Perchè il Buddha viene raffigurato grasso?

buddha grasso

Per quale motivo nell’immaginario collettivo molti Occidentali, o almeno coloro che non conoscono la vera vita del principe di Kapilavashtu Siddharta Gautama detto il Buddha, lo associano ad un monaco grasso e pelato dagli occhi a mandorla quando in realtà sappiamo che il giovane principe indiano era alto e snello: da dove arriva quindi questa errata concezione?

Il Buddha non era grasso

Secondo la regola del Bhikkhu seguita dai monaci buddhisti, prima di pervenire all’Illuminazione bisogna seguire un digiuno ferreo quindi vien da sè che chi digiuna non può certo essere grasso. Ma andiamo avanti. Nel Canone Pali, la più antica collezione di testi buddhisti pervenutaci integralmente, il Buddha descrive così se stesso:

skeletonbuddha“Il mio corpo raggiunse uno stato di estrema magrezza; gambe e braccia divennero come canne vecchie e appassite a causa del troppo poco cibo; il mio sedere divenne come il piede di un cammello; la mia spina dorsale divenne come le perle di un rosario, con le vertebre sporgenti e rientranti; le costole sporgevano come le vecchie travi di una casa scoperchiata; le pupille, infossate e piccolissime, rilucevano nelle mie orbite come in un pozzo i sottostanti specchi d’acqua rilucono in modo evanescente; la pelle del mio capo divenne vuota e grinzosa come una zucca selvatica tagliata fresca lasciata al sole; e quando volevo toccare il ventre giungevo alla spina dorsale, e quando volevo toccare la spina dorsale, giungevo di nuovo al ventre; cosí vicino mi era venuto il ventre alla spina dorsale per questa nutrizione estremamente scarsa; se volevo evacuare sterco e urina cadevo in avanti. Per rinforzare questo corpo, allora io strofinavo le membra con la mano, e mentre io cosí strofinavo le membra, cadevano i peli, putridi alle radici» (M. XXXVI).”

In India la magrezza è considerata emblema di povertà: i ricchi mangiano tranquillamente due volte al giorno mentre i poveri una soltanto quando ci riescono quindi nell’iconografia indiana Siddharta non sarebbe mai e poi mai stato raffigurato come grasso. (LINK)

Quindi chi è quel paffuto, pacioso e pelato monaco che vediamo raffigurato in molte stauine?

budaiSi tratta di un bonzo vissuto nel X secolo d.C. il cui nome era Pu-Tai che divenne Budai da cui l’errata associazione con Buddha. Il simpatico Pu-Tai conduceva una vita gaudente ed era solito abbuffarsi di ogni ben di Dio ma era anche generoso verso gli altri difatti portava sempre con sè un otre di pelle pieno di riso e verdure che donava ai poveri ed ai bisognosi. Secondo alcune imprecisate fonti, stanco di una vita condotta all’insegna dei piaceri della tavola, decise di rinunciare a tutto e dedicarsi alla vita ascetica, impegnandosi a fondo fino a raggiungere l’Illuminazione e conseguire così il titolo anch’egli di Buddha….grasso.

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