguinosa guerra dei Trent’anni, svoltasi fra il 1618 e il 1648. Fra il 1587 e il 1593 l’arcivescovo di Treviri fece giustiziare trecentosessantotto streghe, il che equivale alla media di una e mezzo alla settimana.
Lungo un arco di tre mesi, cinquecento presunte streghe furono condannate al rogo dal vescovo di Ginevra. Fra il 1623 e il 1633 il principe e arcivescovo di Bamberga ne fece morire tra le fiamme più di seicento. Nei primi anni del XVII secolo novecento persone furono bruciate dal principe e vescovo di Würzburg, tra cui il suo stesso nipote, diciannove sacerdoti, e alcuni bambini accusati di avere avuto rapporti sessuali con il demonio. Alla fine del Seicento l’isterismo si era propagato anche al di là dell’Atlantico, alle colonie puritane del New England, dando luogo ai tristemente famosi processi di Salem, quelli che avrebbero fornito lo scenario alla commedia di Arthur Miller.Tuttavia, i peggiori eccessi protestanti non riuscirono mai a uguagliare quelli della Chiesa di Roma, in seno alla quale l’Inquisizione si espresse al massimo delle proprie potenzialità, vantandosi apertamente di avere bruciato, con un calcolo approssimato per difetto, trentamila streghe lungo un arco di centocinquanta anni.

Il simbolo dell’Inquisizione

Il simbolo dell’Inquisizione

Il Malleus Maleficarum resta una macabra testimonianza per i posteri degli orrori che gli uomini sono capaci di commettere quando la ragione lascia il posto alla credenza, del livello di umana idiozia raggiungibile quando i cervelli spenti si abbandonano alla suggestione e alla paura. Un concentrato di sadismo, perfidia e ignoranza e stupidità . Un miscuglio di sessismo, sessuofobia è ottusità. La Chiesa che aveva sempre manifestato una forte tendenza alla misoginia , l’operazione contro la stregoneria le fornì un mandato su larga scala per una crociata contro le donne e tutto ciò che era femminile. Nel XXI secolo le donne ringraziano ancora la Chiesa Cattolica!!!

Note :
1)Il Manuale fu approvato dalla Chiesa (Papa Innocenzo VII) e dal re di Roma (Massimiliano I) e divenne il manuale dell’Inquisizione.

2) La prefazione di quell’opera che apportò tanta rovina era la Bolla di Innocenzo VIII.

 

Autore: Rossella Tirimacco

FONTE

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