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Astrofisica e Teosofia, un tempo lontane oggi sempre più vicine

Astrofisica e Teosofia, scienza ed occultismo. Che rapporto potrebbe mai esserci tra due rami del sapere così diversi e, all’apparenza, gli opposti? Ciò che gli scienziati scoprono nel corso degli anni, i teosofi lo sanno da sempre. Andando avanti nel tempo, sono sempre più frequenti gli studi e le scoperte della fisica e dell’astrofisica che si avvicinano alle verità teosofiche.

Ricordiamo che l’astrofisica è quel ramo dell’astronomia, o della fisica, che studia le proprietà fisiche, nonché tutti i fenomeni della materia presente nell’Universo. L’argomento Teosofia è stato già trattato in precedenza e non andremo a ripeterci ma solamente a lasciare li riferimento: Teosofia: storia e fondamenti della dottrina teosofica.

In questa relazione di Marco Boccadoro, tenuta nel 2012 al Seminario teosofico di Ascona, in Svizzera, vengono trovati diversi parallelismi tra astrofisica e teosofia.

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Astrofisica

Astrofisica e Teosofia

Marco Boccadoro

Molto tempo fa, scienza, filosofia e religione erano intrinsecamente legate. Il pensiero va subito a Leonardo da Vinci, un genio universale, pittore, musicista, ingegnere, scienziato, scrittore… Oggi non è più così, scienza, religione, discipline umanistiche sono ben distinte e separate. Anche all’interno della comunità scientifica, ogni campo dello scibile umano tende ad essere sempre più distino e specializzato, rispetto agli altri; gli scienziati lavorano a compartimenti stagni. Ciò presenta apparenti vantaggi immediati, poiché una maggiore specializzazione è più efficiente, fornisce risultati più rapidamente. Ma il rovescio della medaglia è che spesso si perdono di vista il disegno globale, le relazioni e le implicazioni interdisciplinari, l’Unità della Vita, diremmo noi… Molti problemi del mondo attuale sono dovuti proprio a questo lavorare per compartimenti stagni. Pensiamo ad esempio ai grandi squilibri globali, allo sperpero dissennato delle risorse naturali e ai conseguenti disastri ecologici.

L’approccio teosofico è invece la consapevolezza dell’Unità della Vita e della legge universale. Vorrei tentare l’approccio degli scienziati del passato e riflettere brevemente con voi su alcuni aspetti dell’astrofisica dal punto di vista della teosofia. Perché proprio l’astrofisica? Effettivamente, si possono considerare i lavori degli astrofisici come un esercizio, conscio o inconscio, per rispondere alle domande poste dagli eterni grandi temi esistenziali: perchè esiste l’Universo, da dove proveniamo, dove stiamo andando, qual è lo scopo di tutto ciò, cos’è il tempo, ecc. Per i teosofi molte risposte sono chiare e molte scoperte recenti sono già state enunciate prima che i moderni mezzi scientifici permettessero di provarne l’esistenza. Ad esempio, prendiamo le tre preposizioni fondamentali della Dottrina Segreta.

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a. La prima preposizione dice che esiste un principio onnipresente, eterno, senza confini, un principio immutabile sul quale è impossibile speculare, poichè esso trascende il potere di astrazione e di concezione umano. L’impensabile e indescrivibile, “The Great Breath”, il Grande Respiro (Dottrina Segreta 1:14). Gli astrofisici hanno recentemente scoperto che le leggi della fisica sono uguali in tutto l’Universo: ad esempio, la legge gravitazionale è universale e contribuisce a mantenere in equilibrio il Cosmo. Per ora, sono state identificate quattro forze: la forza gravitazionale, la forza elettromagnetica, la forza nucleare forte e la forza nucleare debole. L’astrofisica cerca da tempo di unificarle in una sola legge, per ora invano. Si cerca il principio onnipresente di cui parla la Signora Blavatsky… Si cerca il ponte per il tramite del quale le idee del Pensiero Divino sono impresse nella sostanza cosmica come leggi della natura, cioè il Fohat.

b. La seconda preposizione stabilisce che l’eternità dell’Universo in toto come uno spazio senza confine (ibid. 1: 16-17). Uno scenario in cui, periodicamente, infiniti universi si manifestano e spariscono. L’apparire e lo scomparire dei mondi è come un flusso e riflusso regolare di marea. La legge della periodicità, del flusso e riflusso, l’alternanza di Giorno e Notte, Vita e Morte. Manvantara e Pralaya. Gli astrofisici sanno che tutto ha un andamento periodico. Non solo hanno osservato le orbite cicliche o le rotazioni di Terra, Luna, pianeti, comete, ma ci insegnano che anche i sistemi solari, le galassie e gli ammassi di galassie ruotano attorno ad un punto, periodicamente.

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E cosa ci dice la Scienza in merito all’Universo? Nel 1929, Edwin Hubble, misurando lo spettro dei colori emessi dalle stelle, scopre che l’Universo si espande. E’ una delle grandi rivoluzioni intellettuali del ventesimo secolo (1). L’Universo si espande in misura del 5-10% in mille milioni di anni. Da ciò si è dedotto che tutto ha avuto origine dal Big Bang circa 13,7 miliardi di anni fa. Ciò corrisponde a 3 Giorni di Brahma, (1 Mahamanvantara, secondo i Veda, corrisponde a 4,32 miliardi di anni). Ricordiamo che Brahma, dalla radice brih, significa espandersi ([4], pag. 122, vol. 1), forza espansiva vivificatrice. Le osservazioni di Robert Dicke confermano che comunque l’Universo deve essere più antico di 10 miliardi di anni, che è il tempo base per creare il carbonio, elemento base per la vita. Inoltre, la dimensione dell’Universo ha un andamento periodico. Il modello di Friedman, infatti, prevede che l’Universo dapprima si espanda, poi che la forza gravitazionale prevalga e tutto cominci a contrarsi fino al Big Crunch. Questa non è una sorpresa per la Teosofia…

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