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Possiamo davvero considerare la Bibbia un libro sacro, la parola di Dio?

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Possiamo considerare la Bibbia un libro sacro, attendibile, la “parola di Dio” o dovremmo piuttosto rivedere le nostre posizioni riguardo a tale opera? Chi ha scritto la Bibbia e in che epoca? Perchè vi sono diverse Bibbie in circolazione?

La Bibbia

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Innanzi tutto è doveroso sottolineare come la Bibbia non sia un unico libro bensì un insieme di testi raccolti, ed accuratamente selezionati, nel corso dei secoli. Lo stesso vocabolo Bibbia deriva infatti dal greco ta-biblia, ovvero “i libri” proprio per affermare che ci troviamo davanti ad una mole, anche piuttosto complessa, di testi e non ad un unico libro.

Bisogna sottolineare il fatto che ciò che i non-Ebrei chiamano Bibbia, per il popolo eletto è la Tanakh, un acronimo formato dalle iniziali delle parti in cui sono suddivisi i 24 testi che compongono la Bibbia ebraica: Torah, corrispondente al Pentateuco cristiano, i primi 5 Libri, Neviim o Libri dei Profeti, e Ketuvim o Scritti sacri.

Per i Cristiani, invece, la Bibbia è l’insieme dei testi dell’Antico e del Nuovo Testamento, inclusi quindi i Vangeli, non canonici, ovviamente, per gli Ebrei. Insomma, un libro di ricette dove ognuno prende ciò che vuole. La Bibbia, difatti, è una raccolta di manoscritti ebraici, persiani, greci, aramaici, siriaci, etiopi e latini risalenti ad epoche differenti, scritti da persone diverse.

Nell’antichità, la Bibbia non era così conosciuta e aveva un’importanza marginale. Infatti, fino al 400 a.C. non si ha alcuna traccia di quest’opera “divina”.

Tante Bibbie

bibbiaLa nascita di un’opera come la Bibbia non è stata, dunque, il frutto dell’illuminazione divina, il risultato dell’ispirazione di qualcuno, bensì il frutto di una lunga evoluzione protrattasi nel corso dei secoli. Tutt’ora, a differenza di quanto possano pensare i fedeli, non vi è una solo Bibbia nel Mondo bensì diverse versioni.

  • Bibbia ebraica Masoretica, o Codice di Leningrado, seguita da Ebrei e Cristiani, con una datazione approssimativa attorno all’anno 1000.

  • Septuaginta, o Libro dei LXX, utilizzata dalla Chiesa Ortodossa. Deve il nome ai Settanta Saggi che la compilarono in lingua greca, traducendo liberamente da quella ebraica. 

  • Bibbia Samaritana, adoperata dalla Chiesa Copta. In questa versione, alcuni testi per noi apocrifi sono accettati come canonici, come ad esempio il Libro di Enoch.

Le varie versioni differiscono parecchio le une dalle altre. Ad esempio, la cosiddetta Bibbia Samaritana consta di almeno 6.000 differenze rispetto a quella ebraica masoretica. Tali diversità vengono spiegate con il fatto che le varie dottrine, cristiana, copta ed ortodossa, riconoscono dei testi che non sono validi per le altre e così via.

Origini della Bibbia cristiana

Quando si parla di Bibbia, bisogna anche dividere tra Antico Testamento, che costituisce la parte più vecchia, ed il Nuovo Testamento che, iniziando dai Vangeli, forma la sezione più moderna concernente gli insegnamenti cristiani.

Alla base dei primi cinque libri della Bibbia, Pentateuco per i Cristiani e Torah per gli Ebrei, ci sono diverse tradizioni o fonti e si va quindi da quella jahwehista, databile attorno al X secolo a.C., a quella elohista dei secoli IX e VIII a.C., a quella deuteronimista della seconda metà del VII secolo per finire con la tradizione sacerdotale composta tra il 550 e il 500 a.C. Un arco di tempo di 500/600 anni.

Anche se la Bibbia potrebbe sembrare un’opera molto antica, vi sono diverse tradizioni religiose, in primis l’Induismo, che presentano testi molto più antichi. Le stesse tavolette sumere, dalle quali gli autori biblici hanno attinto a piene mani, scopiazzando e manipolando la storia, sono databili attorno al 3.000 a.C., quindi almeno duemila anni prima!!!

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La scrittura continua e i Masoreti

Un altro punto assai importante che gioca a sfavore della divinità della Bibbia, è il fatto che tali libri siano stati scritti con il cosiddetto metodo della “scrittura continua”, sistema che prevedeva la sola scrittura delle consonanti senza lasciare spazi tra le singole parole. Questo metodo di scrittura era molto in voga nel passato a causa dei costi elevati di papiri e pergamene: difatti, scrivendo di continuo, si risparmiavano spazi e, di conseguenza, materiale.

La vocalizzazione avvenne dopo molto tempo grazie ad un lavoro minuzioso dei Masoreti (dall’ebraico masorah, tradizione) delle varie scuole rabbiniche, in particolar modo, quelli di Tiberiade. Questo immenso lavoro terminò solamente attorno al X secolo d.C.

La suddivisione in capitoli venne invece introdotta solo attorno al XIII secolo d.C. mentre la numerazione dei singoli versetti cominciò a partire dal 1528.

Di conseguenza, dalla scrittura dei primi testi biblici ai successivi interventi che ne hanno facilitato la lettura, sono passati all’incirca 2.000 anni!

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