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Crocifissione, croce e Cristianesimo: un rapporto controverso

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La crocifissione nell’antichità era considerata la condanna più infamante e dolorosa che potesse esserci e riservata esclusivamente ai peggiori delinquenti. I Romani presero la terribile usanza della crocifissione dagli Egiziani. La crudeltà di tale condanna era temuta a tal punto da far esclamare allo stesso Cicerone:

“Il nome stesso della croce, stia lontano non solo dal corpo, ma anche dal pensiero, dagli occhi e dalle orecchie.”

La condanna alla crocifissione

In epoca romana, tale condanna era quindi un’esclusiva riservata ai peggiori malviventi ed agli schiavi ribelli. Il caso forse più famoso è la celebre rivolta dei gladiatori del 73 a.C. I rivoltosi, capeggiati da Spartaco, furono catturati e crocefissi lungo le vie romane. Secondo alcune fonti si parla addirittura di 6.000 corpi esposti come monito per chi volesse provare a ribellarsi a Roma.

La crocifissione, considerata quindi la peggiore delle condanne, non veniva riservata ai cittadini di Roma. A loro era riservata la decapitazione, eseguita con un deciso colpo d’accetta sulla nuca del malcapitato di turno.

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La croce si componeva di due pali: uno verticale (stipes), già piantato nel terreno, ed uno orizzontale (patibulum), che veniva legato alle braccia del condannato. Una volta giunto sul luogo della condanna, il malcapitato veniva issato ed inchiodato al patibulum che si incastrava nello stipes. A differenza di ciò che si pensa, i chiodi venivano conficcati nei polsi e non nei palmi delle mani in quanto non idonei a sostenere il peso della persona. Dopo alcune strazianti ore di dolore, la morte sopraggiungeva per arresto cardiocircolatorio accompagnato, il più delle volte, da infezione tetanica. I chiodi non venivano certo lavati e sterilizzati, trattandosi di una condanna a morte.

La maggior parte delle volte i soldati romani davano il colpo di grazia spezzando le gambe del condannato. Ciò non accadde nel caso di Gesù Cristo poiché, quando Ponzio Pilato mandò i soldati ad accertarsi delle sue condizioni ed a spezzargli le gambe, egli era già morto. Interessante notare che la legge ebraica ignorava la crocifissione in quanto, nell’Ebraismo, vi erano tipi diversi di condanna a morte come la lapidazione (ancora usata ai nostri giorni soprattutto nei Paesi musulmani) e l’impiccagione.

La croce avversata dai primi Cristiani

I primi Cristiani non andavano dunque in giro con un bel crocifisso appeso al collo e non raffiguravano la croce proprio perché, consci dell’uso che se ne faceva anticamente, la ritenevano, a ragione, simbolo di infamia, tortura, dolore e sofferenza. Infatti il simbolo adoperato dai primi Cristiani per raffigurare Gesù Cristo era il pesce, giocando sul termine greco Ichtys (pesce): Iesous Christòs Theou Hyiòs Soter (Gesù Cristo Figlio di Dio salvatore).

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Un altro segno usato nel Cristianesimo primitivo per raffigurare Gesù era il monogramma PAX, acronimo formato dalle iniziali in greco del Cristo (Christos): X (chi) e P (rho).

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La croce assunse importanza nel Cristianesimo solo a partire dal 314 d.C. grazie alla presunta visione di Costantino e venne esibita come simbolo di vittoria (in hoc signo vinces, in questo segno vincerai). Molti studiosi dubitano di tale affermazione e lo stesso Ramsey MacMullen, storico nonchè biografo di Costantino, nel suo libro Constantine, afferma:

“Se la scritta in cielo fu vista da 40.000 uomini, il vero miracolo risiederebbe nel loro silenzio sull’accaduto”.

L’adorazione della croce fu adottata ufficialmente molto dopo, più precisamente nel 788 per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli.

Conclusione

La maggior parte, se non la totalità dei Cristiani, sono soliti avere in casa un crocifisso o appenderselo al collo come segno di fede. Dal momento che per la teologia cristiana Gesù sarebbe morto per espiare i peccati degli uomini, facendosene carico, non sarebbe forse meglio ricordarlo in un altro modo? Visto il vero significato di morte e sofferenza della croce, non sarebbe forse meglio esprimere la propria devozione al Cristo usando altri simboli? Magari riallacciandosi così al Cristianesimo primitivo, probabilmente assai più autentico e meno manipolato di quello odierno?

Prometheus


Bibliografia: Lodovico Ellena, Fregati dalla Storia

 

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