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I grandi cicli cosmici indiani e la loro durata. Il tempo nell’antica India

cicli cosmici indiani

I cicli cosmici indiani rappresentano qualcosa di affascinante e complesso al tempo stesso. Il calcolo del tempo in India e, in generale, in Oriente è differente rispetto a quello europeo ed occidentale. Se, nel mondo occidentale, il modo di calcolarne la durata si basa sul sistema ebraico-cristiano che vede una concezione del tempo dalla durata lineare, nel mondo orientale tale concezione è circolare, ciclica. La durata vedica suddivide i l tempo in grandi cicli cosmici, tra periodi di tempo grandi e piccoli, in cui cicli più brevi si ripetono all’interno di cicli più lunghi, durante i quali avviene l’emanazione, la manifestazione e il riassorbimento dell’Universo, attraverso sue distruzioni che possono essere parziali, Pralaya, o totali, Mahapralaya.

I cicli cosmici indiani

Prima di analizzare i cicli cosmici indiani, leggiamo prima le parole della Bhagavad Gita. Di quest’opera ce ne siamo già occupati in precedenza (LINK). Nell’VIII canto della Bhagavad Gita1)1 leggiamo le parole pronunciate da Krishna ad Arjuna:

Chi conosce che un giorno di Brahma è composto da mille eoni2)2, e che di mille eoni è anche la notte, sa cos’è un’era cosmica.
Ogni volta che sopraggiunge questo giorno, tutti gli esseri distintamente si emanano dall’Indistinto. Quando poi giunge la notte, è in quest’Immanifesto che tutto il manifesto si riassorbe.
Dopo essere nati e morti più e più volte, questa moltitudine di esseri, quando viene la notte di Brahma si riassorbono nell’Immanifesto, e loro malgrado tornano a rinascere quando viene nuovamente il giorno.
Ma al di là di questo formale divenire, c’è un’altra Esistenza suprema e immanifesta, che è eterna e non svanisce quando tutti gli esseri sono riassorbiti.
Questa Realtà immanifesta e imperitura è ciò che viene chiamata la Meta suprema. Quando la si raggiunge non si rinasce mai più in questo mondo: essa è la mia eterna Dimora. (Bhagavad Gita, VIII, 17-21

La Bhagavad Gita parla dunque di eoni ed ere cosmiche in cui tutto si manifesta e, successivamente, viene riassorbito.

Il calcolo del tempo nell’Induismo

Come detto poc’anzi, la letteratura vedica suddivide il tempo in lunghi periodi astronomici, ciascuno con la sua durata, più o meno breve. Andiamo a vedere quali sono:

• Sandhya
• Krita-Yuga o Età dell’Oro
• Treta-Yuga o Età dell’Argento
• Dvapara-Yuga o Età del Bronzo
• Kali-Yuga o Età del Ferro
• Maha-Yuga
• Manvantara
• Kalpa
• Pralaya
• Mahakalpa
• Mahapralaya

Quando si analizzano i cicli cosmici indiani bisogna prima comprendere cosa si intende con emanazione e dissoluzione. A differenza del pensiero cristiano di matrice ebraica che vede un Universo creato ex novo et ex nihilo da un Dio antropomorfico, il pensiero orientale è assai diverso. Dopo lunghi periodi di inattività, chiamati morti di Brahma, l’Universo viene emanato dal respiro divino e, quindi, manifestato. Questo periodo di tempo è detto età di Brahma e si conclude con il riassorbimento cosmico dell’Universo nel seno di Brahma. Questi cicli cosmici vengono suddivisi in cicli più piccoli e così via. Allo stesso modo in cui noi dividiamo ore, minuti e secondi.

cicli cosmici indiani

I grandi cicli cosmici indiani: Mahapralaya e Mahamanvantara

Prima di capire come sono strutturati e suddivisi i cicli cosmici indiani, andiamo a vedere innanzi tutto cosa è un Mahapralaya, Letteralmente il termine vuol dire “Grande dissoluzione” ed è il periodo di tempo in cui avviene appunto la dissoluzione cosmica, alla fine della quale, dopo un lunghissimo intervallo di riposo cosmico, tutto ricomincerà da capo, ciclicamente. Tale fase ha una durata di 311.040 miliardi di anni solari e ha inizio con la morte di Brahma, il creatore. Se pensiamo che l’Universo ha “solo” 13,7 miliardi di anni un Mahapralaya ha una durata enormemente maggiore, circa 22.000 volte! Da un punto di vista poetico possiamo vederlo come il grande riposo della Natura dopo un periodo attivo di attività.

Contrapposto al Mahapralaya, troviamo il Mahamanvantara detto anche Mahakalpa. Viene detto la “Grande Età” e rappresenta la durata della Vita di Brahma equivalente a  311.040 miliardi di anni solari. Quindi, come il Mahapralaya rappresenta la dissoluzione universale, il Mahakalpa ne è l’opposto, ovvero il periodo di attività dell’esistenza dell’Universo. Un Mahakalpa si suddivide in innumerevoli Kalpa, Pralaya, Manvantara, ecc. È anche detto Età di Brahma ed equivale a 100 anni di Brahma.

Se, quindi, Mahapralaya e Mahakalpa, rappresentano i due grandi cicli cosmici, andiamo ora a vedere quelli più piccoli.

SECONDA PARTE

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References   [ + ]

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